raptus and rose
04 Ottobre 2019   •   Alice Antonucci

Raptus and Rose: ogni vestito una storia

«Raptus and Rose è più di un semplice atelier, più di una sartoria, più di un negozio diabiti prêt-à-porter; al suo interno si coltivano l’amore per le stoffe uniche, per l’arte del ricamo e soprattutto quello per la bellezza.»

Raptus and Rose nasce da un’idea di Silvia Bisconti, fashion designer e amante incontenibile dei tessuti. Prima di Raptus and Rose infatti, nella testa dalla chioma ramata di Silvia c’era spazio solo per le stoffe: una collezione spropositata  raccolta durante i suoi viaggi, per passione, così come quella per i capi vintage. A questo si unisce la passione di Silvia Bisconti per i capi unici e di pregio, creati da realtà sartoriali dell’eccellenza mondiale e che la portano a svolgere la sua ricerca in India, in Marocco, in Turchia, e ovviamente nella stessa Italia.

Raptus and Rose

Nel 2011 fonda Raptus and Rose, un atelier che prende vita dalle ceneri di una tipografia a Belluno, e dove le donne possono recarsi a costruire un abito perfetto per loro, ma che allo stesso tempo racconti una storia più grande. Nell’atelier sono presenti anche i capi che Silvia è riuscita a far realizzare durante i suoi viaggi: spesso si tratta di pezzi unici, realizzati per lo più con le antiche tecniche sartoriali di ciascun luogo dalle stampe alle rifiniture.

Nonostante un curriculum in cui spiccano grandi collaborazioni nel campo della moda, Silvia Bisconti decide di raccontare la bellezza e l’unicità sotto un altro sguardo: ogni suo capo è realizzato con meticolosità per regalare un’esperienza di benessere, di comfort e di bellezza, e soprattutto per rendere sia l’esperienza della realizzazione sia quella del vestire più sostenibile. Alcune delle tessiture e dei ricami realizzati sulle stoffe da lei scelte e acquistate, ad esempio, sono realizzate in paesi poverissimi e dove il campo della sartorialità rappresenta un’eccellenza, spesso tramandata di madre in figlia.

Raptus and Rose

Solo abiti da sogno

Sul suo profilo Instagram è possibile vedere tutto questo: dalle stampe sui tessuti al ricamo, fino al loro confezionamento. All’interno del suo shop è invece possibile acquistare alcuni degli abiti, mentre recandosi all’atelier – oltre ad essere avvolti da una nube creativa di stoffe e di colori – è possibile provare o acquistare l’abito dei propri sogni. Silvia Bisconti raccoglie uno storico delle peculiarità e dei desideri di ciascuna delle proprie clienti più affezionate, ed è proprio con questa mentalità che cerca di realizzare ciascun abito: non una corsa all’acquisto, ma piuttosto una riflessione sulla pazienza e sulla bellezza.

Nonostante si tratti di abiti d’alta qualità e ottima fattura, il pubblico a cui Silvia Bisconti si riferisce sono in larga parte le donne comuni e che preferiscono un capo unico, di pregio, realizzato con meticolosità e cura per i dettagli. Nel suo curriculum spiccano una collaborazione ventennale con Romeo Gigli, e poi una con Malìparmi, di cui Silvia Bisconti è stata direttrice creativa. Quello che però l’ha spinta a dare inizio al suo progetto è stato quello che lei definisce un “raptus” creativo, per l’appunto Raptus and Rose.

Foto Credit: @Raptus and Rose

Alice Antonucci