Zucchero
30 Aprile 2016   •   Snap Italy

Zucchero, un “black cat” dal cuore libero

Erano passati quasi sei anni dalla pubblicazione di “Chocabeck”, l’ultimo album di inediti di Zucchero “Sugar” Fornaciari, un’artista unico, con oltre 60 milioni di dischi venduti ed una carriera all’insegna di un successo internazionale che non ha paragoni.

Lo splendido palazzo Clerici di Milano fa da cornice alla presentazione ufficiale di “Black Cat”, l’ultimo lavoro di Zucchero, in uscita oggi in tutti gli store fisici e digitali ed anticipato dal singolo di lancio “Partigiano Reggiano”, una canzone dove il cantautore emiliano torna a scherzare con la sua inconfondibile ironia, mescolando il rock al blues in un unico, trascinante mix che sembra condurre l’ascoltatore direttamente nel cuore degli Stati Uniti. Se da un lato non manca uno sguardo “romantico” alle proprie radici, come Zucchero stesso racconta descrivendo la figura del partigiano che “lotta per la libertà”, il principale riferimento musicale è proprio l’America: le 38 date dell’ultimo tour US dell’artista hanno offerto la linfa vitale per i tredici brani dell’album, ispirato dai paesaggi unici e dal fascino delle città del Sud come Nashville, Memphis e New Orleans.

Le tradizioni musicali di questi luoghi si avvertono tutte nel corso del disco: le registrazioni sono state effettuate con strumenti tipici della tradizione americana (come la lap steel), avvalendosi di musicisti locali ma soprattutto collaborando con produttori del calibro di T Bone Burnett (Elvis Costello, Elton John), Brendan O’ Brien (Bruce Springsteen, Pearl Jam) e Don Was (Rolling Stones, Bob Dylan). Tre figure illustri, assai differenti tra loro, ma nonostante questo in grado di infondere omogeneità al lavoro, un disco che il cantautore definisce “unico nelle diversità di stile” e in cui si possono chiaramente ritrovare le due anime tipiche della sua poetica musicale. Da un lato lo spirito più scanzonato, gioiosamente rhythm and blues di tracce come “13 buone ragioni” e“La tortura della luna”, dall’altro passaggi più intimisti, dal sapore gospel come “Hey Lord”, dove ad esempio si tocca indirettamente il dramma umano dell’immigrazione (affrontato anche dalla figlia Irene con la sua “Blu” presentata a Sanremo). Un lavoro che gioca dunque con atmosfere e generi differenti, facendo della libertà espressiva uno dei suoi cardini. L’obiettivo per Zucchero era quello di “tornare alle origini”, dando vita ad un disco che suonasse “più spontaneo possibile”, muovendosi “in modo anarchico” come ai tempi del suo classico “Oro, incenso e birra”. In quest’ottica, il “gatto nero” del titolo non è un’animale scelto casualmente,“nero” perché questo, come Zucchero dichiara, è forse il suo album “più black; un lavoro le cui radici affondano nel cuore della tradizione afroamericana e in cui l’artista si presenta con lo stesso spirito di un felino insofferente alle regole, dedito ad una vita “selvatica” che non conosce imposizioni.

Per rendere ancora più personale questa sua ultima fatica in studio, Adelmo Fornaciari si è circondato di collaboratori d’eccezione, ciascuno dei quali ha imposto il proprio marchio di fabbrica sulle canzoni. Impossibile non citare a questo proposito Mark Knopfler, che firma le chitarre di “Ci si arrende” e “Streets of surrender”, quest’ultima con un testo scritto da Bono degli U2 e dedicata agli attacchi terroristici di Parigi che lo scorso novembre hanno scosso il mondo intero. Una canzone che, pur partendo da un fatto circoscritto, assume una portata universale e riflette sul conflitto tra odio e amore, speranza e paura nel mondo contemporaneo.

In occasione della pubblicazione dell’album, Zucchero tornerà dal vivo per presentare i nuovi brani insieme ai suoi più grandi successi: gli unici appuntamenti italiani per il 2016 sono fissati all’Arena di Verona per 10 date esclusive (dal 16 al 28 settembre), per uno show che si annuncia altamente spettacolare e ad alto tasso di partecipazione (oltre 70mila le prevendite già vendute). A seguire l’artista sarà impegnato in Europa per una lunga serie di date, tra cui si segnala il doppio spettacolo alla Royal Albert Hall di Londra: è la prima volta nella storia che un artista italiano ne calcherà il palcoscenico per due serate di seguito, ma la carriera di Zucchero non è nuova a record di questo tipo (è stato anche il primo artista occidentale ad esibirsi al Cremlino dopo il crollo del muro di Berlino). Tra le mete internazionali di questa prossima tournée anche il Giappone, un paese che ancora non è mai stato toccato dal cantante, ennesima prova di una fama che ad oggi non conosce confini e fa di Zucchero un “cuore libero” capace di unire ad una profonda sensibilità il tocco di una rara leggerezza.

Antonio Margiotta