europei 2020
05 Aprile 2019   •   Viviana Gaudino

Europei 2020: alla scoperta della nuova Italia di Mancini

«In attesa degli Europei 2020, in programma in giro per l’Europa, scopriamo segreti e curiosità più interessanti della Giovine Italia del nuovo c.t. Roberto Mancini»

Tutti ricordiamo il 2006 come l’anno in cui, in una sera fortunata, abbiamo provato l’emozione di sentirci “campioni del mondo”. Tutti ricordiamo “il cielo azzurro sopra Berlino” e fatichiamo a dimenticare lo sguardo di Fabio Grosso prima di tirare uno dei calci di rigore più famosi della nostra storia calcistica, le lacrime degli undici in campo e il suono felice di sessanta milioni di cuori che, per una notte, battevano all’unisono. Siamo nel 2019, è passato qualche anno da quei momenti e, per un po’, soprattutto a seguito della mancata qualificazione alla scorsa edizione dei Mondiali di calcio, ci è sembrato di non poterli più rivere; qualcosa, però, sta cambiando. Durante l’estate 2018 Roberto Mancini è diventato allenatore della Nazionale di calcio e l’inizio di questo ciclo sembra aver donato nuova linfa vitale alla squadra: le gare degli azzurri, amichevoli e sfide di qualificazione agli Europei 2020, hanno ridato speranza e gioia ai tifosi.

Mancini: un timoniere d’eccezione

Roberto Mancini vanta un curriculum di tutto rispetto: nasce come centrocampista offensivo e milita in club come Lazio, Bologna, Leicester City e Sampdoria. Apprezzatissimo nel ruolo di giocatore, ma ancor di più in quello di allenatore: la sua visione di gioco ha permesso alle squadre allenate di ottenere risultati sorprendenti; Coppe Italia, Campionati, Premier League e Coppa Turchia. Insomma, una carriera stellata che adesso lo ha portato a guidare la nostra Nazionale. Un timoniere d’eccezione perché i risultati positivi stanno riconquistando la fiducia di chi era scettico, di chi pensava che i tempi d’oro non potessero tornare. Mancini punta sui giovani talenti nostrani, dando quindi spazio alle nuove leve che fino a ora non hanno tradito le aspettative; Kean, ad esempio, esponente della scuderia juventina, è un giovane talentuoso, sceso in campo con grande personalità e realizzando due gol nelle ultime due partite di qualificazione; Biraghi che ha risolto con carattere la gara contro la Polonia a favore degli azzurri e Nicolò Barella, ventiduenne, centrocampista del Cagliari, a segno contro la Finlandia lo scorso 23 marzo. Mancini resta però prudente; promette impegno e dedizione, cosa che, insieme al proprio team, sta ampiamente dimostrando.

La nuova e giovane Italia

La nuova nazionale, come si è detto, è giovane. Certo, Mancini non può fare a meno di nomi già molti noti e affermati come Verratti, Insigne e Quagliarella, ma sembra chiara la rotta che il tecnico ha imboccato: dare spazio agli under venticinque. In questi termini, si spiega anche il progetto avviato con la Nazionale under 21: si tratta di uno stage per valutare anche i giocatori molto giovani perché possano entrare a far parte della rosa dei “grandi”. Si annoverano già giovanissimi indispensabili per il tecnico azzurro come Zaniolo e Chiesa, ma è importante monitorare anche la crescita degli altri e questo stage potrebbe diventare un’ottima occasione, magari un appuntamento fisso, un obiettivo in più da raggiungere. L’allenatore cerca, contestualmente, anche di creare un equilibrio; infatti, a tal proposito, si è detto felice dei risultati e di coloro che fino a ora hanno risposto con prestazioni molto positive alla chiamata, ma, allo stesso tempo, si augura che la rosa che calcherà il campo agli Europei 2020 sia solida e molto unita.

Non ci resta che ammirare lo spirito degli azzurri tutti e sperare, magari già agli Europei 2020, di tornare a sognare, di vedere quelle lacrime di gioia che tanto ci sono mancate e sentire i nostri cuori battere all’unisono, ancora una volta.

Viviana Gaudino