caffè greco
23 Gennaio 2018   •   Marcella Scialla

Caffè Greco, lo storico caffè nel cuore di Roma

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«Ai piedi della maestosa scalinata di Trinità dei Monti, tra una boutique e l’altra in via Condotti, sorge un pezzo di storia, vecchio 250 anni: l’Antico Caffè Greco. Fondato nel lontano 1760, rappresenta tutt’oggi un simbolo della capitale e una tappa obbligatoria delle passeggiate in centro a Roma»

Un luogo carico di fascino e storia, dove arte, poesia e gusto si sposano dando vita ad un’atmosfera di altri tempi: è l’Antico Caffè Greco (sito del Caffè), lo storico caffè nel cuore di Roma secondo, per longevità, solo al Florian di Venezia. Facciamo un tuffo nel passato, tornando indietro di 250 anni, e catapultiamoci in via Condotti 86 per scoprire la nascita, la storia e le curiosità del Caffè Greco!

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La nascita dell’Antico Caffè Greco si inserisce in un secolo in cui la capitale fu letteralmente investita dal fenomeno dei “caffè”, che si configurarono quali luoghi d’incontro di intellettuali, artisti e personaggi illustri. Oltre al Caffè Greco sorsero infatti nello stesso arco di tempo anche il Caffè del Veneziano, il Caffè degli Inglesi e il Caffè del Buon Gusto, oggi tutti scomparsi. Sebbene non sia il caffè più antico, il Caffè Greco è quello che tutt’oggi può vantare il mantenimento di quelle caratteristiche, come l’arredo e l’atmosfera raffinata ed elegante, che lo hanno contraddistinto sin dalla sua apertura nel Settecento.

La sua nascita è legata alla figura di un certo Nicola della Maddalena, levantino e caffettiere di professione e se ne trovano prime attestazioni precise in una lettera del pittore francese Pierre Proudon. Fu nel secolo successivo, quindi nell’Ottocento, che il Caffè Greco raggiunse un successo ineguagliato, facendo convogliare al suo interno tutti gli artisti e i visitatori stranieri che circolavano a Piazza di Spagna, in quel tempo sede centrale delle arti e del movimento dei forestieri. Il Caffè Greco si qualificò così ben presto come ambiente internazionale e punto di ritrovo privilegiato per scambi intellettuali e politici, tanto che le memorie degli incontri che si svolgevano nelle sue sale si possono trovare in tutte le letterature europee.

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Tra i numerosi frequentatori illustri possiamo ricordare il grande musicista Hector Berlioz, Giacomo Casanova, Gabriele D’Annunzio, Lady Diana, Giorgio De Chirico, Edvard Grieg, Arthur Schopenhauer, Richard Wagner, Stendhal, Aldo Palazzeschi. Non solo nobili, compositori, filosofi e letterati, ma persino indiani e cowboys come Toro Seduto. Tutti personaggi, comunque, che hanno fatto del Caffè Greco il caffè letterario per eccellenza della capitale. Il passaggio di questa molteplicità di personaggi al Caffè Greco è contrassegnato dalla presenza sulle pareti di stampe, quadretti e scritte varie, che rappresentano tutt’oggi una delle maggiori attrattive del locale. Nel tempo poi, queste rappresentazioni spontanee hanno alimentato il collezionismo dei proprietari, che hanno iniziato a esibire all’interno del locale oggetti d’arte come miniature, pitture e sculture.

Oggi il Caffè Greco, con le sue oltre 300 opere d’arte, può essere considerato un vero e proprio museo: la più grande galleria d’arte privata aperta al pubblico esistente al mondo. Se il locale conserva tutt’oggi le sue caratteristiche lo si deve soprattutto a Federico Gubinelli, cultore dell’arte della miniatura che lo ha gestito dal 1905 e lo ha preservato da un rischioso intervento di modernizzazione, e a sua figlia Antonietta che ha addirittura ampliato la collezione del Caffè Greco, arricchendola di quadri e oggetti d’arte. Grazie alle sue peculiarità di locale storico e grazie anche alla pressione dell’opinione pubblica, al Caffè Greco è stato attribuito, nel 1953 dall’autorità governativa, il vincolo di interesse storico, previsto «per la tutela delle cose di interesse artistico e storico». Le sale stesse del caffè conservano il loro aspetto ottocentesco, con i tavolini in marmo, le pareti damascate e i camerieri in frac che servono tè e caffè nelle stesse tazze cerchiate di arancione dell’epoca.

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Le stesse sale che continuano ancora oggi ad ospitare personaggi di rilievo e dove si riuniscono associazioni culturali. La celeberrima sala Omnibus, un ambiente stretto e lungo simile ad un corridoio, ospita ogni primo mercoledì del mese il Gruppo dei Romanisti, accademici specializzati in studi e memorie relativi alla capitale. In fondo al locale si colloca invece la sala Rossa, quella che compare sulla copertina del 45 giri di Mina Minuetto, cui fa da guardia una statua di un fauno e dove si trova il divano appartenuto a Hans Christian Andersen e un bellissimo pianoforte a coda. I raffinati ambienti del Caffè Greco hanno persino ispirato il pittore Renato Guttuso, che ha dedicato alla celebre caffetteria l’omonima opera, esposta al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.

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Antichi amori

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Entrare nell’Antico Caffè Greco equivale a fare un viaggio nel tempo; accomodarsi ai tavolini un tempo popolati da illustri letterati e pensatori e degustare , caffè e cioccolata calda circondati da preziosi cimeli è un’esperienza tra le più affascinanti da vivere a Roma.

Foto anteprima: By DIMSFIKAS [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Marcella Scialla

 

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