turismo e cinema
22 Marzo 2017   •   Carolina Attanasio

Turismo e cinema, la miniera d’oro (nascosta) delle regioni italiane

“Il connubio tra turismo e cinema inteso come asso nella manica delle regioni, per valorizzare e far conoscere il territorio. Analizziamo una ricerca di JFC per capire cosa bisogna fare per attrarre le grandi produzioni cinematografiche e quali sono le regioni più virtuose sull’argomento”

Forse non tutti sapete che l’Italia, a dispetto delle orde di turisti che ogni anno piombano come falchi sul nostro Paese a fare il pieno di bellezza, non è la destinazione più visitata al mondo. Da parecchi anni, ormai, siamo relegati al quinto posto della classifica mondiale, alle spalle di Cina (quarta), Spagna (terza), USA (secondi) e Francia (prima). Tralasciando le dimensioni degli altri Paesi (e la conseguente maggior capienza per l’accoglienza) e la stramba analisi dei dati, che tiene conto dell’incoming senza differenziarlo tra viaggi di lavoro e di piacere, c’è da dire che potremmo fare di meglio.

Non basta detenere il maggior numero di beni Patrimonio UNESCO, l’offerta va innovata e adattata ai target dei grandi flussi turistici. La ‘macchina del cinema’, ad esempio, è uno degli strumenti che più contribuisce ad attrarre turismo, e voi che siete andati a Londra solo per farvi una foto al binario 9 e ¾ di King’s Cross lo sapete bene.

Secondo una ricerca effettuata da JFC, società italiana di consulenza turistica e territoriale, l’Italia è tra le mete dei sogni di molte produzioni internazionali, che già diverse volte hanno investito nel Belpaese fior di milioni, per dieci minuti di girato nel blockbuster di turno.

Ma quali sono le dinamiche che determinano la scelta di una location? E quali sono i luoghi d’Italia più ambiti? Secondo JFC, il nostro è un potenziale enorme, praticamente qualsiasi regione potrebbe ambire a diventare il set di una produzione cinematografica o televisiva. Tuttavia, esistono dei parametri che incidono sulla decisione di produrre in un posto o in un altro. Intanto, non tutti i territori sono pronti ad accogliere la domanda, è necessaria capacità di gestione e facilitazione dei lavori che, spesso, coinvolgono un numero molto elevato di persone (tra troupe, cast, comparse e terze parti).

Il fatto di essere uno dei luoghi più attraenti sul pianeta non è sufficiente a convincere le produzioni a girare nel nostro Paese, anche perché le prime due motivazioni alla base della scelta sono la sceneggiatura e il volere del regista, solo dopo viene il valore artistico-culturale del luogo e la logistica. Qualora la scelta ricada sull’Italia, spesso il problema principale è dato dall’eccessiva burocrazia e dai parametri logistici, non sempre facili da gestire (trasporti, hospitality, gestione di attori, comparse etc). Qui intervengono i ‘benefit’ economici che, grazie al connubio turismo e cinema, alcune regioni concedono per aumentare le probabilità di essere scelte, come la tax credit, un credito d’imposta riservato maggiormente alle produzioni italiane, oppure l’accesso a fondi regionali o Film Commission (che si occupano di agevolare il lavoro dei set). Spesso le produzioni richiedono supporti per il Location Manager o per le infrastrutture che ospitano cast e troupe. JFC evidenzia due casi interessanti in fatto di benefit, il primo è quello del Piemonte, che ha creato una rete di aziende locali disposte a entrare nel capitale di produzione del film (con conseguenti sgravi fiscali e grande visibilità), il secondo è quello della Puglia, che al momento è la regione che concede i maggiori contributi alle produzioni ed è più virtuosa nel combinare turismo e cinema.

Il podio delle regioni più ambite è costituito da Toscana, Puglia e Trentino, ma in linea di massima tutta l’Italia genera una buona attrattività, tutto sta a chi viene a produrre nel nostro Paese: gli orientali, ad esempio, prediligono location iconiche (Colosseo e compagni), mentre gli inglesi preferiscono gli scorci e i paesaggi, per cui ci sono più possibilità che vadano in posti meno conosciuti.

L’indagine ha permesso, inoltre, di redigere una classifica delle regioni più interessate e disposte ad agevolare le produzioni, nella prospettiva di poter combinare turismo e cinema. La Puglia è al top con un mix di disponibilità di fondi, funzionalità della Film Commission, bassi costi di soggiorno, burocrazia leggera e bellezza del territorio. Seguono le ‘regioni con feeling’ (Piemonte, Friuli, Trentino) dove vi è una cultura cinematografica che supporta le produzioni con convenzioni ad hoc e location messe a disposizione gratuitamente, le ‘regioni careful’ (Toscana, Liguria, Umbria) sono ambite per i paesaggi ma offrono pochi benefit. Nelle ‘regioni virtuose in apparenza’ (Lazio, Sicilia, Lombardia), è difficile avere chiarezza sui finanziamenti e la burocrazia è eccessiva. Infine, “agli esordi con potenzialità”, ci sono Basilicata, Calabria, Marche ed Emilia Romagna, che muovono i primi passi desiderose di attrarre l’attenzione delle grandi produzioni.

Attualmente, l’Italia genera un beneficio economico sui territori protagonisti di riprese pari a circa 261 milioni di euro, di cui 198 milioni ‘restano’ sul luogo, rappresentano cioè il guadagno effettivo delle persone e dei servizi che la location ha fornito nel periodo di permanenza del set.

Molto piccolo è, invece, il flusso di “movie tourists” – italiani e stranieri – che si muovono allo scopo specifico di visitare luoghi legati al cinema o alla tv, raccogliamo solo 1,2% dei soggiorni internazionali. Lo scopo dovrebbe essere far crescere turismo e cinema di pari passo con l’impegno delle regioni, ecco perché alcuni tour operator hanno iniziato a programmare percorsi nei luoghi dei film più famosi. Da notare che i turisti stranieri che scelgono l’Italia come meta primaria per visitare luoghi di film famosi sono una minima percentuale rispetto a quelli che, invece, associano queste visite a quelle nei luoghi d’arte e di cultura. L’Italia resta sempre, prima di tutto, il paradiso dell’arte e le regioni (e i tour operator) che riescono a combinare sapientemente location cinematografiche a luoghi d’interesse storico-culturale sono quelle che hanno la maggior probabilità di far fruttare la combinazione turismo e cinema.

Carolina Attanasio