Musica e letteratura: quando le canzoni si ispirano ai libri

19 maggio 2017 • Music • Di: • Visto: 909

«Musica e letteratura sono un binomio vincente dal quale può nascere l’ispirazione artistica. Seguendo il filo conduttore della lettura, vi proponiamo alcune delle canzoni italiane ispirate a libri indimenticabili»

Nella musica, si sa, l’ispirazione può arrivare da ogni dove. Davvero, ogni cosa è fonte di ispirazione perché non ci sono regole nell’arte e quando qualcosa colpisce diventa subito “creazione”. Così, anche musica e letteratura diventano un binomio vincente. Infatti, tra le infinite possibilità, da sempre, la letteratura ha ispirato per intero il mondo dell’arte: dal cinema al teatro, dal dipinto alla fotografia senza dimenticare, appunto, anche la musica.

La letteratura è un modo per immergersi nell’universo altrui trovando se stessi, riponendo in un personaggio i propri difetti, i propri sogni. La letteratura è leggere in caratteri tipografici ma tradurre in immagini proprie che, però, mettono in comunicazione con altre coscienze, con altre storie. È grazie alla letteratura se possiamo vivere tante altre vite nell’unica che abbiamo ed è per questo che musica e letteratura si legano magistralmente.

Seguendo il filo conduttore della lettura, abbiamo scelto di proporvi alcune delle canzoni italiane ispirate ai libri indimenticabili: testi e musiche ricalcano mitologie che ruotano intorno ad un personaggio o ad una singola vicenda o addirittura un libro intero che ispira un tutto un disco.

musica e letteratura

CiranoFrancesco Guccini

“Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio”
Edmond Rostand

 

Guccini si serve di Cyrano, protagonista dell’opera Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand, e della sua penna per urlare contro il materialismo, i dogmi e l’ipocrisia della modernità. Non è l’unico caso di musica e letteratura per Guccini: il cantautore, infatti, nel corso della sua carriera si è fatto spesso ispirare dai libri; Don Chisciotte (da Don Chisciotte della Mancia di Cervantes) , Signora Bovary (da Madame Bovary di Flaubert, Gulliver (da I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift) sono soli alcuni dei titoli che hanno ispirato la musca del cantautore modenese.

Remedios la bella Modena City Ramblers

Remedios la bella è la quarta traccia dell’album Terra e Libertà dei Modena City Ramblers. Il titolo dell’album è un omaggio all’omonimo film di Ken Loach ma la maggior parte delle canzoni è ispirata alla letteratura ed in particolare alla letteratura sud americana, quella di Sepúlveda e Garcia Márquez. Remedios Buendia è uno dei personaggi più commoventi di Cent’anni di solitudine, il libro che con il suo realismo magico ha conquistato i cuori e i sogni di intere generazioni. L’intero disco ha tantissimi riferimenti al libro di Márquez e musica e letteratura si esplicitano in diversi brani È il caso di Macondo Express, Il ballo di Aureliano e Cent’anni di solutudine.

Il suonatore JonesFabrizio De André

“Mi era piaciuto, forse perché in quei personaggi trovavo qualcosa di me”
Fabrizio De André

Il brano Il suonatore Jones chiude l’album Non al denaro, non all’amore né al cielo di De André del 1971 come la poesia a cui è ispirata chiude la raccolta di Edgar Lee Masters L’Antologia di Spoon River. È da questo capolavoro della letteratura che De Andrè prende ispirazione per ben 8 brani del disco: La collina, Un matto (dietro ogni scemo c’è un villaggio)Un giudiceUn blasfemo (dietro ogni blasfemo c’è un giardino incantato)Un malato di cuoreUn medicoUn chimicoUn ottico e, appunto Il suonatore Jones. Nell’intervista di Fernanda Pivano riportata sul retro copertina il cantautore ha dichiarato: «Avrò avuto diciott’anni quando ho letto Spoon River. Mi era piaciuto, forse perché in quei personaggi trovavo qualcosa di me. Nel disco si parla di vizi e virtù: è chiaro che la virtù mi interessa di meno, perché non va migliorata. Invece il vizio lo si può migliorare: solo così un discorso può essere produttivo.»

Il gatto e la volpeEdoardo Bennato

Il gatto e la volpe è la settima traccia dell’album di Edoardo Bennato, Il burattino senza fili. Sia dal titolo del brano che da quello del disco si evince che il cantautore di è lasciato ispirare dal capolavoro di Collodi, Pinocchio. Un concept album del 1977 (tra l’altro quell’anno è stato il disco più venduto in Italia con circa un milione di copie vendute) che utilizza le vicende del burattino più famoso del mondo e degli altri personaggi della storia come trasposizione allegorica dei vizi e delle contraddizioni della società moderna riuscendo nell’intento di unire musica e letteratura.

BardamuVinicio Capossela

Capossela nella sua Bardamu, traccia numero uno di Canzoni a Manovella, si è lasciato ispirare dal capolavoro di Cèline Viaggio al termine della notte e dal suo protagonista Fernand Bardamu. Attraverso testi unici e musica ricca di archi, Capossela si immerge nel Novecento facendo leva sugli scenari desolanti e avvilenti della condizione umana come quelli raccontati da Cèline, tra guerre, futurismo ritmico e pionieri aerostatici. È tutto una gran fretta, è tutto instabilità, insicurezza verso ciò che sarà, incerto è l’avvenire ed anche il sentire umano si adatta all’inadeguatezza dei tempi: “e ancora si cambino l’anima/per meglio tradire/per meglio scordare…”. Musica e letteratura sono per Capossela la norma ed è, infatti, considerato lui stesso un poeta della musica.

ElemosinaMax Gazzè

Come vi raccontavamo, Max Gazzè è reduce di un tour per i maggiori teatri italiani con la sua Opera Prima, Alchemaya. Il cantautore si è servito spesso della letteratura ed, in particolare, della poesia come fonte di ispirazione per i suoi testi. Tra i poeti da lui più amati ci sono Montale e Zanzotto ma anche il ribelle della poesia francese, Mallarmé. A lui e ai suoi versi sono ispirati alcuni brani di Gazzè come, ad esempio, Su un ciliegio esterno mentre il brano Elemosina, nona traccia del suo terzo album Max Gazzè del 2000 è la traduzione messa in musica dell’omonima poesia del poeta francese, pezzo interessantissimo con una particolare sperimentazione musicale.

Elisa Toma 

 

 

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