mangiare tartufo
07 Ottobre 2018   •   Snap Italy

Mangiare tartufo, ecco 10 ristoranti da leccarsi i baffi

«Come diceva Alexandre Dumas: “I golosi di tutte le epoche non hanno mai pronunciato il nome del tartufo senza portare la mano al cappello”. Il motivo? Semplice: si tratta di un’assoluta eccellenza italiana. Per questo vi portiamo alla scoperta di 10 ristornati dove mangiare tartufo… quello buono per davvero.»

Il tartufo è un fungo molto particolare, non solo perché cresce sotto terra, a diretto contatto con le radici di alcuni alberi, da cui prende il sapore, ma anche perché ha un gusto forte e un valore inestimabile. In antichità era considerato il “cibo degli dei”. Chi si intende di questo fungo sa che ne esistono di diverse qualità ma per dare una classificazione sommaria del prodotto, possiamo dividerlo in tartufo nero e tartufo bianco. Il secondo è considerato più pregiato, e il luogo più famoso in Italia dove trovarlo è Alba, in Piemonte; mentre quello nero si trova più facilmente, ad esempio ad Acqualagna, nelle Marche o anche a Norcia, in Umbria. Ma arriviamo all’aspetto prettamente culinario. Per coloro cui piace mangiare tartufo, quest’ultimo sembra stare bene ovunque e in effetti anche gli chef si divertono a creare, ad insaporire le loro portate con la famosa “grattugiata” finale. Sicuramente in Italia sono decine e decine i ristoranti che acquistano tartufi più o meno pregiati per arricchire i loro piatti e, di conseguenza, i loro menù.

Noi di Snap Italy abbiamo individuati dieci ristoranti dove mangiare tartufo che, in base a recensioni, consigli ed esperienze dirette vale la pena provare…

I Tartufi Bistrot

Il ristorante sorge nel cuore storico ed artistico di Torino, realizza piatti tipici della cucina piemontesi e si occupa della raccolta di tartufi, con i quali compone perciò, costantemente, i suoi piatti. Il menù offre un’ampia scelta, composta da piatti molto particolari, sicuramente intriganti e sfiziosi, accompagnati sempre da una ricercata mano di tartufo nero o bianco, a seconda del piatto scelto e del gusto del cliente. Anche la carta dei vini non lascia insoddisfatti. Il locale in sé è piccolo, con pochi tavoli, come da tradizione familiare, ma comunque molto accogliente. La qualità dei prodotti è ottima. Tra le specialità abbiamo il piatto degustazione al tartufo nero, lo sformatino di ricotta e perle al tartufo nero e il tipico tortino piemontese. La parola d’ordine del ristorante è sicuramente creatività, ed è quindi adatto a chi ama mangiare e non ha ancora provato la sua veste prettamente piemontese.

Enoclub

Il locale nasce in una delle città più famose per il tartufo, soprattutto bianco, Alba. Si trova nelle antiche cantine di un palazzo di origini ottocentesche, l’atmosfera è quindi molto rustica e popolare ma nello stesso tempo non manca eleganza e accoglienza. È infatti un luogo decisamente curato, con una luce calda e soffusa e una cortina muraria originale in mattoni e pietre di fiume. La filosofia del ristorante è la sintonia tra piacere del gusto e alta qualità enogastronomica, mentre l’ambiente ha lo scopo di evocare i sapori tradizionali. Infatti il menù del ristorante segue molto i prodotti delle varie stagioni, dando così rilievo alla loro qualità. La parola d’ordine è delicatezza, infatti i piatti sono molto curati e molto fantasiosi ma abbastanza minimalisti. Anche in questo caso mangiare tartufo è assolutamente consigliato, d’altronde siamo nella sua patria e quindi non poteva essere altrimenti. Folta offerta di prima e secondi, molto buoni i dolci e ottima la scelta dei vini. Il ristorante è inoltre valutato nella Guida Michelin, con un buon livello. Consigliato a chi intende esplorare la tradizione delle Langhe in un contesto raffinato.

Tartufotto

Locale molto semplice, moderno, ispirato alla voglia di offrire un prodotto d’élite come il tartufo a prezzi abbastanza contenuti. Ci troviamo a Milano e il fondatore è lo chef Simone Rugiati, il quale dichiara di voler dare vita ad un’eccellenza, ad un luogo che possa concentrarsi sui prodotti gastronomici toscani, soprattutto il tartufo. I prodotti infatti arrivano giornalmente da vari fornitori toscani, altamente certificati. Per esempio il tartufo viene preso dal celebre Savini, che oltre ad esserne produttore, è anche proprietario di due ristoranti, uno vicino Pisa e l’altro all’ MGC di Firenze. Lo chef Rugiati intende quindi coniugare qualità, prezzo contenuto e unicità, il tutto all’interno di una location in sintonia con la tendenza milanese, dove mangiare tartufo è una vera e propria esperienza. Anche qui non abbiamo certo piatti da trattoria ma assaggi. Nonostante questo, però, il menù offre un’ampia scelta, dai menù degustazione per due persone, ai tagliolini, alla tartare, alle uova e tanto altro, il tutto ovviamente guarnito con ottimo tartufo, variegato in base al periodo dell’anno. Nel dare vita ad un ristorante in cui passare una piacevole serata “tartufosa” nella capitale della moda, Simone Rugiati ha decisamente colpito nel segno.

Da Francesca

Siamo ancora a Milano, ma in questo caso il contesto è decisamente più rustico. Si tratta di un’osteria a conduzione familiare, che offre piatti tipici della cucina regionale lombardo-piemontese. La cucina è sana, gustosa, ma soprattutto casalinga. Il locale è semplice, piccolo, ma molto accogliente, offre un’atmosfera tranquilla e raccolta. Qualità e passione si uniscono ad un forte rispetto per il cliente, che non viene mai lasciato in attesa. In questo caso ovviamente non si risparmia sulla quantità e anche i prezzi sono decisamente contenuti. Nulla è lasciato al caso. Il menù offre di tutto, compreso mangiare tartufo in primi piatti di assoluta qualità. Le recensioni esaltano soprattutto gli gnocchetti al tartufo e le uova al tartufo bianco. Insomma se avete intenzione di pranzare o cenare fuori sentendovi comunque a casa e mangiare tartufo, siete nel luogo adatto a voi.

Tartufi & Friends

Ristorante in stile bistrot a Milano, Corso Venezia che presenta una succursale anche a Roma, Via Borgognona e a Londra, Magazzini Harrods. Si possono assaporare una serie di ricette in cui, come dice il nome stesso del locale, il tartufo è il protagonista assoluto. Lo stile è fortemente londinese, con tanto legno e nero come colore predominante. Sembra di trovarsi in un pub e non ci sono i classici tavoli da ristorante. È quindi molto curata la parte espositiva del locale, particolareggiata così come lo sono i piatti. Questi alternano i classici taglioni a pietanze più ricercate. La qualità è altissima e i tartufi non fanno altro che impreziosire il tutto, facendo ovviamente lievitare il prezzo, che non è accessibile a tutti, anzi. D’altronde si sa che qualità e stile, oltre che collocazione geografica non possono di certo essere ignorate. Tartufo nero, bianco, con piccola differenza di prezzo tra i due, cura estrema dei piatti e presentazione importante. Insomma da provare decisamente, a due condizioni: avere tantissima voglia di mangiare tartufo e avere un budget tutt’altro che contenuto!

Taverna da Lucifero

Un locale fortemente tradizionale che lascia soddisfatto il cliente, oltre che il suo palato. Siamo a Roma questa volta, precisamente nella zona centrale di Campo De’ Fiori. L’offerta è variegata anche in questo caso, gli antipasti sono abbondanti e non mancano di certo piatti particolari. Basti pensare alle deliziose fettuccine al tartufo o ad altri alimenti conditi con questo fungo prelibato, oppure ai dadini di filetto di manzo cotti nell’olio caldo o ai filetti di manzo cotti nel brodo caldo, la famosa “Fondue bourguignonne” svizzera. Si tratta comunque di un locale piccolino e riservato, che ti fa sentire a tuo agio, e in cui non mancano i validi consigli dei camerieri. Ideale per passare una bella serata in compagnia di amici o del proprio partner, degustando pietanze prelibate, di qualità, sicuramente particolari, con cui ogni tanto è bene deliziare il palato. Tra queste fa la sua comparsa il nostro amato tartufo, che anche in questo caso, impreziosisce le pietanze offerte dalla taverna. È decisamente un luogo dove si può mangiare tartufo molto bene spendendo il giusto, senza preoccuparsi di un’atmosfera troppo tirata, anzi tutto il contrario.

Tullio

Ci muoviamo ancora per le strade di Roma, questa volta passando nella zona di Via Veneto, e troviamo questo storico ristorante dove mangiare tartufo. Gestito e diretto dalla famiglia dal 1950, vanta un’atmosfera riservata e familiare, oltre ad essere uno dei locali di altissimo livello a Roma. Offre prodotti essenziali, classici, ma di estrema qualità, come d’altronde le materie prime utilizzate. Non si può parlare neanche di cucina minimalista perché i piatti sono della giusta abbondanza. Oltre che alle pietanze di tradizione romana, consigliamo ovviamente il tartufo. Il ristorante infatti è uno dei più famosi a Roma in questo settore. Basti pensare alle sublimi tagliatelle ricoperte da scaglie di tartufo bianco. I prezzi non sono di certo accessibili a tutti, ma se cercate qualità ed eleganza indubbiamente è il luogo adatto a voi. Ah dimenticavo… magari ci scappa anche una foto con qualche vip, politico, calciatore o attore visto che il locale è solitamente frequentato da personaggi famosi.

Ad Hoc

Un locale raffinato ed elegante, dai colori accesi e decisamente signorili. Si trova a Roma, Campo Marzio, ed è un ambiente caldo, accogliente, pulito. È molto particolare, soprattutto perché si presenta come uno store oltre che come un ristorante. Infatti troviamo una selezione di vini davvero molto ampia, con bottiglie appese ovunque sul muro, quasi come fosse un invito alla degustazione. Stesso discorso si può fare per i tartufi, che vengono venduti, secondo le loro caratteristiche e in consistenze differenti. Ma tutto questo fa da cornice in realtà ad un luogo dove si va per mangiare e dove la qualità del cibo è elevata. Anche in questo caso il tartufo valorizza i piatti più svariati e costituisce il tocco finale di un piatto già di per sé molto curato nel dettaglio. I prezzi sono nella norma, ma le quantità si limitano alla degustazione.

Osteria delle Tre Panche

Un’osteria la cui storia va ricercata prima di tutto nell’amicizia tra i suoi due fondatori, Andrea e Vieri Bista. Due personalità differenti tra loro, quasi opposte che hanno unito le proprie forze con l’obiettivo di dar vita ad un locale in pieno stile toscano. Siamo a Firenze, e più precisamente siamo nella “cucina di casa loro”, è così che i due amici concepiscono il loro ristorante. Da un punto di vista formale indubbiamente la location è rustica ma nello stesso tempo molto confortante, con queste tre panche rivestite di rosso, come proclama la stessa insegna. Anche in questo caso l’idea è quella di fornire un’atmosfera familiare, un ambiente caldo, il tutto curando al dettaglio la qualità delle materie prime utilizzate. Tra queste spicca il tartufo che è sempre presente nel menù dell’osteria, bianco o nero a seconda del periodo dell’anno, e viene proposto in un’ampia scelta di piatti. Le dimensioni ristrette quindi non pregiudicano la bontà. Insomma se avete intenzione di festeggiare un qualche evento in cui il numero delle persone superi i 25 dovrete rinunciare a questo “gioiello toscano del tartufo”, ma in caso contrario è bene provarlo.

Osteria del Parco

Lo chef Samuele Ferri nel 1999 decide di aprire un suo ristorante ad Acqualagna, capitale del tartufo. Il locale si trova in una delle strade principali della cittadina ed è disposto su due piani, uno dedicato ai vini pregiati e l’altro al ristorante, che si distingue per la cucina gourmet e per piatti eccezionale in cui mangiare tartufo. La cucina dello chef Ferri è una riscoperta di profumi e sapori. Il locale è accogliente e si indirizza appunto ad un’offerta mista, ma decisamente concentrata sul tartufo e sulle mille creazione a cui con questo si può dar vita. Esiste ad esempio un menù a base di tartufo nero composto da antipasto, primo e secondo. Nelle recensioni, oltre che della qualità del cibo, si parla di porzioni abbondanti e di prezzo proporzionato, contenuto. Insomma, quando l’appassionato di tartufo va ad Acqualagna per la famosa fiera o per il carnevale, dovrebbe mangiare qui e spuntare anche questo ristorante dal suo “elenco di degustazione”.

Chiara Rocca