Maraismara
26 Settembre 2019   •   Alice Antonucci

Maraismara: quando la poesia incontra l’oro

«Il suo nome è Mara Bragaglia e il suo brand si chiama Maraismara: crea gioielli che hanno un fascino poetico e che s’intrecciano con la filosofia, la ricerca del bello e l’unicità dettata da scelte etiche e sostenibili»

Maraismara è il nome di un piccolo brand di gioielli che al suo interno contiene il nome della sua creatrice: Mara Bragaglia, studentessa di filosofia che è riuscita a coniugare la sua ricerca poetica del bello con quella dell’amore per i gioielli. Nel 2011 Mara ha trasformato la sua stanza in un laboratorio, ed passata dalla lavorazione dell’ottone a quella dell’argento per poi finire a quella dell’oro. In realtà in principio – ha svelato lei stessa nell’about page del suo sito – furono i cerchietti: le prime ad acquistarli sono state un’allora sconosciuta Chiara Biasi e poi un’altrettanto semisconosciuta Valentina Ferragni, che – pur non conoscendola in prima persona – la spronerà a continuare con l’artigianato.

Una ricerca etica e sostenibile

Le premesse per rimboccarsi le maniche e continuare su questa strada ci sono tutte, e non è un caso se il suo nel 2016 diventa il primo laboratorio orafo italiano autorizzato a lavorare l’Oro Certificato Fairtrade (una qualità realizzata senza sfruttamento e senza violenza, completamente tracciabile). È il primo passo importante verso la continua ricerca di un modo di lavorare con materiali che siano etici e sostenibili, ed è solo l’inizio. Oltre a l’oro Fairtrade ci sono le perle, che Mara si procura durante i suoi viaggi all’estero (alcuni dei quali nelle Filippine) e che provengono tutte da allevamenti sostenibili: ciascuna di esse è un pezzo unico, e pertanto averla indosso la rende già di per sé un talismano – che poi è lo scopo più alto che si prefissa Mara Bragaglia con il suo lavoro.

Maraismara

Credits @Maraismara

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Credits Maraismara

La poetica dietro al lavoro di Mara Bragaglia

I gioielli Maraismara sono immediatamente riconoscibili, e ciascuno di essi è unico: si va dagli orecchini con le perle barocche – che piacerebbero a Vermeer – a quelli finemente lavorati con l’oro Fairtade, e che al loro interno rivelano un verso di Goethe scritto con la calligrafia umile e minuta della loro creatrice, come fosse un piccolo e dolce segreto.

Non si tratta di semplici gioielli artigianali. Quelli di Maraismara nascono con l’esigenza di veicolare un messaggio: “Cerca la bellezza” si legge in una delle incisioni nascoste nei suoi orecchini, o anche “la bellezza è fragile”. Si tratta forse di una ricerca necessaria per trovare la bellezza in un mondo che oggi, sempre di più, punta a vendere in serie massimizzando la produzione, l’acquisto, alienandoci da quello che vorremmo dover trovare in un oggetto o, per l’appunto, un talismano. Nelle perle e nelle pietre preziose Mara cerca l’imperfezione: spesso è proprio quella a rendere unico un oggetto e a far sì che esso sia così speciale. Dostoevskij diceva che “la bellezza salverà il mondo”: fuor di dubbio che Maraismara, a sua modo, lo stia già facendo.

Foto Copertina: sito ufficiale Maraismara

Alice Antonucci