22 Dicembre 2016   •   Snap Italy

Dolci tipici natalizi: le ricette da nord a sud per un finale coi fiocchi

«Paese che vai…”dolcetto” che trovi. Questo detto si addice benissimo a quella che è la realtà italiana. Le mille sfumature culturali si ritrovano anche tra i piatti, con le le particolarità che ne delineano il gusto e l’aspetto»

Ecco a voi i dolci natalizi regione per regione…

La gubana è il dolce natalizio del Friuli-Venezia Giulia; nasce nelle valli Natisone, a est di Udine. La base è di pasta dolce ben lievitata, la sua forma è a chiocciola e il ripieno è caratterizzato da frutta secca (noci, pinoli, uvetta) aromatizzata con la grappa.

La patria del Pandoro, è la terra degli innamorati: Verona. È un dolce natalizio che si ritrova su quasi tutte le tavole degli italiani, divenendo un prodotto molto diffuso in tutta la nazione. Spesso viene servito insieme alla crema al mascarpone. Ma il Veneto è famoso anche per il Mandorlato di Cologna Veneta (VR). I suoi ingredienti principali sono quattro: miele, albume d’uovo, zucchero e mandorle. La sua base è fatta di cialda, a cui poi viene aggiunto l’impasto ottenuto dai quattro componenti.

Spostandosi in Trentino-Alto Adige, il dolce tipico natalizio che troviamo è lo Zelten. Proprio perché prodotto in tutta la regione, la ricetta subisce delle variazioni di valle in valle, ma gli ingredienti principali rimangono la frutta secca, canditi, uvetta e un pizzico di cannella.

La Lombardia è la terra del Panettone. L’uvetta è presente in tutte le varianti; mentre i canditi in alcune tipologie  non vi sono. Nato da un errore di un fornaio, ora è uno dei dolci tipici natalizi più diffuso, insieme al Pandoro. A Cremona viene prodotto una tipologia di Torrone, che si differenzia dagli altri per l’aggiunta di vanillina e canditi, i quali lo rendono più morbido.

Anche il Piemonte, tra i suoi dolci tipici natalizi ha una variante di Torrone. Oltre a questo, sulle tavole piemontesi a Natale, si trovano le bignole, dei bignè farciti con diverse creme, come per esempio pistacchio, zabaione, nocciola o cioccolato. Un altro dolce tipico natalizio è la Coppa di Seirass, a base dell’omonima ricotta piemontese con uvetta, aromatizzata al rhum e farcita con marmellata di fragole e mirtilli.

La Valle D’Aosta ha come dolci tipici natalizi il Monte Bianco e il Mecoulin. Il primo è a base di purea di castagne, disposto a montagnola e ricoperto di panna, in richiamo all’omonimo monte. Il Mecoulin è un dolce simile al Panettone, sempre con uvette, fatto con il latte e aromatizzato al rhum.

Il Pandolce genovese è il dolce natalizio tipico della Liguria. È chiamato anche “panettone genovese” ed è fatto con il lievito naturale da pasta madre bianca.

Anche in Emilia-Romagna sono presenti molti dolci tipici natalizi, quali: il panpepato, di origine ferrarese, è fatto da farina, miele, mandorle, cacao, zucchero, canditi, chiodi di garofano e cannella-; il panone bolognese è una torta ben lievitata, fatta con mostarda di mele cotogne, miele, cacao, cioccolata fondente e fichi secchi; i tortelli di Natale, ripieni con crema pasticcera; il certosino, a base di miele, cioccolato, frutta candita e secca.

In Toscana ci sono diversi dolci tipici natalizi: i ricciarelli biscotti alle mandorle; il panforte, a base di mandorle, nocciole, miele, canditi e a volte con cacao; copate, croccante fatto da miele, anice noci e avvolto da due cialde, i cavallucci, biscotti a base di acqua, farina, noci, anice, scorza di arancia e zucchero.

Anche l’Umbria è famosa per il suo panpepato, ma anche per il torciglione un dolce a base di mandorle, con la forma di un serpente.

Nelle Marche, tra i dolci tipici natalizi abbiamo il bostrengo, a base di pane raffermo, fichi secchi, farina di mais e di grano, zucchero, latte, uova, uvetta, noci, mela e burro.

Nel Lazio, come dolci tipici natalizi abbiamo il pangiallo: noto già al tempo dei romani, dove le donne lo preparavo per il solstizio d’inverno, augurandosi che tornasse presto il Sole; inizialmente era composto da frutta secca, miele e cedro candito, ricoperto da pastella d’uovo; la ricetta coeva prevede anche l’uso di mandorle, noci, pinoli, nocciole, uva passa e pistacchi. Poi ci sono le nociate, simili al torroncino, preparati con miele e noci. Le nocchiate sono un dolcetto a base di nocciole e cacao.

In Abruzzo viene prodotto il parrozzo, a cui D’Annunzio dedica dei versi dopo averlo assaggiato. È un dolce composto da farina di semolino, zucchero, mandorle tritate, buccia di arancia e di limone, ricoperto da uno strato di cioccolato. La sua forma è semisferica. Anche in Abruzzo viene prodotto il torrone.

Tra le tavole dei molisani non possono mancare i caragnoli, frittelle ricoperte da miele.

In Campania, tra i dolci tipici natalizi, abbiamo gli struffoli, palline di pasta fritta, ricoperte di miele e confetti di zucchero colorati. Inoltre, vengono preparati anche i roccocò, delle ciambelline ma con la consistenza di un biscotto, a base di mandorle.

Le pettole sono i dolci tipici natalizi pugliesi, palline di pasta fritte ripiene con uvetta e pinoli, oppure miele o cioccolato. Inoltre vengono preparate anche le cartellate: dolci fatti con una pasta a base di farina, olio e vino bianco a forma di rosa, successivamente vengono fritte e poi imbevute nel vincotto o nel miele.

In Calabria, oltre al noto torrone, come dolci tipici natalizi ci sono le zeppole: la pasta viene fritta ed è simile a quella del pane, ma con l’aggiunta di patate; i petrali, biscotti a forma di mezza luna con ripieno a base di fichi e frutta secca, lasciati a macerare nel caffè e nel vino cotto.

In Sicilia, come in altre regioni italiane spicca il torrone. Oltre a questo, tra le tavole dei siciliani, non può mancare il buccellato, un dolce di pastafrolla a forma di ciambella, farcito con fichi secchi, uva passa, mandorle e scorze d’arancia.

Li niuleddi sono i dolci tipici natalizi sardi, ossia piccole praline di pasta, frutta secca e scorze d’arancia.

Chiara Brugiolo