week end in molise
07 Settembre 2018   •   Giulia Pepe

Week end in Molise: idee per un fine settimana da sogno

«Un week end in Molise potrebbe essere una buona idea per trascorrere un fine settimana di settembre fuori casa»

Sappiamo che il ritorno dalle ferie è stato duro, per questo vi proponiamo ancora un po’ di svago con un week end in Molise! Il Molise è una piccola regione che custodisce grandi gioielli, scopritele nelle tiepide giornate di settembre.

  • Sabato: Sepino (Campobasso)

Il nostro week end in Molise inizia Sepino, uno dei Borghi più belli d’Italia. Iniziate questo sabato mattina con una ricca colazione perché sarà una giornata intensa! Queste zone vennero occupate dai  Sanniti tra il VI-V sec. a.C., mentre l’attuale borgo nacque nel 882. Cominciamo il nostro giro per Sepino dal centro storico. Di grande valore è la cinta muraria del IX secolo, oggi a causa di altre costruzioni non è più perfettamente visibile ma potete ammirare senza problemi due delle antiche porte e tre torri cilindriche. All’interno delle mura c’è il centro storico, ma prima di arrivare agli altri punti d’interesse che stiamo per descrivervi passeggiate un po’ per i vicoletti semplicemente per  osservare le case, le attività quotidiane del luogo e, perché no, per scambiare quattro chiacchiere con la gente del posto.

Nel centro storico di Sepino si trovano alcuni edifici importanti tra cui il settecentesco palazzo Giacchi e il rinascimentale palazzo Attilio. Vale la pena soffermarsi anche sulle due fontane che il centro storico ospita: la fontana della Canala (XVI sec.) e quella del Mascherone dove è stato ricollocato un mascherone del II secolo d.C.

Infine soffermiamoci sul fulcro religioso della città. La chiesa di Santa Cristina fu eretta a partire dal 1099, quando due pellegrini diretti in Terrasanta portarono qui le reliquie della santa. L’interno della chiesa è ricco di elementi interessanti, quindi entrate. Potete ammirare innanzitutto due altari settecenteschi in marmo, la cappella di San Carlo Borromeo (1737) con al centro una cornice di legno intarsiato e dorato che custodisce reliquiari dell’artigianato napoletano del Cinquecento, il sepolcro del vescovo Attilio (1536). Vale anche la pena soffermarsi sul coro di legno risalente al ’700 e sulla la Cappella Carafa, anche detta “del Tesoro” per gli oggetti preziosi che contiene, a partire dalla porta in noce finemente intagliata dagli artigiani locali (1609). Infine osservate le nicchie che contengono  il busto reliquiario di Santa Cristina  in argento e rame dorato del XVII secolo

A questo punto sarà quasi ora di pranzo, se avete dubbi sulle ordinazioni vi consigliamo di provare qualche piatto tipico come le tagliatelle corte con ceci, fagioli o fave, il coniglio al forno e/o polenta stufata con il ragù.

Nel pomeriggio, per gli appassionati di archeologia consigliamo la visita degli scavi di Saepinum. Come vi abbiamo già detto, questi luoghi vennero popolati in epoche antichissime dai Sanniti, per poi essere conquistate dai romani durante le guerre sannitiche. In questa area archeologica potete osservare ciò che rimane dell’epoca romana. Tra i luoghi d’interesse troviamo il foro, la basilica, Porta Bojano, le terme, il teatro, il Cardo e il Decumano, quindi tutti i punti in cui si concentrava la vita sociale romana. Di particolare fascino sono le venti colonne rimaste dell’antica Basilica. La città era cinta da mura ed era raggiungibile mediante grandi porte d’accesso.

Poco lontano troverete l’Acropoli di Terravecchia importante centro sannitico costruito nel III secolo a. C. (espugnato dai romani nel 293 a.C.) e raggiungibile attraversando il massiccio del Matese.

  • Domenica: Triverno (Campobasso)

La seconda tappa del vostro week end in Molise prevede la visita di Trivento. Il nome di questa cittadina deriva dal fatto che, a causa della sua posizione, è esposta ai venti del dell’est, del sud e del nord. Il borgo si trova arroccato su un colle che si affaccia sulla valle del Trigno. Una particolarità del luogo è la scalinata di San Nicola che conta ben 365 gradini, uno per ogni giorno dell’anno, e porta alla parte alta del Paese. Questa scalinata va salita con calma, girandosi spesso a destra e a sinistra per osservare gli edifici. Troverete case in pietra, o edifici dai colori vivaci, piante e fiori. Tra le tappe obbligatorie c’è  il gradino 175, all’altezza di Via Roma, una strada fatta tutta di scale e il gradino 234 per visitare la piazza che ospita la Cattedrale, il Campanile, la chiesa della SS Trinità e la Curia.

Tra i luoghi che dovete assolutamente visitare ci sono la Cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore in stile barocco che venne edificata sopra il tempio di Diana, dove ora si trova la Cripta di San Casto, e la Chiesa di San Nicola di Bari.

Mi raccomando, non lasciatevi scoraggiare dai 365 gradini, alla fine della scalinata vi aspetterà un panorama stupendo!!

  • Pietracupa (Campobasso)

Terza e purtoppo ultima tappa del nostro week end in Molise. Pietracupa è un paesino di poco più di 200 abitanti nella provincia di Campobasso. Come avrete già notato dal nome la pietra è proprio l’elemento che caratterizza l’intero borgo. Arrivandoci infatti vi troverete davanti una vista davvero suggestivo. Guardando in alto si vede una maestosa roccia dalla quale emergono una chiesa e un campanile, l’atmosfera è tanto particolare che Pietracupa è detta anche la Betlemme molisana.

Un luogo particolare di Pietracupa è la cosiddetta Cripta, una grotta che ha svolto varie funzioni nella storia del paese. Fu inizialmente rifugio per coloro che cercavano di salvarsi dalle invasioni e si recavano qui per pregare, successivamente, ai tempi dell’inquisizione la grotta fu utilizzata come tribunale e come prigione. Più tardi divenne un’abitazione, fino allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, quando assunse il ruolo di rifugio per tutti i cittadini. Oggi la Cripta è di nuovo un luogo di preghiera. Tra le opere più importanti che la grotta custodisce c’è un crocefisso del 1500 senza braccia, un Bambino Gesù di legno d’olivo a grandezza naturale e proveniente da Nazareth e un calice ligneo proveniente da Betlem. L’altare circolare che vedete oggi è composto dal palmento di un vecchio mulino.

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Immagine di copertina: da turismo.it

Giulia Pepe