città accessibili
28 Gennaio 2020   •   Snap Italy

Città accessibili: l’Italia per tutti in 3 città simbolo

«Nonostante la lista delle cose da fare sia ancora lunghissima, sta aumentando il numero delle città accessibili in Italia. A questo proposito eccone 3 che meglio hanno mostrato attenzione e sensibilità verso un tema molto delicato.»

Sì, per fortuna anche l’Italia si sta muovendo nell’abbattimento di barriere architettoniche, potendo mostrare con orgoglio un numero sempre crescente di città accessibili a tutti. Certamente di cose da fare ne restano ancora tantissime, ma qualcosa inizia a muoversi e di questo non possiamo che esserne felicissimi. Del resto, almeno fino a qualche anno fa, il Belpaese era rimasto un po’ indietro nella gestione di un tema così delicato, ma negli ultimi anni qualcosa si è mosso, facendoci intravedere la luce in fondo del tunnel. In effetti, nonostante tempistiche ancora un filo troppo lunghe, sono stati istituti diversi fondi da destinare a chi ha voglia e necessità di realizzare un ambiente accessibile a tutti, tramutati appunto in contributi e agevolazioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Creare un ambiente sereno e sicuro, infatti, migliora la qualità della vita, concedendo un minimo di autonomia ad anziani e disabili, vittime spesso di cadute, problemi di deambulazione e, nella peggiore delle ipotesi, traumi fisici anche piuttosto gravi. Per questo motivo diversi privati e alcuni esercizi pubblici hanno iniziato a tutelarsi con montascale, rampe modulari e bagni dedicati ad anziani e disabili, spinti dalla necessità di offrire un servizio migliore a se stessi e agli altri, senza dimenticare un più che giusto riconoscimento dal punto di vista strettamente economico. In quest’ottica, con l’obiettivo di avere anche in Italia sempre più città accessibili, il 15/02/2018 è stato sancito il rifinanziamento del fondo nazionale previsto dalla Legge n. 13/1989 per un importo pari a 180 milioni da suddividere in quattro anni. Una cifra senz’altro molto importante, destinata come anticipata a contributi e agevolazioni da fornire nei confronti di chi si adopera per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati.

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Regioni (non sempre) all’avanguardia

Questi 180 milioni, a seguito di uno studio effettuato dal Ministero dell’Infrastrutture, sono stati suddivisi in base alle richieste di sovvenzione rimaste inevase fino al 2017. Ovviamente maggiore è l’arretrato, maggiore è stata poi la cifra destinata alla regione. Scorrendo la lista colpiscono sicuramente moltissimo gli oltre 20 milioni destinati ciascuno ad Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Lombardia, regioni non sempre all’avanguardia nonostante la presenza di molte città accessibili, autentico fiore all’occhiello tanto in Italia quanto nel resto d’Europa. Fanno riflettere anche gli oltre 10 milioni destinati a Basilicata e Campania, mentre meritano un approfondimento Friuli, Valle d’Aosta e Calabria per cui non è stata destinata cifra alcuna in quanto in grado di finanziare i progetti con risorse proprie. Un traguardo importante che, come sottolineato in precedenza, mostra come l’attenzione a riguardo sia sempre crescente.

Come accedere ai contributi?

Prima di portarvi alla scoperta di 3 tra le città più accessibili d’Italia è giusto fare un piccolo approfondimento sulle modalità grazie alle quali si può accedere a questi contributi e agevolazioni. Per prima cosa è di fondamentale importanza che in anticipo rispetto all’inizio dei lavori sia presentato al Comune in cui si trova l’immobile il preventivo dettagliato di spesa. In seconda battuta, per entrare in possesso di questi fondi, il richiedente deve ovviamente rispettare alcuni requisiti di legge. Più nello specifico:

  • essere disabile e/o portatore di menomazioni permanente;
  • avere a carico una persona con gli handicap sopramenzionati;
  • abitare in un condominio dove risiedono persone riconducibili alle categorie menzionate in precedenza;
  • essere un istituto riconosciuto all’assistenza di persone con disabilità.

 

Città accessibili: tra tutte spicca Milano

Già premiata nel 2016 nell’ambito dell’Access City Award, una delle città italiane più accessibili è senz’altro Milano, al netto di alcune problematiche e critiche mosse nei confronti della città meneghina. Tuttavia è bene ricordare come questo premio venga assegnato dalla Commissione Europea e dallo European Disability Forum sulla base delle politiche e delle pratiche effettivamente messe in atto al fine di ridurre ed eliminare le barriere architettoniche. Quindi, pur riconoscendone alcune limiti, la Commissione Europea ha deciso di premiare l’impegno messo dall’amministrazione nel cercare di risolvere un problema da non sottovalutare assolutamente.

Non solo: essendo Milano una città turistica molto amata, oltre a mettere a disposizione molti servizi e strutture socio-sanitarie di primo livello, ha pensato di fornire un portale specializzato per visitare la città nel miglior modo possibile. Milanopertutti.it, in effetti, non è pensato solamente per turisti affetti da disabilità: navigando il sito, al contrario, si trovano informazioni che aiutano esercenti e cittadini a migliorare l’esperienza nella città di persone e turisti con problemi di disabilità.

Belluno per tutti

Molto attenta al tema dell’accessibilità e della disabilità anche Belluno, che pur essendo una città da sempre all’avanguardia in molti campi, era poco accessibile alle carrozzine e nei confronti di persone affette da disabilità. Tuttavia, grazie all’attivazione del PEBA (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) e grazie al supporto delle associazioni che si occupano dei diritti delle persone disabili, la situazione è migliorata sensibilmente, portando Belluno ad essere una delle città più accessibili d’Italia e d’Europa. A testimoniarlo anche una speciale classifica stilata dall’Anmil (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro) che su un massimo di 10 ha valutato Belluno con 7,5 punti confermando così l’ottimo lavoro svolto dalle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni.

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Siracusa, la perla del Sud

In un Sud ancora molto arretrato c’è poi una splendida eccezione: Siracusa. Parliamo, infatti, di una città vivibile, aperta a tutti, che per la sua accessibilità è stata premiata dalla stessa Anmil con il primo posto (8 punti su 10) al pari della già citata Torino, di Cremona e di Ferrara, di cui vi avevamo parlato nello specifico in un altro approfondimento. Tornando a Siracusa da sottolineare l’attenzione della città affinché ai visitatori sia riservata un’accoglienza di elevato profilo. Dalle spiagge a molte altre attrattive offerte dalla città, l’obiettivo comune è il superamento di qualsiasi ostacolo, facendo di Siracusa una vera e propria perla di tutto il Sud Italia.