la Coppia dei Sogni
15 maggio 2018   •   Elisa Malomo

La Coppia dei Sogni: «Uniti dalla forza dell’amore»

«Rio è come un tatuaggio che rimane sempre vivo nel nostro cuore. Averlo vissuto insieme, uniti dalla forza dell’amore, ha reso il tutto ancor più magico». – La Coppia dei Sogni

Quando lo sport incontra l’amore: Arjola Dedaj e Emanuele Di Marino sono la Coppia dei Sogni (pagina Facebook). Hanno dato prova delle loro abilità a Rio 2016 e in occasione del Mondiale di Londra 2017 da cui sono usciti con un arsenale di medaglie. Lei un atleta di salto in lungo, e lui un velocista: insieme combattono ogni giorno contro gli ostacoli che la vita gli ha posto davanti. Ostacoli che ad oggi sono diventati dei valori aggiunti e che hanno reso questi due atleti dei veri e propri combattenti.

Conosciamo insieme la Coppia dei Sogni e la loro bellissima storia.

Lei una ballerina e un’atleta all’insegna della versatilità, lui un velocista e un abile cuoco. La domanda sorge spontanea: come e quando si sono incontrati Ema e Arj? 
Le nostre strade si sono incontrate grazie all’atletica leggera nel nostro primo campionato italiano indoor ad Ancona nel 2013. L’approccio è stato dolce, caratterizzato da una merendina Kinder a bordo pista mentre Ema descriveva ad Ary le gare in corso. La nostra frequentazione a distanza di 1000 km all’inizio è stata un po’ complicata finché non ha portato Ema a spostarsi dalla sua amata città di mare, Salerno, a Milano iniziando così successivamente una convivenza insieme.

Lo sport rende liberi…e uguali (non è propaganda politica, sia chiaro). Il linguaggio dello sport nel vostro caso, e in quello di molti altri, è il linguaggio dell’integrazione. In che modo avete abbattuto, durante il vostro percorso agonistico, le barriere culturali? 
Non è facile, c’è ancora tanto lavoro da fare. Ci scontriamo spesso nella poca conoscenza che la società ha sulla disabilità e cerchiamo, nel nostro piccolo, attraverso lo sport, la mobilità, il lavoro e soprattutto attraverso il confronto di migliorare le cose, rendendole note e comunicandole con ogni mezzo a nostra disposizione. Ci imbattiamo in persone che devono per forza vedere la disabilità come un difetto, una “mancanza”; ecco noi invece vogliamo che venga valorizzata in primis la persona, non la disabilità e soprattutto non la classificazione più o meno grave della stessa. Per questo portiamo sempre il messaggio che sognare e cercare di realizzare i propri sogni rende l’uomo libero di amare la vita!

A Rio 2016 avete incoronato il sogno di una vita intera. Cosa vi ha lasciato l’esperienza paraolimpica?
Raggiungere questo traguardo rappresenta l’incoronamento del sogno di ogni atleta. È stato un lungo percorso, pieno di insidie, cadute e risalite che ci hanno resi sempre più forti. Questo ci ha permesso di imparare regole, disciplina, rispetto per l’avversario ma soprattutto umiltà. E’ come un tatuaggio che rimane sempre vivo nel nostro cuore. Viverla insieme, uniti dalla forza dell’amore, rende tutto ancor più magico.

Siete entrambi protagonisti di due incredibili storie. Da una parte la retinite pigmentosa, dall’altra il piede torto di terzo grado. Se queste due malattie fossero delle persone in carne ed ossa, ad oggi cosa gli direste?
Anche se non è così facile, gli diremmo grazie. Grazie per averci fatto scoprire quanto è importante combattere per i propri diritti e trovare la forza di superare gli ostacoli. Grazie per averci fatto conoscere un bellissimo movimento, quello Paralimpico, e per averci permesso di incontrare l’Amore. Ci abbiamo messo molto a capirlo, ma solo accettando la disabilità la si può trasformare in abilità. Ogni disabilità è una caratteristica che contraddistingue una persona, non una mancanza.

La domanda che ci facevamo sempre era “Perché a me? Perché a noi?”. Con il tempo ci siamo convinti che siamo tutti diversi per non essere monotoni! Il nostro motto è “Riadattiamo il sistema rendendolo agibile, non ci adattiamo al sistema che ci rende inagibili

Il Mondiale di Londra 2017 vi ha visto tornare a casa con 3 preziose medaglie: il bronzo nei 400m e l’argento nei 4×100 di Emanuele e l’oro nel salto in lungo di Arjola. Il prossimo mega-appuntamento: Tokyo2020. Come vi state preparando?
Subito dopo le Olimpiadi di Rio riprendere il ciclo di quattro anni sembrava lunghissimo, invece sono volati due anni e siamo già a metà percorso. Londra ci ha premiati di tutti i sacrifici che abbiamo fatto in questi anni. Siamo felici ed orgogliosi di tutto questo, ma non vogliamo montarci la testa. Tokyo rappresenta un altro sogno che cercheremo di realizzare, nonostante tutti gli ostacoli e i problemi, sia pratici che tecnici, che troveremo durante il nostro percorso. I supporti economici non ci permettono di realizzare a 360° i nostri progetti ma senza i nostri sponsor niente di tutto questo sarebbe possibile e siamo loro grati per tutto il supporto che ci danno.

La Coppia dei Sogni nello sport come nell’amore. Qual è il messaggio che volete trasmettere a tutti coloro che vi seguono?
Condividere la passione del proprio partner, senza per forza praticarla, e soprattutto comprenderne le sue esigenze. Questo, secondo noi, è quello che fornisce un effettivo valore aggiunto alla coppia. Noi ci supportiamo reciprocamente ogni giorno, grazie anche al forte amore che ci lega nella vita. Tutto questo rende la fatica più leggera ed i sogni più facilmente raggiungibili (o perlomeno la voglia di provarci fino in fondo). Anche quando essi non si realizzano non abbiamo rimpianti, perché sappiamo di averci provato mettendocela tutta! Solo con il reciproco supporto si può cercare di realizzare i propri sogni, qualsiasi essi siano!

A proposito di social e comunicazione 2,0. Che impatto ha avuto il vostro progetto sul web e quale è il vostro rapporto con i followers.
Ci teniamo molto al nostro rapporto con chi ci segue sui nostri canali social…sono parte integrante del nostro progetto! Aver presentato la Coppia Dei Sogni sui social ci ha dato una marcia in più e ci ha permesso di far conoscere noi ed il nostro messaggio a molte più persone. Ci dà inoltre la possibilità di far conoscere ed immortalare momenti della nostra vita privata e condividerli con chi ci supporta e ci segue.

Quali altre piste vi piace esplorare oltre quella di tartan
Ad Ema piacciono tantissimo i motori, sono la sua più grande passione, ha praticato motociclismo ed automobilismo per anni. Arj ha invece due passioni: il ballo e il baseball. Il ballo è stata la primissima passione della sua infanzia e che coltiva tuttora. Attualmente purtroppo riesce a dedicarcisi solo nel tempo libero, promettendosi però di ritornare presto a farlo più “seriamente”. Ogni volta che sente la musica le si accende una luce interiore che le fa brillare il viso di gioia. Il baseball, per non vedenti, invece, fa parte della sua vita ancora oggi e dal 2005 fa parte della squadra di Milano dei Thunder’s Five con la quale di tanto in tanto riesce a partecipare ad alcune partite.

Uno sguardo al futuro. Dove si vede fra 5 anni la Coppia dei Sogni?
Non abbiamo ancora deciso quando il nostro percorso sportivo cambierà rotta, ma in futuro ci piacerebbe molto provare anche altre discipline. Quello che è certo però è che tra 5 anni ci vedremo non più solo come “Coppia Dei Sogni”, bensì come “Famiglia Dei Sogni”. Tanti progetti ci aspettano e tanti sono i nostri sogni da vivere sempre con un’unica costante: che ci sia l’amore a fare da cuore pulsante al nostro vivere!

Fotohttps://www.facebook.com/lacoppiadeisogni/

Elisa Malomo

Loading...