pescaria
17 Settembre 2019   •   Alice Antonucci

Pescaria: il panino gourmet che batte i record sui social

«Dal 2015 ad oggi un successo continuo, che ancora non conosce ostacoli. Questa è la storia di Pescaria, il panino gourmet da record, pronto a conquistare tutta Italia.»

Si può sentire un po’ della brezza marina di Polignano a Mare soltanto addentando un panino? La risposta è sì, ma non si tratta di un panino qualunque. L’idea di Pescaria – Pescatori in cucina è fresca, genuina, e innovativa ma dentro di sé conserva tutti i punti forti della tradizione culinaria pugliese, qui avvalorati grazie a dei preziosi alleati: i social.

La nascita del locale

Pescaria è nato nel 2015 dalla fortunosa unione di tre amici: un consulente marketing (Domingo Iudice), uno chef estremamente creativo (Lucio Mele) e un imprenditore del settore ittico Pugliese (Bartolo L’Abbate). All’inizio il locale era di appena 40 metri quadri e si trovava nella sua terra d’origine – Polignano a Mare – ma una comunicazione efficace via social ha fatto il resto: i numeri del fatturato del primo anno sono stati talmente elevati che oggi Pescaria conta più punti vendita in giro per l’Italia (due a Milano, uno a Trani), e con tutte le probabilità destinati ad aumentare (prossime le aperture anche a Torino e a Roma).

pescaria

Una storia di successo

Il prodotto è sicuramente buono e originale, ma qual è stato il segreto della scalata verso il successo di questo fast fish food pugliese? Secondo i suoi creatori buona parte la si dovrebbe alla comunicazione via social. Con soli 3 locali Pescaria ha oltre 110 dipendenti, 500 clienti al giorno per negozio e un fatturato che si aggira oggi intorno ai 7,4 milioni di euro. Il fondatore Domenico Iudice ha più volte dichiarato che il 70% del ricavato dell’azienda sarebbe dovuto proprio ai social, e a un tipo di comunicazione che ha reso famoso Pescaria ancor prima che aprisse. I “numeri” del locale non sono passati inosservati neanche a Facebook, che infatti lo ha citato come prima azienda italiana nei suoi Earning Calls, ovvero tra gli esempi virtuosi redatti dai big della piattaforma.

Oltre a un occhio sensibile alla qualità e alla richiesta gastronomica odierna, Pescaria ha saputo distinguersi anche per la politica green dei suoi packaging (tutti realizzati in materiali sostenibili) e ovviamente, per quella dei suoi panini gourmet. Può il polpo fritto convivere amabilmente con le cime di rapa, il mosto cotto di fichi e la ricotta? La risposta è sì, e si chiama Pescaria.

Alice Antonucci