19 Luglio 2025   •   Snap Italy

Interessi del prestito: come calcolarli e perché è fondamentale conoscerli prima di firmare

Quando si valuta la richiesta di un prestito, l’attenzione del consumatore è quasi sempre catturata dall’importo della rata mensile.

Questa cifra, che rappresenta l’esborso periodico, è senza dubbio un dato importante per valutarne la sostenibilità nel proprio bilancio. Tuttavia, focalizzarsi unicamente sulla rata può essere fuorviante, perché non rivela il costo reale e totale del finanziamento. Il vero costo di un prestito, infatti, si nasconde negli interessi, ovvero il “prezzo” che si paga per avere a disposizione una somma di denaro per un determinato periodo di tempo.

Per questo motivo, comprendere i meccanismi che governano il calcolo interessi del prestito è l’unico modo per essere consapevole delle proprie scelte finanziarie, confrontare correttamente le offerte e scegliere la soluzione più vantaggiosa nel lungo periodo.

TAN e TAEG

Per capire come si generano gli interessi, è necessario conoscere due indicatori fondamentali: il TAN e il TAEG.

Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso di interesse “puro”, la percentuale che viene applicata al capitale residuo del prestito per calcolare la quota di interessi da corrispondere in ogni rata. È un valore espresso su base annua, ma il suo impatto viene distribuito sulle singole rate mensili. Sebbene sia il tasso da cui parte ogni calcolo, il TAN da solo non è sufficiente per valutare la convenienza di un’offerta, poiché non include tutte le altre spese legate al finanziamento. Lo si può immaginare come il prezzo di un prodotto senza le spese di spedizione o gli oneri accessori: è un dato importante, ma parziale.

L’indicatore più veritiero e completo è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): questa percentuale rappresenta il costo reale e totale del prestito per il cliente, ed è l’unico strumento valido per confrontare diverse proposte di finanziamento. Il TAEG, infatti, include al suo interno non solo il TAN, ma anche tutte le spese accessorie obbligatorie per ottenere il credito: i costi di istruttoria della pratica, le spese di incasso della rata, le imposte di bollo e il costo di eventuali polizze assicurative richieste dalla banca.

Per legge, il TAEG deve essere sempre indicato in modo chiaro nei documenti informativi e nei contratti, proprio per garantire la massima trasparenza. Un corretto calcolo interessi prestito a livello complessivo è quindi riassunto da questo fondamentale indicatore.

Piano di ammortamento alla francese

È utile sapere, inoltre, che la composizione della rata cambia nel tempo secondo un piano di ammortamento, solitamente “alla francese”. Sebbene la rata mensile rimanga costante, la porzione di interessi pagata è molto più alta all’inizio del finanziamento, per poi diminuire progressivamente, mentre la porzione di capitale restituito cresce con il passare dei mesi.

Conoscere questo meccanismo è importante, ad esempio, per valutare la convenienza di un’estinzione anticipata del prestito: nei primi anni si sono pagati prevalentemente interessi, e il capitale residuo da rimborsare potrebbe essere più alto di quanto ci si aspetti.

Fare un’analisi consapevole e completa dei vari fattori

La vera convenienza di un prestito non si misura dalla leggerezza della singola rata, ma dal totale degli interessi e dei costi che si andranno a pagare nell’intero arco del finanziamento. Una rata bassa spalmata su un periodo molto lungo può nascondere un costo totale degli interessi molto più elevato rispetto a un prestito con una rata leggermente più alta ma di durata inferiore. Per questo, un’analisi consapevole, che parta da un calcolo interessi prestito basato sul TAEG e sulla valutazione del montante totale da restituire, è l’unica via per scegliere un finanziamento che sia non solo sostenibile mese per mese, ma genuinamente vantaggioso.