Film in maschera
28 Febbraio 2019   •   Argia Renda

Film in maschera, ecco le scene da ricordare

«I film in maschera sono la conclusione perfetta per il vostro carnevale: davanti alla tv con una bella scorta di pop corn a farvi compagnia. Ecco alcune delle scene più belle mai girate»

Cercate un film in maschera ma non sapete dove trovarlo? Niente paura: per tutti quelli che ancora non si sono ripresi dai festeggiamenti per San Valentino e hanno voglia di restare a casa in tranquillità, ho quello che fa al caso vostro. La festa più colorata dell’anno ricorre molto spesso al cinema o in tv, tanti film negli anni ci hanno mostrato travestimenti, veglioni, carri allegorici e molto altro ancora. Ecco alcune delle scene più belle dedicate al Carnevale.

La pazza gioia

Tra i primi film in maschera vi segnaliamo La pazza gioia di Paolo Virzì, uscito nelle sale nel 2016; la storia è quella di Villa Biondi, nei dintorni di Pistoia, una comunità per donne affette da disturbi mentali. Qui si incontrano Beatrice, una donna che si atteggia a gran signora finita lì come per caso, e Donatella, una giovane introversa e diffidente.

Le due donne stringono un’inaspettata amicizia, che spinge i responsabili a sceglierle per un programma rieducativo di lavoro in un vivaio della zona. La scena in questione è quella nella quale troviamo le due fuggitive, interpretate da Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, a passeggio tra i Carri di Viareggio. Il film ha vinto cinque David di Donatello, cinque Nastri d’Argento, un Globo d’Oro e tre Ciak d’Oro.

Casanova

Facendo un passo indietro, al tempo di Federico Fellini, tra i film in maschera troviamo questo del 1976; la storia si apre a Venezia, dove si celebra, in presenza del doge, l’apertura del carnevale con il volo dell’angelo e il tentativo di far emergere dal Canal Grande una gigantesca effigie del capo della dea Luna.

L’operazione fallisce con la caduta del busto nell’acqua, segno di cattivo auspicio. Al di fuori del tripudio carnevalesco, Giacomo Casanova riceve una lettera con l’invito di suor Maddalena a recarsi presso la villetta dell’ambasciatore francese a Venezia, all’interno della quale i due amanti si esibiscono in una sorta di danza rituale caratterizzata da una coreografia abbastanza complessa. Il film vinse un Premio Oscar per i Migliori Costumi, firmati da Danilo Donati, oltre che un David di Donatello e due Nastri d’Argento.

Il carnevale di Venezia

Concludiamo con un film in maschera ancora meno recente, diretto da Giuseppe Adami e Giacomo Gentilomo. La pellicola risale al 1939 e racconta la storia di Tonina, una fanciulla che lavora alla manifattura dei tabacchi e che studia canto al conservatorio. A cambiargli la vita l’incontro con il conte di Sagredo, di cui Tonina si innamora perdutamente.

La mamma, ex grande cantante lirica, e il babbo, compositore di musica e direttore d’orchestra, vorrebbero farne un’artista del canto. La scena in questione arriva nel momento in cui il conte, a conoscenza dei progetti dei genitori di Tonina, propone di far cantare la ragazza durante il Carnevale di Venezia alla radio. Al momento della trasmissione, però, la fanciulla viene presa da panico: sarà la madre a sostituirsi a lei per evitarle una cattiva figura e ottenere un grandissimo successo che va ovviamente alla figlia, con i complimenti e una richiesta di matrimonio.

Argia Renda