20 Dicembre 2019   •   Snap Italy

Er Pupone: quanto ci manca Francesco Totti

«Ha da poco appeso gli scarpini al chiodo ma il ricordo di Francesco Totti è ancora limpidissimo. Perché Totti, oltre Er Pupone, è stato l’icona di un calcio che non c’è più.»

Ricordate la Serie A degli indimenticabili anni ’90 tutta classe e fantasia allo stato puro? Rammentate quando i protagonisti del campionato nostrano erano, tra gli altri, giocatori come Mancini, Baggio ed un certo Francesco Totti? Che momenti inenarrabili per noi amanti di quel pallone che veniva letteralmente accarezzato dai piedi dolci di quei fenomeni! Il tempo, come sempre, non ha pietà delle nostre vite e neppure di quelle di tali eroi che credevamosportivamente immortali; ecco che anche Totti, Er Pupone e l’8° re di Roma, nel maggio 2017 ha appeso al chiodo le scarpette con cui dipingeva parabole imprendibili e passaggi di una precisione millimetrica da far invidia anche al più esperto carambolista. Con il saluto definitivo al suo pubblico da parte di Francesco, ultimo vero trequartista in circolazione, si è chiusa di fatto l’era del “football bailado italiano”, epoca in cui non era necessario pressare per 90’ minuti un avversario oppure rincorrerlo in continuazione ma semplicemente passare la palla ai geometri pallonari di quel periodo. Quanto ci manca quell’artista, dalla carriera più che ventennale, che indossava la maglia numero 10 della Roma? Tantissimo onestamente. Sono passati quasi 3 anni ed il calcio italiano è già cambiato tantissimo da allora.

er pupone

Addio al trequartista: ecco il calciatore totale

Oggi il nostro sport preferito è decisamente cambiato nell’interpretazione dei ruoli degli attori in campo: le squadre di A, soprattutto le nobili blasonate come Inter, Milan e Juventus, non dispongono più di un trequartista ma si affidano a giocatori che potremmo definire semplicemente tuttofare. Avete notato come al posto del vecchio “falso nueve”, che agendo tra le linee superava le difese avversarie, si prediligano atleti versatili? Un attaccante oggi deve sapere difendere, un difensore deve sapere attaccare: che confusione!

Il football italiano in questo sta somigliando sempre più alla Premier League, torneo in cui la forza fisica regna sovrana. Siamo ancora lontano dai ritmi forsennati del campionato d’oltremanica – e questo si vede quando un team italiano deve cercare di spuntarla contro una formazione inglese e non ci riesce quasi mai – ma stiamo copiando, forse senza volerlo, alcune sue peculiarità. Tratteggiando la figura del calciatore totale moderno definito da noi come tuttofare, non stiamo dicendo che non ne esistano di altrettanti abili nell’eseguire passaggi illuminanti ma solamente che il tempo dei colpi di tacco mirabolanti è finito.

Er Pupone trequartista

Ormai disperati per il fatto che giocatori che agiscano tra le linee non esistano più, vogliamo almeno ricordare insieme a voi chi è stato il Totti trequartista. Questo fantastico giocatore calciava i rigori “eseguendo il cucchiaio” e non segnava reti ma realizzava magie. Ci vorrebbe un articolo intero, e non basterebbe nemmeno quello, per narrare tutte le prodezze firmate da Er Pupone. In questa sede proviamo però a ricordarne qualcuna: memorabili sono stati i goal all’Inter degli anni 2000, periodo in cui i giallorossi ed i nerazzurri si contendevano un trofeo ogni anno, come la punizione del 3 a 3 dell’ottobre 2004.

La palla, ce lo ricordiamo ancora, prese un giro strano e si insaccò alle spalle di Toldo. Come dimenticare poi il pallonetto, eseguito da fuori area in Lazio-Roma 1-5, che ha lasciato chiunque a bocca aperta? E potremmo continuare all’infinito. Insomma: di campioni negli anni ’90 la serie A ne ha visti passare davvero tanti, ma un fenomeno dalla storia unica come Totti risulta eccezionale. D’altronde un bomber che realizza 307 gol in Serie A, tra cui un sinistro al voloche finisce sul secondo palo della porta difesa da De Sanctis, su quale altro pianeta potrà mai esistere? Da nessuna parte, questo è ovvio.

Non si può vivere di ricordi, però…

La vita sportiva deve andare avanti e non si dovrebbe certo vivere immersi nella memoria calcistica: continuare a pensare ai record di Totti non ci riporterà indietro ai tempi in cui ci deliziava ogni domenica, lo sappiamo ma è più forte di noi! A nostra discolpa possiamo dire che quando l’arte è in grado di sopraffare sensorialmente qualcuno, che colpa si potrà mai avere?