Formaggi italiani: ecco i 5 più famosi (e invidiati) al mondo

formaggi italiani

3 gennaio 2018 • Enogastronomia • Di: • Visto: 136

«I formaggi italiani sono tra i più amati anche all’estero. Ecco le storie più belle che abbiamo da raccontare su queste specialità Made in Italy»

I formaggi italiani sono moltissimi e molti di questi rientrano fra i più venduti (e invidiati) al mondo. La nostra produzione casearia è molto ampia e racchiude al suo interno anni di storia, di tradizione e di impiego di materie e sistemi produttivi unici. Oggi vi racconteremo aneddoti, storie e curiosità sul mondo del formaggio made in Italy, dal formaggio stagionato a quello a pasta molle. In particolare, ci soffermeremo su una top five di formaggi DOP e IGP che, da sempre, tengono alto l’orgoglio culinario italiano nel mondo. Iniziamo subito.

Tipi di formaggi italiani: quanti ne esistono?

Prima di raccontarti qualcosa in più sui 5 formaggi che abbiamo inserito nella nostra top five, rispondiamo ad una delle curiosità più diffuse in questo campo: quanti tipi di formaggio esistono?

Partiamo dalle origini: il termine formaggio deriva dal latino medioevale caseum formaticum, locuzione che indicava il cacio messo in forma. Quella del formaggio è una tradizione antichissima nel nostro Paese, che deriva dal latte di diverse specie animali, attraverso la coagulazione della caseina. Il processo di coagulazione del latte viene facilitato da enzimi batterici, vegetali e il caglio, una sostanza che deriva dallo stomaco di vitelli, capretti e agnelli. Dalla “cagliata” si possono ottenere diverse tipologie di formaggi. Per semplificare, una delle classificazioni più impiegate prende in esame la consistenza della pasta, in base alla quale identifichiamo:

  • Formaggi a pasta molle
  • Formaggi a pasta semidura
  • Formaggi a pasta dura

Per fare qualche esempio, tra i formaggi a pasta molle italiani identifichiamo il Gorgonzola dolce e lo Squacquerone di Romagna; tra quelli a pasta semidura collochiamo  l’Asiago, il Caciocavallo e la Fontina e tra quelli a pasta dura il Pecorino e il Parmigiano Reggiano.

Classificare i formaggi italiani per regione sarebbe un’impresa titanica, ma per rispondere alla nostra domanda iniziale, basta pensare che la stima dei soli formaggi DOP si aggira intorno alle 50 specialità. Contando anche gli IGP, i PAT e i formaggi non registrati, in Italia produciamo circa 400 tipi di questo prodotto caseario.

Vediamo ora qualche aneddoto in più su cinque formaggi italiani famosi in tutto il mondo.

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Formaggio di Fossa di Sogliano DOP

Tra le eccellenze culinarie dell’Emilia Romagna, il formaggio di Fossa di Sogliano è una delle specialità più amate nella nostra Penisola. Pur essendo originario di Sogliano al Rubicone (FC), viene prodotto anche a Talamello (RN) e Sant’Agata Feltria (RN). Ma qual è la particolarità di questo formaggio? Si chiama “di fossa” proprio perché viene stagionato per tre mesi in tipiche fosse di forma ovale, scavate nella roccia. L’impiego della fossa di tufo, di cui si hanno tracce già nel 1497, aveva una duplice funzione: in autunno serviva a conservare il formaggio e negli altri periodi dell’anno serviva ad immagazzinare il grano per preservarlo dalle razzie dei soldati.

Gorgonzola DOP

Se volete conoscere i formaggi italiani dalla A alla Z, non puoi ignorare il Gorgonzola DOP. Si tratta di un formaggio prodotto nella provincia di Milano di tipo erborinato, che prende il nome dall’omonima cittadina produttrice. Le origini di questo formaggio sono tutt’ora molto discusse. Da alcune ricostruzioni, sembra che le prime tracce del Gorgonzola risalgano al XV secolo, proprio nella cittadina omonima.

La leggenda narra che un mandriano, arrivato a Gorgonzola, lasciò in un recipiente del latte cagliato; in una sosta successiva, essendo sprovvisto degli utensili necessari per la lavorazione del latte, aggiunse alla prima cagliata un’altra cagliata. Dopo diversi giorni si accorse di aver ottenuto un formaggio con delle venature verdi molto appetitoso per la mescolanza della cagliata fredda della sera con la cagliata tiepida del mattino. Da qui si sviluppa il Gorgonzola (quasi) come lo conosciamo oggi, tanto che nell’Ottocento ebbe una rapida diffusione fuori dai confini nazionali, fino ad arrivare in Inghilterra.

gorgonzola

Casu Frazigu

Veniamo ora ad un formaggio davvero molto particolare, che tutti i sardi conosceranno molto bene: il Casu frazigu o casu marzu, a seconda delle zone in cui vi troverete a mangiarlo. Si tratta di formaggio pecorino, o meglio caprino, sottoposto all’azione delle larve della mosca casearia, le cui uova si nutrono cibandosi della forma stessa e sviluppandosi al suo interno.

Il sapore è molto particolare, ma sicuramente da provare per assaporare qualcosa di diverso dal solito. Il casu frazigu, nonostante la sua “stranezza”, non è l’unico tra i formaggi italiani a subire una lavorazione con le mosche casearie: ne sono esempi il casu puntu salentino e il salterello friulano.

Parmigiano Reggiano DOP

Ecco il vero re dei formaggi nazionali: il Parmigiano Reggiano. Tra i più amati ed esportati al mondo, il Parmigiano Reggiano ha origini nel Medioevo: ne parla anche Boccaccio nel Decameron, il che porta a pensare che abbia avuto origine ancora prima. Storicamente la culla del Parmigiano Reggiano fu nel XII secolo. I primi caselli apparvero accanto ai grandi monasteri e ai castelli: si trattava di piccoli edifici a pianta quadrata o poligonale dove avveniva la lavorazione del latte.

Ad oggi questo formaggio viene prodotto nelle province di Parma, Reggio nell’Emilia e Modena, toccando anche parte delle province di Bologna e Mantova. Al Parmigiano Reggiano è dedicato anche un museo, sito all’interno della Corte Castellazzi a Soragna, in provincia di Parma. Un curioso primato? Il Parmigiano Reggiano è il formaggio italiano più contraffatto al mondo, spesso etichettato con il nome parmesan.

Pecorino Rosso

Concludiamo il nostro viaggio alla scoperta dei formaggi italiani con un classico siciliano: il Pecorino Rosso. Questo formaggio ha una caratteristica unica, da cui deriva anche il suo nome: durante la stagionatura, oltre che con l’olio di oliva, il formaggio viene strofinato anche con il sugo di pomodoro, che gli conferisce il tipico colore rosso. Questa lavorazione si manifesta solo nel Pecorino tipicamente prodotto in Sicilia, anche se l’Italia produce moltissimi pecorini, spesso aromatizzati con peperoncino.

A proposito di pecorini, ti lasciamo con una curiosità sul Pecorino Romano: sapevi che, nonostante il nome, circa il 90% della sua lavorazione avviene in Sardegna?

Buona degustazione da Snap Italy!

Jessica Simonetti

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