guido vianello
25 luglio 2018   •   Snap Italy

Guido Vianello: «Il pugilato è migliorarsi ogni giorno»

«Nel pugilato ci vogliono molta calma e sacrificio. Non esistono scorciatoie. Solo così un giorno potrei riuscire a vincere l’oro olimpico» – Guido Vianello

Guido Vianello (pagina Facebook), classe ’94, è un giovane pugile italiano. Cresciuto in una famiglia romana composta da veri sportivi, nel 2016 è riuscito nell’impresa di vincere il torneo mondiale di qualificazione olimpica dei pesi supermassimi, rappresentando così l’Italia ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. Grinta, determinazione e testardaggine la fanno da padroni nelle parole di questo atleta.

Scopriamo insieme chi è Guido Vianello.

Cosa rappresenta per te il pugilato?
Il pugilato mi porta ogni giorno continui stimoli ed emozioni, cerco sempre di migliorarmi provando a superare le difficoltà che mi si presentano davanti. Direi che per me il pugilato è vita.
Cosa significa crescere in una famiglia di sportivi?
Significa avere un educazione sportiva che è diverso da “fare” semplicemente sport. Io vivo da sportivo e tutto questo implica mangiare sano, riposare le ore necessarie la notte ed allenarmi con dedizione e sacrifico.
Cosa ha significato per Guido Vianello rappresentare l’Italia ai Giochi Olimpici Rio de Janeiro 2016?
È l’emozione più grande che uno sportivo possa provare. Ti rendi conto che ti trovi nell’Olimpo degli atleti e non rappresenti solo te stesso ma porti sul ring un intero paese. Quei 5 cerchi mi hanno cambiato la mia vita.

Qual è il match più importante che hai vinto?
La finale del torneo Mondiale di qualificazione olimpica contro Dean Gardiner, pugile irlandese numero uno del tabellone finale. Prima di salire sul ring avevo già vinto, solo quell’uomo mi separava dalle Olimpiadi e non avrei permesso a nessuno di togliermi dalle mani quel sogno che tanto desideravo. Era il quarto match di un lunghissimo torneo che mi ha visto vincitore.
La delusione più scottante di Guido Vianello.
Perdere ai quarti di finale al mondiale disputato subito dopo le Olimpiadi. Stavamo in Germania, ero carico e deciso a diventare campione del mondo però i giudici non hanno visto me vincitore nel match contro il pugile russo Maxim Babanin.

I tuoi prossimi obiettivi.
I miei obiettivi dal 2019 son: qualificarmi per le Olimpiadi di Tokyo 2020 e andare lì non per partecipare ma per salire sul gradino più alto del podio olimpico.

Il tuo idolo.
Anthony Joshua, pugile inglese campione del mondo in carica, il mio punto di riferimento sia come pugile che come uomo. Ho avuto il privilegio di stare con lui tre giorni e mi ha trattato come fossi un suo amico. Incredibile.
Cosa serve per andare avanti in questo sport?
Ci vogliono molta calma e sacrificio. Non esistono scorciatoie. Ancora non ho fatto niente, quindi sono il primo a mettersi a testa bassa e lavorare sodo.

Consiglierebbe, Guido Vianello, questo sport ai più piccoli?
Io consiglierei lo sport in generale perché ti tiene lontano da molte distrazioni. Il pugilato in particolare ti fa maturare molto come uomo. Non è facile salire sul ring e farlo è una grande prova per se stessi.
Qual è il tuo sogno?
Vincere l’oro olimpico.
Chiara Famooss