conferenza stampa nek
06 Febbraio 2019   •   Francesca Celani

Conferenza Stampa Nek: «Sogno l’Eurovision Song Contest»

«Ecco cosa ci ha rivelato in conferenza stampa Nek presso la Sala Stampa Lucio Dalla, a poche ore dalla seconda puntata della 69esima edizione del Festival»

Conferenza Stampa Nek 6 febbraio: Accolto da tantissimi applausi, dalle intonazioni delle sue canzoni e dai classici cori Sei Bellissimo delle giornaliste più sfegatate, Nek arriva in Sala Stampa Lucio Dalla. Dopo il ricordo di Mia Martini, con la quale Filippo partecipò al Festival di Sanremo nel 1993, partono le domande. E il cantante si mostra subito schiettissimo. Gli chiedono se è preoccupato per il fatto che quest’anno la sua canzone potrebbe non ricevere molti apprezzamenti dalla critica. La sua risposta? Semplicemente «Non me ne frega un ca**o!» (sempre sorridendo, ovviamente). La Sala va nel delirio totale, tra applausi e urla.

All’inizio della conferenza stampa Nek omaggia la radio, nella quale il suo nuovo singolo sanremese Mi farò trovare pronto sembra trovare un terreno davvero fertile:

«La radio è il più grande mezzo che la musica può utilizzare. La radio è nel cuore della gente, il contatto primario delle persone con la musica, che passa sempre attraverso la radio. Io sono cresciuto con la radio (applausi). È la verità ragazzi, comincio ad avere qualche anno. Quando ho deciso di venire a Sanremo mi sono preoccupato di fare un pezzo che non rientrasse nei canoni del Festival, e ho portato Mi farò trovare ponto, pezzo già scritto prima del Festival. E mi sono detto: voglio dare uno schiaffo alle persone, nel senso buono, attraverso la radio». La radio è la lingua che arriva prima di tutto il resto».

Alla domanda su cosa ne pensa, dal punto di vista di veterano della musica italiana, riguardo i nuovi modi di emergere delle new entry nel panorama musicale (talent show, social ecc.), Nek risponde che c’è sempre bisogno di qualcuno che ti dica no, qualcuno che ti metta alla prova. «C’è bisogno di essere strutturati» dice, «e il rischio è quello di passare per la scorciatoia della porta secondaria senza tenere conto del pubblico che ti aspetta alla porta principale».

E poi Nek ci ha parlato del suo duetto con Neri Marcorè.

«Ho scelto Neri per diverse ragioni. Neri per questa canzone avrà un suo specifico ruolo che svolgerà a pieno. Lui è poliedrico ed ha una voce molto bella. È un cantante, suona la chitarra, è un imitatore quindi con la voce gioca parecchio. Sentirete qualcosa che mi auguro vi possa innanzitutto emozionare. È questa la cosa che mi preoccupa di più».

Anche a lui, come a Il Volo, chiedono se gli piacerebbe partecipare all’Eurofestival. E in conferenza stampa Nek non esita a rispondere: «Sarebbe un onore per me. Ma adesso tocca a voi!» (ride). E il confronto con le scorse edizioni in cui ha partecipato al Festival?

«Ieri è stato divertente, è stato un fuoco. I trenta secondi che mi dividono tra la fine del pezzo precedente e il mio sono secondi importanti, in cui il cuore è una caldaia. È bello, vuol dire che è cambiato poco fondamentalmente dagli esordi ad oggi. Quel palco lì, cantare davanti alla gente… ma poi quando salgo io ho quest’effetto qua. È come se tornassi un po’ a casa ogni volta che salgo su qualsiasi palco. Ho pensato fosse un mio concerto per sentirmi a casa. Per questo sono sceso in messo alla gente, e ho cercato gli sguardi più ravvicinati».

«Sei pronto a vincere il Festival? E se vinci, a chi telefoni?» chiedono a Filippo. Ma lui non ha esitazioni a rispondere:

«Guarda, se dovessi vincere non telefonerei. Mia moglie sarebbe lì. E abbraccerei subito mia figlia Beatrice, che avrebbe voluto molto essere qui e salire sul palco col suo papà!»

Ma poi il discorso torna inevitabilmente sulla bellezza disarmante del cantante, che tra l’ironia e l’imbarazzo cerca di rispondere sempre con il sorriso. Ma cos’è per Nek la bellezza? (mentre sotto voce le donne della Sala Stampa continuano ad urlare quanto sia bono).

«L’amore è bellezza. Quando tu pensi prima all’altro e poi a te stesso è la cosa più bella»

Riguardo al suo rapporto con la competizione di Sanremo, Filippo risponde così:

«In realtà siamo tutti qui per sfruttare l’energia potentissima del Festival. Voglio che la canzoni salti il palco dell’Ariston per arrivare direttamente alle persone. Io sono molto easy, non mi importa della classifica. Dovessi vincere sarei felicissimo. Io non ho vinto mai Sanremo, ma ho 26 anni di carriera e, dicono, 11 milioni di dischi venduti. Ca**o, se non ho vinto io chi ha vinto? Sono ancora qua, eh già. E neanche Vasco ha mai vinto Sanremo»

Applausi a gogo da tutta la sala.

Ma nella conferenza stampa Nek ci parla anche dei suoi preferiti di questo 69esimo Festival della Canzone italiana: Achille Lauro, Ghemon, Boomdabash, e Daniele Silvestri con Rancore. Neviani conclude parlandoci di un tema a lui molto caro, quello della fede, su come ha influito nella sua carriera e soprattutto nella sua vita.

«Della fede potrei parlare per ore, mi accompagna giornalmente. Io prima di essere un cantante, sono un essere umano. Quando è morto papà, se non ci fosse stato l’aiuto della fede per me sarebbe stato molto più complicato rendermi conto della fine di un percorso di un genitore. Ma poi per fortuna Dio vede e provvede e c’è stata la nascita di mia figlia, che si chiama Beatrice non per caso. Beatrice dal latino portatrice di gioia. Mio padre ha vissuto un anno e mezzo in più secondo i medici proprio perchè ha visto sua nipote crescere, e voleva starci, voleva starle vicino. La fede mi ha fatto accettare questo punto della vita così duro da digerire per ogni essere umano»

Francesca Celani e Cecilia Gaudenzi inviate da Sanremo