vino tirolese
21 Settembre 2021   •   Monica Mariani

Vino tirolese: come viverlo e apprezzarlo al massimo

«Tutto quello che dovete sapere sul vino tirolese, come viverlo e come apprezzarlo per davvero. A due passi da Merano storia e gusto si intrecciano indissolubilmente.»

La fine dell’estate coincide con il tempo in cui la natura dona alcuni dei frutti più importanti per la nostra alimentazione e cultura, tra cui indubbiamente c’è l’uva, da cui deriva il vino, che, come sosteneva Hemingway, “è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo”. L’Alto Adige è una regione vitivinicola, per questo nota e apprezzata non solo da intenditori e Tirolo, il meraviglioso borgo appena sopra la città di Merano, anche in materia di vino, ha tanto da offrire ai suoi ospiti, grazie alle alture esposte al sole e al clima mite e favorevole. Tirolo risulta essere anche una delle aree vitivinicole più antiche dell’Alto Adige, apprezzata già al tempo dei Romani, proprio per la sua collocazione geografica, che gli consente di essere riparato e protetto dai venti freddi, grazie alla catena montuosa del Gruppo del Tessa. Tirolo, trovandosi a circa 600 metri d’altitudine, sorge su una lingua di terra di deiezione morenica situata verso sud, un altopiano assolato ideale per i vitigni di Pinot Bianco, Traminer Aromatico, Pinot Nero, Lagrein, Merlot e Schiava. Tutti vini che oltre ad essere prodotti, sono anche offerti e venduti presso le cantine, i masi e i ristoranti di Tirolo. Parliamo, quindi, solo di vino tirolese.

Sono diversi i masi di Tirolo, perlopiù a conduzione famigliare, che conferiscono la loro uva alla Cantina di Merano, che, con grande cura, seleziona i vitigni migliori per la produzione dei suoi vini. Il lavoro dei contadini viticoltori è molto faticoso e difficile, in quanto i ripidi pendii e le terrazze in cui si trovano i vitigni spesso non sono raggiungibili dai macchinari, pertanto, gran parte del lavoro viene eseguito manualmente.

Tradizione secolare

La cura attenta e scrupolosa della vite e dei vigneti, così come i metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente sono un prezioso contributo alla tutela paesaggistica e della cultura tradizionale della viticoltura locale. I viticoltori, quindi, sono dei “giardinieri paesaggistici” del territorio di Tirolo, avendo anche il compito di esaltare il fascino del paesaggio attraverso la disposizione curata e strutturata dei vigneti, i quali, soprattutto nel periodo autunnale, colorano i pendii di tinte calde che variano dal giallo al marrone e dall’arancione al rosso. In autunno diventa ancora più suggestivo e interessante il sentiero dedicato proprio al vino, che parte dall’Associazione Turistica di Tirolo snodandosi tra i vigneti e le amene colline coltivate. Lungo il percorso si trovano stazioni interattive che “raccontano” fatti e curiosità sul vino tirolese, sulla viticoltura della zona, oltre ad alcune installazioni artistiche, come radici di vite appese in alto, tra cui una dorata a rappresentare la forza, il pregio e il primato di questa pianta.
vino tirolese
Un piccolo vigneto collocato sotto Castel Tirolo, inoltre, è stato protagonista di un ambizioso progetto dell’enologo della Cantina di Merano di creare un nuovo vino con una maturazione e un affinamento sui lieviti. Per realizzare questo fu scelto nel 2010 proprio quel vigneto, da cui ogni anno è stata messa in una grande botte di rovere una piccola quantità di vino, che è rimasta a maturare fino al 2015 con conseguente imbottigliamento e affinamento in bottiglia per circa 4-5-mesi. Si tratta del Pinot Bianco che è stato battezzato Tyrol, un vino complesso che entusiasma per la sua finezza, le note fruttate, la notevole mineralità e il suo considerevole potenziale d’invecchiamento