Lo Chiamavano Jeeg Robot
27 Aprile 2016   •   Snap Italy

Lo Chiamavano Jeeg Robot: sold out all’Ex Dogana di Roma

«Grande evento all’Ex Dogana di Roma per Lo Chiamavano Jeeg Robot, il film rivelazione dell’anno. A festeggiare il cast al completo ed una folla di quasi tremila persone»

Se un anno fa avessero detto a Mainetti&Co che il loro film avrebbe vinto sette  David di Donatello e fatto quasi 4 milioni di spettatori al botteghino, probabilmente si sarebbero messi a ridere. Ma ancora di più avrebbero riso se qualcuno gli avesse detto che un giorno avrebbero avuto tremila persone urlanti ad acclamarli sotto ad un balcone. Cose che manco ad Hollywood.
Ma d’altronde Lo Chiamavano Jeeg Robot non sembra un film italiano, o meglio, non sembra vero che sia stato fatto in Italia. Trionfatore ai David di Donatello (ecco qui tutti i vincitori), acclamato da pubblico e critica, Lo Chiamavano Jeeg Robot è il primo film italiano sui supereroi ed il primo film che dimostra che in Italia un altro cinema è possibile. Una speranza che sembra animare non solo la critica ma anche il grande pubblico, che ha premiato e continua a premiare Mainetti e il suo supereroe di Tor Bella Monaca.

Jeeg Robot David di Donatello

Talmente grande il successo che la Lucky Red ha deciso di reinserirlo nella programmazione delle sale italiane a partire dal 21 aprile, per dare la possibilità a tutti di vederlo o di rivederlo sul grande schermo.
Quale miglior modo allora per celebrare questo successo se non con un grande evento proprio per noi fan? Il 25 aprile, all’Ex Dogana nel quartiere San Lorenzo di Roma, si è tenuto infatti l’evento ufficiale dedicato al film (qui il link Facebook), una festa che ha attirato una folla immensa e che ha visto partecipi il regista ed il cast al completo, in una cornice fatta di dibattiti, proiezione di clip inedite, jam session, mostra delle fanarts, esposizione dei costumi originali e dj set di fine serata.
Noi di SnapItaly eravamo lì e vi raccontiamo come è andata.

Lo Chiamavano Jeeg Robot banner

Dopo la festa di Non essere cattivo dello scorso gennaio, l’Ex Dogana di Roma a Scalo San Lorenzo diventa nuovamente il centro del cinema romano ed organizza un evento per celebrare sì il film, ma anche coloro che il film lo hanno amato e che non ne hanno ancora abbastanza. Ecco quindi che i padiglioni si trasformano in una sorta di museo, con l’esposizione dei costumi di scena dei protagonisti, la poltrona simbolo del film, la possibilità di acquistare il merchandising ufficiale ed una selezione delle dieci migliori fanarts inviate dal pubblico e pubblicate sui vari profili social del film.

L’attrazione principale della serata, l’incontro e il dibattito col cast, è previsto alle ore 21:00, ma come spesso succede problemi tecnici e non comportano un ritardo e nel frattempo il cortile dell’Ex Dogana, addobbato per l’occasione con gigantografie del film, il grande murales realizzato da Flavio Solo (cliccate qui per il video della realizzazione), ed un grande maxischermo sul quale vengono proiettate interviste e clip esclusive del film, lentamente si riempie.

Sono le 22:00, ancora non si vede nessuno e la gente inizia a spazientirsi: gli organizzatori devono ancora far entrare tutti coloro che hanno acquistato il biglietto in prevendita e la fila non accenna a finire. Infatti all’entrata è il caos totale, con una fila talmente lunga che arriva fino a Porta Maggiore: e pensare che l’evento è sold out e sono ammessi solo i possessori di biglietto. Centinaia e centinaia di fan da tutta Roma hanno invaso il quartiere San Lorenzo per quest’evento e come al solito non sono mancate le polemiche. Come già era successo per l’evento organizzato per il film di Claudio Caligari, anche questa volta l’organizzazione sembra non aver preventivato la folla che invece si è presentata: pochi posti a sedere, nessun percorso ed uscita di sicurezza, attesa infinita sia ai cancelli che nel cortile esterno, con pericolo reale di restare schiacciati. Siamo alle solite verrebbe da dire visto che organizzare eventi per un grande pubblico non è proprio la nostra specialità, ed anche se gli organizzatori hanno rassicurato che ci sarà una replica il 7 maggio, questo non ha aiutato a calmare le polemiche che si sono scatenate sui social.

Però ci sono volte in cui vale davvero la pena aspettare, semplicemente perchè anche già l’attesa ti fa sentire parte di un evento particolare, un qualcosa di cui andare fieri. E Lo Chiamavano Jeeg Robot è una di quelle cose di cui andare fieri ed il cui fenomeno ha generato un tale senso di affiliazione che ormai non si parla più di pubblico da una parte ed attori e creatori dall’altra, ma di una vera e propria famiglia. Quindi nonostante si siano fatti attendere, alla fine eccoli lì sul palco pronti al bagno di folla: Gabriele Mainetti, Claudio Santamaria e Luca Marinelli, intervistati da Gabriele Niola, scherzano col pubblico, parlano della serata dei David, delle speranze per il futuro di questo film, della sua genesi e dell’impatto che ha avuto sul pubblico. La gente si accalca sotto il palco ed urla “voce voce!” perchè a quanto pare l’impianto audio non funziona bene: Mainetti&Co iniziano così a giocare col pubblico ma senza mai spazientirsi, coinvolgendolo proprio come se stessero parlando con conoscenti ed amici più che con un pubblico pagante, in un’atmosfera informale e goliardica. Oltre al regista ed ai due attori principali, salgono sul palco anche gli sceneggiatori Nicola Guaglione e Roberto Marchionni, insieme al resto del cast, dalla banda dello Zingaro al completo fino ad Antonia Truppo, interprete della camorrista Nunzia Lo Cosimo e vincitrice del David come Miglior Attrice Non Protagonista.

Ad un certo punto dal pubblico si fanno largo tre cosplayer vestiti da Lo Zingaro, Enzo e perfino da Bancomat: eh si, perchè come detto durante la serata, Lo Chiamavano Jeeg Robot è l’unico film ad aver vinto i David di Donatello ed avere anche i cosplayer”. Il siparietto sul palco è esilarante e ciò che colpisce è il senso di felicità che pervade sia i cosplayer che gli attori, con un Luca Marinelli che scherza col suo alter ego ammettendo di aver preso spunto da lui per la costruzione del suo personaggio e con quest’ultimo che dichiara felice ed urlante al microfono “Noi quanno semo usciti dar cinema eravamo proprio felici!” E’ evidente che quello a cui stiamo assistendo è la realtà di un successo palpabile e totale soprattutto nell’immaginario di noi spettatori.

Dopo il dibattito si passa al piatto forte della serata: Marinelli e Santamaria, accompagnati alla chitarra da Mainetti e alla tastiera dal maestro Michele Braga, si esibiscono in una jam session improvvisata della colonna sonora del film. Prima il pezzo intramontabile di Anna Oxa “Un’emozione da poco” che nel film viene cantata dallo Zingaro in una scena memorabile che è già cult, poi la versione acustica della sigla di Jeeg Robot ed infine dulcis in fundo Stefano Tesei, che nel film interpreta il Biondo, per intenderci quello che nella scena della macchina è l’unico a non cantare, decide di togliersi la soddisfazione e trascina dietro tutti cantando a sciarciagola “Non sono una signora” della Bertè, altro pezzo cantato nel film. Il pubblico è in delirio e la folla urlante canta con un’unica voce, come se stesse ad un concerto vero e proprio e non ad una live improvvisata.

Ecco i video delle performance

E con queste strambe e scatenate esibizioni si conclude qui la serata col cast, che velocemente si sposta dentro seguito dalla folla che si accalca all’ingresso della main room. L’evento però non finisce qui e prosegue al cocktail bar, dove si va col dj set a cura di Any Given Monday (altro partner della serata). I padiglioni prima vuoti ora si riempiono di gente intenta a scattarsi foto sulla poltrona o vicino ai costumi e per continuare la serata in attesa dell’ospite finale, Alessia in persona, ovvero Ilenia Pastorelli, che sempre nella main room terrà il dj set conclusivo.

E la serata finisce qui. Forse qualcosa poteva essere gestita meglio, ma se è questo il prezzo da pagare per avere più serate celebrative del genere, e soprattutto più film del genere, allora è un prezzo molto basso. Lo Chiamavano Jeeg Robot è una cometa fiammeggiante che ha finalmente illuminato l’oscurità in cui versava il cinema italiano ed inevitabilmente ci si interroga su cosa succederà ora. Lo stesso regista alla domanda su un ipotetico sequel si appella al pubblico, che per alzata di mano preferisce che si continui, che ci si fermi ad un solo film o che addirittura sul supereroe romano ci si faccia una serie tv.
Una cosa è certa: per dirla con le parole di Gabriele Mainetti “Lo Chiamavano Jeeg Robot ha fatto il botto” e sono serate come questa a dimostrarlo.

Serafina Pallante