Francesco Totti
29 Maggio 2017   •   Emanuele Bellizzi

Francesco Totti, antologia di un campione

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«Subito dopo l’addio di Francesco Totti alla Roma abbiamo voluto ripercorrere in 24 tappe cosa abbia rappresentato il capitano giallorosso per tutti i tifosi di Calcio»

Il momento è arrivato. Dopo una lunghissima carriera, fatta di giocate d’autore e di tantissimi gol, Francesco Totti saluta la Roma, preparandosi ad una nuova carriera e ad un nuovo capitolo della sua storia. Nel day after del suo addio alla Roma abbiamo preparato una piccola antologia del campione giallorosso.

A come Amore

Quello viscerale per Roma e per la “sua” Roma, cui Francesco Totti (sito ufficiale) ha legato il proprio nome per tutta la sua carriera calcistica. Amore corrisposto e ricambiato, che un popolo intero, quello giallorosso, ha tributato per 25 lunghissimi anni al proprio capitano, facendone l’ottavo Re della sua secolare storia.

Francesco Totti

B come Barzellette

Come quelle che il Capitano giallorosso ha raccontato in un libro divertentissimo, dimostrando grande autoironia e voglia di prendersi in giro, qualità umane sempre meno presenti in un mondo – quello del calcio – avvelenato da falsi dei e continui scandali. Lacrime ma non solo: nella sua quasi trentennale carriera Francesco Totti ha regalato anche (se non soprattutto) sorrisi, sia ai propri tifosi che ai bambini meno fortunati, devolvendo in beneficenza tutti i proventi di questa piccola raccolta.

C come Cucchiaio

Gesto tecnico di una bellezza abbacinante, con cui Francesco Totti ha deliziato i tifosi di tutto il mondo, siglando gol tanto belli quanto importanti. Il 29 giugno 2000, ad esempio, a margine di un’incredibile semifinale contro l’Olanda, un Totti molto giovane realizza un rigore pesantissimo, contribuendo in maniera determinante al passaggio del turno degli azzurri. Roma se l’è goduto ma, per fortuna, anche l’Italia ha avuto la sua bella fetta di Totti.

D come Dieci

Più che un numero un’icona, quella che appartiene solo ai più grandi del mondo del calcio. Maradona, Baggio, Del Piero: tutti i campioni di questo sport hanno indossato questa maglia, contribuendo a regalarle un alone di unicità e misticismo. Un’aura che Francesco Totti ha fatto sua, realizzando in sogno di tutti gli appassionati: indossare la numero 10 della propria squadra del cuore. No, storie del genere non accadono solo nelle favole, anche se la vita calcistica di Totti è quanto di più si avvicini ad una vera e propria fiaba.

francesco Totti

E come Empoli

La squadra contro cui la storia del Francesco Totti calciatore sarebbe potuta cambiare radicalmente. Il 19 febbraio del 2006, infatti, dopo un intervento scomposto di Vaniglia, difensore centrale dell’Empoli, la carriera di Totti subisce un duro colpo, con la frattura del perone che mette a rischio la sua partecipazione ai Mondiali. Ma Totti, ancora una volta, si dimostra più forte di tutto e di tutti, tornando giusto in tempo per la fortunata spedizione in Germania. Campione di forza e di coraggio, anche nei momenti più difficili.

F come Foggia

O, consentiteci la battuta, come primo goal. In effetti è contro la formazione pugliese che Francesco Totti realizza il primo goal in serie A, battendo con una rasoiata di sinistro un incolpevole Mancini. Una prima volta un po’ amara (1-1 il risultato finale) ma, al tempo stesso, l’inizio di una vera e propria favola, che ha portato Totti a gonfiare le reti avversarie altre 306 volte, tutte con la maglia giallorossa della Roma.

G come Golden Foot

Uno dei tanti riconoscimenti individuali vinti dal capitano romanista, che nel 2010 ha visto imprimere la forma dei propri piedi sull’Hollywood Boulevard del Principato di Monaco, in una sorta di Walk of Fame che, negli anni precedenti, aveva ospitato altri grandissimi campioni del calcio mondiale, come Baggio, Ronaldo, Ronaldinho e Del Piero. Piedi dorati con cui Totti ha deliziato tutti gli amanti del calcio, romanisti e non solo.

H come Helsinki

La città che ha visto Francesco Totti siglare il suo 6º goal con la maglia dell’Italia. Una rete bellissima, che aveva permesso agli azzurri di mettere in discesa un match valido per le qualificazioni agli Europei del 2004 contro la Finlandia. Una firma d’autore per una partita non semplice, che l’Italia chiuse definitivamente solo nella ripresa, grazie alla rete di un altro grande campione, l’amico/rivale di mille battaglie Alex Del Piero

I come Ilary

L’unica donna, insieme a Mamma Fiorella, della vita di Francesco Totti. Una delle coppie più amate ed invidiate d’Italia, che vede insieme uno dei più grandi calciatori del panorama mondiale e Ilary Blasi, showgirl e presentatrice di grandissimo successo. Convolati a nozze il 19 giugno del 2005, dall’unione di Totti e Ilary sono arrivati Cristian (06-11-05), Chanel (13-05-07) e Isabel (10-03-16). A proposito del matrimonio forse non tutti sanno che la cerimonia fu trasmessa da Sky, e che tutti i proventi vennero poi devoluti in beneficenza.

J come Juventus

La rivale di tantissime partite, contro cui Francesco Totti ha dato quasi sempre il meglio di sé. Come nel Febbraio del 2004, quando Totti e la Roma umiliarono la Vecchia Signora, battuta con un eloquente 4-0. Mattatori della serata Antonio Cassano e il capitano giallorosso, in gol su rigore e protagonista, insieme a Tudor, di un siparietto che fece impazzire di gioia tutti i tifosi romanisti. Sul finire della partita, infatti, dopo una protesta del difensore croato, Totti si porta prima l’indice alla bocca per zittire il giocatore, poi fa vedere le 4 dita (come i goal subiti dalla Juventus), e infine “invita” i bianconeri ad andarsene, con una gestualità tipicamente romana. One man show.

K come Kaiserslautern

È il 26 giugno 2006, giorno degli ottavi di finale del Mondiale tedesco. L’Italia, sotto di un uomo (espulso Materazzi), fatica a liberarsi di un’Australia tutta cuore e muscoli, che per 93’ minuti abbondanti concede pochissimo agli azzurri, molto stanchi per il gran caldo e con le idee piuttosto confuse. Ad un minuto dal fischio finale, però, Grosso si procura il rigore della svolta, quello che potrebbe catapultare l’Italia direttamente ai quarti di finale, senza passare dai supplementari o, peggio ancora, dalla lotteria dei rigori. La palla pesa e per qualche interminabile secondo nessuno sembra volersi prendere una responsabilità così grande. Nessuno escluso Totti, che con un destro ad incrociare fulmina Schwarzer, scrivendo un capitolo fondamentale della trionfale cavalcata azzurra in terra tedesca.

L come Lazio

Come la Juventus la nemica di mille battaglie, cui Francesco Totti ha realizzato 11 reti, diventando il calciatore più prolifico (insieme a Da Costa) dei Derby della Capitale. Difficile spiegare cosa possa rappresentare per un calciatore romano e romanista il derby, una partita vista in tutto il mondo, che ogni anno tiene attaccati alla TV milioni di telespettatori. Cori, sfottò e coreografia da spellarsi le mani, perché il Derby non è solo una partita. Tanti i ricordi legati a questa sfida, ma forse nessuno è più significativo della doppietta siglata l’11 gennaio 2015, quando Totti, ormai alla soglia dei 40 anni, pareggiò da solo un match stregato, suggellando un pomeriggio incredibile con un selfie iconico, che ha fatto (e che farà ancora per molti anni) la storia del Derby della capitale.

M come Mondiale

Come quello che Francesco Totti vinse, da protagonista, indossando la maglia della Nazionale nel 2006. Un campionato del mondo che ha fatto gioire e piangere milioni di italiani, incollati davanti a qualsiasi schermo per seguire le gesta ed il cammino degli uomini di Lippi. Come anticipato in precedenza Totti ha scritto una pagina importantissima di quel Mondiale, ma l’immagine più bella resta sicuramente la foto che lo vede accanto alla Coppa del Mondo, in cui c’è tutto Totti. Dalla felicità per un trofeo che solo pochi possono vantare alla faccia “buffa” di un uomo semplice nella sua grandezza, che sentirsi ragazzo e di prendersi un po’ in giro non hai smesso.

francesco totti

N come Napoli

Un’altra delle vittime preferite del capitano giallorosso, che contro gli azzurri ha siglato 6 reti, alcune delle quali decisive per la stagione della Roma. Uno dei più belli arriva sicuramente il 4 ottobre (nel giorno di San Francesco guarda caso) del 2009, quando il giocatore romanista, con un destro preciso fulmina De Sanctis, regalando alla Roma 3 punti fondamentali per la corsa ai piani alti della classifica. Gol tanto bello quanto doloroso, perché subito dopo i festeggiamenti per la rete Francesco Totti è costretto ad uscire dal campo, “piegato” da un fastidio al ginocchio già operato. Paura e rabbia che il 10 giallorosso trasforma negli stimoli giusti, tornando, ancora una volta, più forte di prima.

O come Olimpico

Lo stadio che lo ha accolto da bambino e che, dopo 25 anni, lo ha lasciato andar via da uomo. Più che un impianto sportivo una casa per Francesco Totti, che in questo stadio ha realizzato le più belle giocate della propria carriera, deliziando il pubblico giallorosso e i tifosi di tutta Italia. Momenti di grande gioia (scudetto 2000-2001) e momenti semplicemente strazianti (l’addio dopo Roma Genoa del 2016-2017), in questo stadio Totti ha provato tutte le sensazioni possibili ed immaginabili, mostrando alla “sua” Curva Sud il lato più umano e genuino del suo essere calciatore. Perché no, il calcio non è solo un gioco.

francesco totti

P come Parma

La squadra contro cui Francesco Totti ha realizzato uno dei gol più pesanti della propria carriera, aprendo le marcature nel Roma-Parma che valeva lo scudetto. Un destro terrificante contro cui un giovanissimo Buffon non poté nulla, dando il via alla goleada giallorossa. Un gol che fece esplodere di gioia tutto il pubblico giallorosso, tornato a festeggiare uno scudetto dopo 18 anni di attesa. Quella era la Roma di Capello, di Batistuta e di Montella, ma più di tutti era la Roma di Totti, il Gladitore di Porta Metronia che aveva riportato la società giallorossa sul tetto d’Italia.

Q come Quattro

Le coppe alzate al cielo da Francesco Totti, che con la maglia della Roma ha vinto 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane. Un palmares non ricchissimo, ma che racchiude tutto l’amore di questo calciatore alla sua squadra del cuore. Nonostante le offerte ricevute dai più grandi club al mondo (Real Madrid e Milan solo per citarne alcune), Totti ha scelto sempre e solo la Roma, preferendo l’amore della sua gente ai soldi e ai trofei che avrebbe potuto collezionare altrove.

francesco totti

R come Roma

Un binomio, quello tra la Roma e Francesco Totti, difficile da spiegare, tanto è profondo l’amore tra il popolo giallorosso ed il suo capitano. Così, evitando di diventare banali, ci affidiamo alle parole che lo stesso Totti scrisse al The Players’ Tribune, in una lettera divenuta simbolo dell’unione tra il capitano giallorosso e la Roma

Molti mi chiedono, perché hai passato tutta la tua vita a Roma?
Roma rappresenta la mia famiglia, i miei amici, la gente che amo. Roma è il mare, le montagne, i monumenti. Roma, ovviamente, è anche i romani.
Roma è il giallo e il rosso.
Roma, per me, è il mondo.
Questo Club e questa città sono stati la mia vita.
Sempre.

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S come Sampdoria

Nel corso di una carriera lunghissima Francesco Totti ha segnato tantissimi gol (307 con la maglia della Roma), alcuni dei quali semplicemente fantastici. Uno di questi è sicuramente quello realizzato alla Sampdoria il 26 novembre 2006. Un sinistro al volo su cross di Cassetti che ha fatto scattare in piedi tutto il pubblico del Ferraris, semplicemente estasiato dal colpo di genio del dieci giallorosso. Un gol di una bellezza davvero accecante, secondo molti la gemma più preziosa di una carriera ricca di giocate spettacolari e gol bellissimi. Perché Totti è qualcosa di più di un calciatore, è, molto più semplicemente, un artista del pallone.

T come Tempo

Quello che per Totti sembrava, almeno fino a pochi giorni fa, essersi magicamente fermato. In effetti né i 40 anni né una freschezza atletica che non poteva essere più quella dei giorni migliori ne hanno oscurato il talento, ma al contrario non hanno fatto altro che sottolinearne le incredibili qualità tecniche e fisiche. Ne sa qualcosa il Torino, che il 20 aprile 2016 si vide portar via dal fuoriclasse romano una partita che sembrava già vinta. In meno di 3’ minuti, infatti, Totti realizza due gol fondamentali, trascinando la Roma a quel 3º posto lungamente accarezzato.

U come Unica

Come l’aggettivo che Francesco Totti dedicò alla moglie Ilary dopo uno splendido gol su pallonetto realizzato contro Peruzzi. Era il 10 marzo 2002 e la Roma, fresca di Scudetto, spazzò via la Lazio con un clamoroso 1-5 finale. Grande protagonista un Montella da 4 gol ma, come anticipato, arrivò anche la firma di Totti, che a 20′ minuti dalla fine siglò una delle sue reti più belle. Gol dedicato alla moglie Ilary, con Totti che, sotto la maglia della Roma, ne indossò una celebrativa con scritto “6 unica”. Unica come Ilary Blasi, e unica come la squadra con cui Totti ha militato, l’A.S. Roma.

V come Vito Scala

Più di un preparatore fisico un amico fraterno, che ha seguito Francesco Totti fin dagli inizi della sua carriera, accompagnandolo nella buona e nella cattiva sorte. Un consigliere fidato su cui Totti ha poggiato le proprie certezze e la propria condizione fisica, ricevendone, col senno di poi, moltissimi benefici. Se il capitano giallorosso è divenuto un’icona del calcio mondiale lo si deve anche ai consigli e alle “mani” di Vito Scala.

francesco totti

Y come Yogurt

Ovvero l’alimento che per 4 mesi abbondanti ha rappresentato la sua colazione, dovendo mantenere un peso forma ideale in vista dei mondiali in Germania. Dopo l’infortunio contro l’Empoli, infatti, Totti ha iniziato un’incredibile corsa contro il tempo, tentando un recupero lampo per i campionati del mondo tedeschi. Oltre agli esercizi di potenziamento, iniziati praticamente subito dopo l’intervento, Francesco Totti ha seguito un regime alimentare strettissimo, che per 4 mesi prevedeva a colazione solo uno Yogurt. Sacrifici e forza di volontà: Totti è diventato Totti anche per questo!

Z come Zeman

L’allenatore che più lo ha valorizzato, costruendo attorno a questo talento purissimo tutte le sue squadre. Un rapporto solidissimo nato nel 1998, quando il tecnico boemo giunse per la prima volta sulla panchina della Roma. Una stagione, quella ’98-’99, in cui Francesco Totti cresce tantissimo, sia sotto il profilo fisico che sotto il profilo mentale, mostrando alcuni sprazzi della sua infinita classe. Quello del Mondiale in Francia è anche l’anno in cui Francesco Totti viene investito dalla “dieci”, numero di maglia cui il capitano giallorosso sarà legata per tutta la durata della sua carriera. Il rapporto tra Zeman e Totti, però, va molto al di là di un semplice numero di maglia, così come il tecnico boemo ha avuto modo di dimostrare in ognuna delle sue interviste a tv e giornali. : «I migliori cinque calciatori italiani? Totti, Totti, Totti, Totti e Totti»

Tuttavia non potevamo che concludere con la sua lettera d’addio, quella che Francesco Totti ha scritto i suoi tifosi, salutandoli ancora una volta, per l’ultima volta, dopo Roma-Genoa

Ci siamo; è arrivato questo momento che speravo non arrivasse mai. Ho scritto, abbiamo scritto una lettera per voi, non so se riuscirò a leggerla, ci provo. Se non la finisco la finirà mia figlia Chanel che non vede l’ora di leggerla. Grazie Roma, grazie mamma e papà, grazie a mio fratello, ai miei parenti, ai miei amici, a mia moglie e ai miei tre figli. Ho voluto iniziare dai saluti perché non so se ruscirò a leggere queste poche righe. È impossibile raccontare 28 anni di storia in poche frasi. Mi piacerebbe farlo con canzoni o poesie. Sapete qual’era il mio giocattolo preferito? Il pallone, e lo è ancora ma a un certo punto della vita si diventa grandi. Così mi hanno detto e il tempo ha deciso. Maledetto tempo… È lo stesso tempo che il 17 giugno 2001 avremmo voluto passasse in fretta. Non vedevamo l’ora di sentire l’arbitro fischiare tre volte. Oggi questo tempo mi ha bussato sulle spalle e mi ha detto domani sarai grande, levati gli scarpini perché da oggi sei un uomo e non potrai sentire l’odore dell’erba così da vicino, il sole in faccia, l’adrenalina che ti consuma e la soddisfazione di esultare. Mi sono chiesto in questi mesi perché mi stiano svegliando da questo sogno. Avete presente quando siete bambini, state sognando qualcosa di bello e vostra madre vi sveglia per andare a scuola? Mentre voi volete continuare a dormire e provate a riprendere il filo di quella storia e non ci si riesce mai? Stavolta non era un sogno, ma la realtà. Voglio dedicare questa lettera a tutti voi, ai bambini che hanno tifato per me, e a quelli che oggi sono diventati padri e gridano ancora Totti gol. Mi piace pensare che la mia carriera sia per voi una favola da raccontare. Mi levo la maglia per l’ultima volta, la piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai. Scusatemi se in questo periodo non ho chiarito i miei pensieri ma spegnere la luce non è facile, adesso ho paura, non è la stessa cosa che si prova davanti alla porta. Concedetemi un po’ di paura, stavolta sono io ad aver bisogno di voi e del vostro calore, quello che mi avete sempre dimostrato. Solo con il vostro affetto riuscirò a buttarmi in una nuova avventura. Voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato accanto a me in questi anni, i tifosi, la Curva Sud, un riferimento per noi romani e romanisti. Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore, siete e sarete sempre nella mia vita. Smetterò di emozionarvi con i piedi ma il mio cuore sarà sempre con voi. Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e lascio adesso che sono un uomo. Sono orgoglioso e felice di avervi dato 28 anni di amore, vi amo!”.
Francesco Totti

Emanuele Bellizzi

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