perfumum
10 marzo 2018   •   Raffaella Celentano

Perfumum: i profumi della storia in mostra a Torino

«Oggi vi segnaliamo la mostra Perfumum. I profumi della storia. Una meravigliosa esposizione dedicata all’evoluzione del profumo»

Quest’anno pare proprio che gli appassionati di moda e costume avranno l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda le mostre. Dopo ITALIANA e Rosa Genoni, ecco un’altra esposizione Made in Italy a cui non potrete mancare. Stiamo parlando di Perfumum. I profumi della storia qui(per info ), ospitata a Palazzo Madama dal 15 febbraio al 21 maggio 2018. Come spiegato dai curatori della mostra, Perfumum è uno straordinario racconto sull’evoluzione del profumo e sui suoi innumerevoli significati dall’antichità greca e romana fino al Novecento, passando attraverso vari periodi storici e numerose civiltà molto diverse tra loro.

L’esposizione, curata da Cristina Maritano, conservatore di Palazzo Madama, e allestita in Sala Atelier, presenta oggetti appartenenti alle collezioni di Palazzo Madama e numerosi prestiti provenienti da musei e istituzioni torinesi, come il MAO Museo d’Arte Orientale, il Museo Egizio, il Museo di Antichità, la Biblioteca Nazionale, la Biblioteca Guareschi del Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco. Importante anche il contributo di realtà nazionali come il Museo Nazionale del Bargello, Gallerie degli Uffizi, il Museo Bardini e la Galleria Mozzi Bardini di Firenze e il Museo di Sant’Agostino di Genova. Fondamentale, inoltre, è stata la collaborazione con il Musée International de la Parfumerie di Grasse (Francia) che ha messo a disposizione una selezione di opere e gli apparati multimediali sulle tecniche della profumeria. Infine, il contributo di molti collezionisti privati ha permesso di radunare un’ampia selezione di flaconi del Novecento.

Il percorso espositivo presenta un excursus storico avviato a partire dalle civiltà egizia e greco-romana che, sulla scorta di tradizioni precedenti, assegnano al profumo molteplici significati: da simbolo dell’immortalità, associato alla divinità, a strumento di igiene, cura del corpo e seduzione. Si passa, poi, all’Europa del primo Medioevo, dove sono rare le testimonianze di utilizzo di sostanze odorifere al di fuori della sfera sacra. Sopravvive tuttavia la concezione protettiva e terapeutica del profumo.

È durante il Rinascimento che assistiamo ad una laicizzazione dei significati del profumo, il cui uso si fa più esteso e articolato presso le classi sociali più elevate. Si diffonde in tutta Europa la moda di profumare, oltre al corpo, anche gli accessori di vestiario e di indossare contenitori per profumi di straordinaria ricercatezza. Il Seicento vedrà, poi, la supremazia della Francia nel campo della produzione dei profumi. Nascono nuove fragranze, sempre più orientate verso le note floreali e leggere, conservate in flaconi in vetro o porcellana, oppure diffuse negli ambienti grazie a pot-pourri e bruciaprofumi.

Ancora, la mostra dedica ampio spazio alla civiltà islamica, che eredita e preserva il sapere del mondo antico, sviluppa e innova la cultura del profumo greca e romana, persiana e bizantina, introducendo importanti conquiste tecnologiche, come il perfezionamento dell’arte della distillazione compiuto da Avicenna. Perfumum offre, infine, una ricca panoramica sul Novecento grazie ai prestiti provenienti da collezioni private che hanno consentito di arricchire il percorso espositivo con un’ampia carrellata di flaconi, tra cui spiccano quelli creati da René Lalique per François Coty, di Baccarat per Guerlain, ma anche gli eccezionali Arpège di Jeanne Lavin, Shocking di Elsa Schiaparelli e Diorissimo di Christian Dior. Completano l’esposizione una selezione di etichette e manifesti di case produttrici di profumi tra Ottocento e Novecento.

A completamento della mostra, l’Associazione culturale torinese PerFumum, fondata da Roberta Conzato e Roberto Drago, organizza una rassegna di incontri internazionali sulla cultura dell’olfatto rivolta a tutto il mondo degli appassionati della profumeria. Dalla presentazione di profumi storici dell’Osmothèque di Versailles, all’incontro con creatori di profumi riconosciuti a livello internazionale, fino ad appuntamenti legati al mondo food & beverage. In occasione della mostra, infine, il creatore di fragranze Luca Maffei, creerà degli odori-profumi ispirandosi alle collezioni storiche del museo del periodo romano, medievale, rinascimentale e barocco che verranno diffusi nelle sale del Palazzo per fondere creatività ed emozioni tra sentori di incenso e ambra, così da immergere i visitatori in un’esperienza sensoriale completa.

Raffaella Celentano