orti urbani
16 novembre 2018   •   Anita Atzori

Orti urbani: quali sono i più belli d’Italia?

«Sembrava un settore destinato a crollare e invece gli orti urbani sono una delle frontiere green più apprezzate degli ultimi anni. Ma quali sono i più belli d’Italia?»

Una scelta urbanistica che ha fatto parlare di se per molto tempo, ma anche una valida alternativa alle speculazioni edilizie che mai come nell’ultimo decennio sono state preda delle grandi organizzazioni criminali e mafiose. Gli orti urbani uniscono ciò che prima poteva essere solamente un sogno e ciò che adesso sembra essere una solida realtà. Non solo condivisione e rispetto per l’ambiente, ma anche partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica in risposta ad una crisi che sembra andare più spesso alla deriva. Si è parlato di un fenomeno di costume, di una nuova tendenza contemporanea destinata a rimanere in piedi giusto qualche anno, e invece se ci fate caso noi popolo italiano – stando alle fonti Istat – abbiamo un pollice verde da far invidia a molti stati europei. 21 milioni di cittadini italiani coltivano almeno un pezzo di terra, segno di una tradizione che ancora crede nell’agricoltura fai da te e nel ripristino delle buone vecchie maniere.

Il boom degli orti urbani si è triplicato particolarmente negli ultimi anni, segno che forse anche lo stile di vita dell’uomo italiano sta cambiando in concomitanza con le esigenze della contemporaneità. Ritmi frenetici, pause pranzo veloci, cibi precotti, soste al fast food e cene la sera con ciò che si trova sul frigorifero, sporadicamente già pronto e solo da riscaldare. Tutto questo, che a primo impatto potrebbe sembrare comodo, rappresenta invece il crollo di uno stile di vita sano ed equilibrato. Così la scelta di ridimensionare le esigenze e le materie prime presenti sul territorio hanno portato all’idea di ripartire da zero e sopratutto dalla terra.

Ma in realtà cosa sono gli orti urbani? Come funzionano e chi se prende cura? 

Questi sono luoghi destinati alla semina di frutta e ortaggi, assegnati in comodato d’uso a gruppi di cittadini. Perfino a Roma dove il degrado urbano è alle stelle, sono raddoppiati. E i numeri devono far riflettere se si pensa che da 1,1 milioni di metri quadrati si è passati a 3,3 milioni. Basta presentare domanda in comune per l’assegnazione dei lotti adibiti a orto urbano, aspettare il proprio turno nella lista d’attesa e preparare il proprio pollice verde. La scelta degli orti urbani oltre ad essere un buon metodo per evitare il decadimento di molte aree verdi altrimenti abbandonate è anche un buon connubio di relazione tra pubblica amministrazione e cittadini. E poi bisogna togliere il coniglio dal cilindro è dire la verità: tutto questo è assolutamente gratis. E ciò contribuisce in maniera preponderante all’economia dei cittadini e alla diffusione di prodotti a km 0 in tutto il territorio circostante.

Quali sono gli orti urbani in Italia più conosciuti?

Firenze

Come al solito non sbaglia una mossa! Anche in tema di orti urbani primeggia la città toscana, e lo fa con un’idea eccellente che prende il nome di Orti Dipinti, ovvero uno spazio verde in pieno centro nelle adiacenze dell’Istituto Barberi, dove il supporto degli agricoltori e membri della Coldiretti, hanno reso questo piano molto più che in semplice orto. Qui l’agricoltura oltre ad essere un mestiere è anche una pratica educativa che ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione alla sostenibilità del luogo e delle sue risorse. I prodotti vengono poi divisi tra agricoltori, sporsor e più di 150 famiglie in difficoltà economica.

Roma

Oltre ad essere una metropoli è anche una città in continuo sviluppo.

  • Nella Capitale il mentore degli orti urbani è Campagna Amica che ha messo in opera uno spazio verde in prossimità del centro di accoglienza tra via Salaria e la Stazione Ferroviaria. Una zona da tempo degradata che il centro Astalli ha preso in comodato d’uso per ospitare giovani migranti. E se l’agricoltura oltre ad un mestiere è anche un luogo dove poter coltivare rapporti umani, Campagna Amica ha centrato in pieno l’obiettivo. Gli ospiti del centro assieme ai loro educatori hanno così creato dei veri e propri “kit del contadino” pronti all’uso per chiunque voglia mettere alla prova il proprio pollice verde tra due risate e della buona aria di fratellanza.
  • Un altro bellissimo spazio dedicato agli orti urbani è quello di Garbatella, con un’area picnic disponibile su prenotazione per organizzare feste di compleanno, riunioni di lavoro e pranzi in famiglia. Una buona alternativa per chi ama la natura e i propri cari. A questo poi si aggiungono le numerose iniziative dei cittadini locali tra Cineforum all’aperto, orti didattici e concerti.

Milano

Claudio Cristofani dieci anni fa invece decide di investire in un innovativo progetto sul comune di Milano. Prendendo in considerazione alcuni terreni inutilizzati e abbandonati della città, precisamente nel quartiere Barona, con soli 10 appezzamenti ha messo le redini ad un progetto che invece ora conta più di 180 terreni. E la lista d’attesa è veramente lunga considerando il gran numero di famiglie richiedenti. Il costo dell’affitto è di 1€ al giorno per l’intera famiglia. A tal proposito vi segnaliamo un sito web chiamato Agricity dove è possibile consultare tutti gli orti urbani di Milano, con relative schede informative e progetti dettagliati. Cambiare si può, basta iniziare!

Anita Atzori