Alfonso Oliva
03 maggio 2016   •   Snap Italy

Alfonso Oliva, l’ingegnere che sbarca negli Stati Uniti

L’Italia ci regala grandi soddisfazioni soprattutto se queste sono legate a giovani talentuosi che con fatica e spirito di cambiamento vanno a rappresentarla in giro per il mondo.

È il caso del trentaduenne Alfonso Oliva, giovane ingegnere, con doppio titolo italiano e americano, che di recente è ha ottenuto il premio Award 2016 a New York, ambitissimo premio assegnato ai giovani più talentuosi ingegneri strutturali.Noi di Snap Italy lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua storia

Chi è Alfonso Oliva?

Un Artista e Ingegnere/Architetto di 32 anni, nato e cresciuto in Italia a Cassino (FR) e successivamente approdato a New York all’età di 25 anni dove da allora vive e risiede. 

Artista e scienziato, come fai a coniugare le due cose?

In realtà penso che entrambe le cose vadano un po’ in parallelo. Infatti, proprio la mia passione e dedizione al mondo dell’Arte mi ha portato a crescere rapidamente nel mondo del lavoro.

Come Artista mi sono focalizzato molto negli anni sullo sculptural design e la fotografia, esponendo anche negli ultimi tempi alcuni dei miei lavori qui a New York. Ho poi deciso di applicare la mia creatività al lavoro e ho quindi iniziato ad implementare concetti di Computational Design e Software Development nei compiti che mi venivano assegnati giornalmente. A distanza di 6 anni, il differente approccio a materie scientifiche e non, che ho proposto e spinto durante il mio percorso lavorativo qui a NY, si è poi rivelato innovativo ed efficace.

Fondatore di LERA+, il Laboratory for Engineering Research and Automation alla LERA, Leslie E. Robertson Associates New York, come sei arrivato ad ottenere un proprio dipartimento?

Il percorso è stato molto emozionante ma non per questo privo di ostacoli e difficoltà.Tutto è iniziato a Cassino nell’ufficio Ingegneristico di mio padre Antonio Oliva, dove ho costruito la maggior parte delle solide fondazioni che mi hanno poi accompagnato negli anni. Nel 2009 sono approdato a New York per studiare dove poi, un anno dopo, ho iniziato a lavorare alla Thornton Tomasetti. Dopo il primo anno di lavoro ho realizzato che i ritmi a New York erano abbastanza elevati.

Successivamente, la necessità di volere più tempo libero a disposizione per l’Arte assieme ai miei interessi per i temi creativi sopra elencati mi ha spinto a cercare il modo per conciliare entrambe: la mia carriera Artistica e quella Ingegneristica/Architettonica. Allo stesso tempo cominciavo a capire che l’industria dell’Architettura, Ingegneria e Costruzioni erano per alcuni versi obsolete in termini di tecnologie applicate a tecniche di progettazione e che tutto ciò rendeva i compiti a lavoro ripetitivi e perché no, a volte noiosi. Così ho cominciato ad automatizzare i design tasks che mi venivano assegnati utilizzando inizialmente due computer, uno per condurre i calcoli a mano e l’altro per testare la procedura automatizzata. I primi risultati in realtà furono un fallimento, la macchina che computava la procedura automatizzata (e che lasciavo girare durante la notte) a volte incappava in “bugs” e la mattina mi ritrovavo con 0% del lavoro prodotto e in più il software da revisionare. A poco a poco però le cose cominciarono a funzionare e i benefici furono palesi. A quel punto sapevo di voler proseguire verso quella carriera perché era ciò che mi motivava e perché avanzare il livello tecnologico dell’industria avrebbe aiutato non solo me ma tanti altri giovani interessati all’innovazione e alle nuove tecnologie.

Quale è stato il tuo percorso di studi?

Ho inizialmente conseguito la Laurea triennale in Ingegneria Civile nel 2007 a Cassino. Grazie al programma Dual Degree dell’H2CU sono poi approdato a New York nel 2009 dove ho conseguito un Master alla New York University in Ingegneria Strutturale nel Maggio 2010. Subito dopo ho effettuate un lavoro di Ricerca su un edificio in costruzione nel complesso della Columbia University progettato dall’Architetto Rafael Moneo. Successivamente sono tornato a Cassino dove ho finalizzato il Master in Ingegneria Civile all’Unicas. Il giorno stesso della mia laurea a Cassino ho ricevuto un offerta di lavoro da New York per un tirocinio di un anno alla Thornton Tomasetti e così, pochi giorni dopo, sono ripartito per NY. Ho cominciato a lavorare e sono stato assunto full time dopo 5 mesi di tirocinio. Dopo il primo anno e mezzo di lavoro, la mia passione per l’Arte e la Tecnologia mi ha portato a iniziare un Master in Architettura alla Stevens Institute of Technology in Hoboken NJ con focus in Computational Design e Software Development. Per due anni ho seguito le lezioni in serata dopo il lavoro ma sono comunque riuscito a mantenere un equilibrio tra lavoro/studio e vita sociale e a conseguire il titolo nel Maggio del 2014.

Per meglio dimostrare i benefici delle procedure automatizzate ho poi realizzato un software per ottimizzazione di Grattacieli soggetti a carichi laterali che ho poi presentato al convegno internazionale ASCE del 2014.Due anni fa, nel 2014, ho deciso che era tempo di guardarsi intorno e sono quindi approdato a LERA | Leslie E. Robertson and Associates, dove grazie all’esperienza accumulata negli anni e al supporto della Partnership, ho fondato il dipartimento LERA+ | Laboratory for Engineering Research and Automation che oggi dirigo.

Di cosa ti occupi principalmente?

Attualmente sono a capo del dipartimento LERA+ e gestisco tutto ciò che riguarda R&D (Research and Development) e Computational Design per gli uffici di New York, Shangai e Mumbai di LERA. Ci interfacciamo con i design teams e stiamo lavorando correntemente su progetti come il George Lucas Museum of Narrative Art e tre super-tall towers in Malaysa dove applichiamo i risultati delle nostre ricerche e per cui sviluppiamo software per l’automazione del design process. Il nostro obiettivo è quello di continuare ad avanzare lo stato della nostra compagnia e a dare un impatto concreto sull’industria implementando nuove tecnologie a beneficio di tutti.

Nel campo della ricerca, oltre che a presentare i nostri lavori a congressi internazionali, sto attualmente scrivendo un libro che verrà pubblicato entro fine anno sull’Architettura degli Origami assieme all’Università di Roma La Sapienza per sperimentare le applicazioni di queste forme nel campo degli edifici. Inoltre, sotto il profilo artistico, sto lavorando ad una serie di sculture inspirate a concetti legati alla natura che lancerò entro fine anno sul mio sito personale.

Come ti senti a rappresentare l’Italia nel mondo?

Questa è forse la domanda più difficile per me. Da una parte infatti sono molto orgoglioso di rendere lustro alla nostra cara Italia, da un’altra parte preferirei rappresentare un’Italia più forte e più sana. Un paese dove chi vale può fare la differenza invece di sentirsi spinto a lasciare tutto e andar via da un sistema per certi versi corrotto e poco meritocratico. Spero davvero che prima o poi il nostro sistema subisca un cambiamento radicale ed esca da questo periodo di buio così da permettere a tutti gli Italiani residenti e non, di poter condurre una vita piena di felicità e soddisfazioni nella bella Italia.

Che progetti hai per il futuro?

Avendo raggiunto questo ulteriore traguardo nella mia carriera mi sento motivato a continuare nel mio percorso e punto a specializzarmi sempre più nel campo della Ricerca applicata e del Computational Design. Punto inoltre a continuare in parallelo il mio percorso artistico e un domani ad affermarmi come artista internazionale nel campo dello Sculpture Design.