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27 Luglio 2018   •   Giulia Pepe

Ivrea città industriale del XX secolo: il nuovo sito UNESCO in Italia

«Ivrea è entrata a far parte del patrimonio UNESCO il 1° luglio 2018. La sua storia millenaria, le sue tradizioni secolari aggiunte all’industrializzazione che l’ha contraddistinta nel XX secolo hanno reso la città un’eccellenza del nostro Paese»

Ivrea (sito istituzionale) è una città piemontese bagnata dalla Dora Baltea fondata nel V secolo a.C. da un antico popolo celtico. La sua storia è antichissima, ma si dovrà aspettare il XX secolo perchè il suo nuome abbia risonanza mondiale, cosa che le farà guadagnare l’entrata nel patrimonio dell’umanità.

Il nome di questa città è legato ad un famoso cognome: Olivetti. Ascoltandolo a tutti noi verrà in mente la macchina per scrivere Olivetti. Quasta famosa azienda produttrice di macchine per scrivere, da calcolo e, in tempi più recenti, di strumenti informatici, nasce ad Ivrea nel 1908 per volontà di Camillo Olivetti. La massima espansione dell’azienda a livello mondiale avverrà negli sessanta, quando in moltissimi uffici pubblici come poste, banche e uffici utilizzavano macchine contabili, fatturatrici, e macchine da calcolo di produzione Olivetti.

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Per volontà di Adriano Olivetti, tra gli anni ’30 la fine degli anni ’50, ci saranno una serie di ampliamenti sotto la guida di famosi architetti italiani. Si passò così dall’unico edificio originario (“la fabbrica in mattoni rossi”) ad un complesso di strutture che si sviluppano lungo tutta via Jervis. Già alla fine degli anni ’30 le officine Olivetti rappresentavano uno dei migliori esempi di architettura inustriale in Europa.

Comunque la ragione che ha reso Ivrea città industriale del XX secolo non è meramente “architettonica”.  L’importanza del complesso industriale consiste nel fatto che il progetto riesce perfettamente ad integrarsi con la città presistente. Rappresenta inoltre un tipo di visione del lavoro del tutto innovativa che unisce agli obiettivi aziendali anche l’attenzione per i dipendenti. Infatti il complesso Olivetti conta ben 27 edifici che si differenziano in fabbriche, uffici, edifici dedicati a servizi sociali e a residenze per i dipendenti.

Il valore architettonico delle officine Olivetti ha portato nel 2001 alla costituzione di un Museo a cielo aperto di architettura moderna.

Ivrea oltre ad essere un eccellente esempio di industrializzazione si distingue anche per altri numerosi luoghi di interesse e per alcuni eventi.

  • Il Castello di Ivrea

Fu costruito nel 1358 per volere di Amedeo VI di Savoia per scopi difensivi. Si trova sulla parte alta della città e  la sua imponenza unita alle sue quattro torri dominano il panorama della città. Il Castello, che Carducci chiamava “dalle rossi torri”, all’epoca era la sede del potere politico e di quello religioso, mentre dal 1750 al 1970 ospitò un carcere ed è proprio in questo periodo che perse gli arredamenti interni e quindi il suo antico splendore. Dal 2017 è di proprietà del comune che ha avviato un progetto di riqualificazione.

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  • Architettura religiosa

Sotto questo punto di vista Ivrea è molto ricca. Sempre sulla parte alta della città, poco lontano dal Castello, si trova il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta. La facciata odierna, in stile neoclassico, è semplicemente stupenda. Sebbene questa risalga al 1854, la storia del Duomo ha radici ben più antiche! In quel luogo era presente già dal I secolo un tempio  che venne trasformato poi in una chiesa cristiana tra il IV e il V secolo. Nel corso dei secoli subì molte modifiche sia all’esterno che all’interno. Il Duomo contiene vari tesori, tra cui una cripta finemente affrescata in cui si trova un sargofago di epoca romana che conserva le spoglie del compatrono di Ivrea.

Altro esempio di architettura religiosa è il Campanile di Santo Stefano che è tutto ciò che rimane di un grande complesso abbaziale benedettino costruito nel 1044. Sebbene sia tutto ciò che che resta dell’ampio complesso, questa torre campanaria di sei piani è tutt’ora il simbolo del potere abbaziale di Ivrea in epoca medievale.

Numerosi sono ancora gli esempi di architettura cattolica, tra i quali ricordiamo la Chiesa di San Gaudenzio in stile berocco, la Chiesa di Sant’Ulderico (costruita subito dopo il 933) e quella quattrocentesca di San Bernardino, che ospita il ciclo pittorico della Vita e della Passione di Cristo realizzato da Gian Martino Spanzotti sul muro divisorio della chiesa. Quest’opera rappresenta una delle più alte espressioni del Rinascimento piemontese.

Dopo tutti questi esempi di architettura religiosa, uniti ad altri che Ivrea offre, del tutto inaspettata giunge la Sinagoga (1870). La sua facciata totalmente anonima si mimetizza nel contesto urbano. Il suo interno al contrario è decorato in maniera attenta e raffinata da colonne con capiteli in stile ionico, marmi, dipinti e vetri colorati. La sinagoga conserva ancora gli arredi originali e ha  l’allestimento tipico dei luoghi di culto ebraici, come le panche disposte in pisizione parallela per gli uomini, il matronato per le donne, la tevà, da cui si leggevano le sacre scritture,  in legno di noce scuro, e l’aròn, armadio sacro in si conservano i Rotoli della Torà, in legno finemente cesellato con simbologie della religione ebraica, dorato e dipinto.

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interno della Sinagoga

  • Lo storico Carnevale di Ivrea

Visitate Ivrea nel periodo del Carnevale e godetevi un evento unico! Il Carnevale di Ivrea è infatti è il più antico Carnevale Storico d’Italia e rievoca degli eventi storici realmente accaduti. In questi giorni si rivive la rivolta del popolo contro il Marchese di Monferrato che dominava la città. L’uomo venne ucciso da Violetta, figlia di un mugnaio, si ribellò ius primae noctis imposto alle cittadine. Da lì l’intera città si ribellò contro il potere.

Da vedere è il Corteo Storico che rappresenta appunto la vicenda. L’eroina del corteo è la Vezzosa Mugnaia (Violetta), accompagnata dal Generale (di origine napoleonica che guida lo Stato Maggiore), altri personaggi sono il Sostituto Gran Cancelliere (il custode della tradizione), i giovani Abbà, uno per ognuno dei cinque rioni e il Podestà che rappresenta il potere cittadino. Tutto ciò è animato da pifferie e tamburi. Interessante e curiosa è la Battaglia delle Arancie, che vede il popolo e l’esercito del feudatario combattere solo con le arance. Il carnevale è un evento unico e indimenticabile che viene vissuto da tutti i cittadini che dal Giovedì Grasso indossano il berretto frigio, un cappello rosso a forma di calza che rappresenta la partecipazione alla rivolta per la conquista della libertà.

Dopo aver visitato Ivrea rimarrete sicuramente entusiasti di ciò che avete visto, ma sarete ancora più sorpresi da come un’unica città possa integrare in maniera così naturale modernità e tecnologia con storia millenaria e tradizioni secolari.

Giulia Pepe