Valloria
10 ottobre 2018   •   Giulia Pepe

Valloria: un giro per il paese delle porte dipinte

«Valloria è un altro bellissimo borgo ligure che ha una particolarità… quella delle porte dipinte. Scoprite di più su questa interessante tradizione!»

Valloria è la seconda tappa della nostra scoperta dei bellissimi borghi. Ci troviamo di nuovo nella provincia di Imperia, in Liguria. Questa regione, infatti, regala molte “bomboniere” come abbiamo già visto a Bellissimi,  il paese delle mongolfiere di carta. Infatti vi avevamo già raccontato che all’uscita del borgo di Bellissimi c’è il segnale che indica la direzione per Valloria, quindi una volta qui non resta che farci un salto!

  • Un piccolo borgo medioevale immerso nella natura

A chi consigliamo la visita di Valloria? Naturalmente a tutti gli amanti delle piccole realtà italiane! Questo borgo medievale, una frazione del comune di Prelà, conta appena 42 abitanti che vivono nelle case di pietra con l’architrave in legno a vista, che delineano i vicoletti stretti del paese. Altro  valore aggiunto di Valloria è senza dubbio la sua posizione tra gli uliveti e le verdi colline liguri. Il nome Valloria deriva dal latino “Vallis Aurea” che significa valle dell’oro. L’oro qui è stato rappresentato da sempre dall’olio, che ha un colore che tende al dorato.

  • L’arte delle porte dipinte

Devono assolutamente visitare Valloria anche gli appassionati d’arte e gli artisti veri e propri. Questo piccolissimo centro conta infatti ben 159 porte dipinte! Ogni porta è un piccolo capolavoro, un mix di colori e sensazioni che esplodono tra i vicoletti di questo paese.

Grazie all’associazione “Amici di Valloria” (tutte le informazioni) il numero delle porte dipinte aumenta di anno in anno. Con la fantastica iniziativa A Valloria fai baldoria, annualmente tre artisti si riuniscono qui per dipingere una porta “in diretta”. Veder trasformare una comune porta in legno in un’opera d’arte è un evento imperdibile. L’evento però non finisce qui! Il festival prosegue con una deliziosa degustazione di prodotti tipici come ravioli, zemino di fagioli, carne e spiedini alla bracee poi, per finire, dolce della nonna e limoncino, il tutto ovviamente accompagnato da tanta bella musica e allegria.

Grazie a queste iniziative il piccolo borgo di Valloria si è trasformato in un museo a cielo aperto che cresce e si colora sempre di più con il passare del tempo. Oltre questo è bello dare alla porta un nuovo significato, non pensare a una porta che si chiude, ma a una porta che si apre sul mondo. A Valloria ci sono tanti mondi quante porte dipinte, tanti punti di vista e sentimenti quanti sono i pittori che sono passati per quelle strade.

  • Il museo delle cose dimenticate

In un posto tanto particolare non poteva mancare un museo inusuale e interessante. Si sa che le piccole realtà sono scrigni che custodiscono le antiche abitudini, arti e mestieri. Ed è così che l’associazione Amici di Valloria, ha istallato nell’oratorio cinquecentesco di S. Croce il Museo delle cose dimenticate. Qui si può osservare un’affascinante collezione di oggetti che appartenevano alla vita di tutti i giorni e ai mestieri di un tempo.

L’agricoltura fu sempre la base dell’economia locale, infatti ci sono attrezzi di uso contadino relativi alla coltivazione dell’ulivo e alla produzione dell’olio, un aratro primitivo e altri antichi strumenti per macinare il grano in casa, per tostare i ceci, il caffè e per fare il burro. Possiamo trovare anche i vecchi lumi a olio e la «ripercussia», cioè uno strumento a metà tra un pianoforte e un organetto. Molto belle sono anche le tele lavorate a mano dalle donne del luogo.

Tutti queste cose che raccontano il nostro passato  sono state reperite nelle soffitte e nelle cantine di Valloria. A rendere il Museo ancor più suggestivo sono gli arredi, tutti originali! Il Museo delle cose dimenticabili è visitabile solo su prenotazione.

  • Cos’altro vedere ancora?

Entrando a Valloria si vede subito il grande murales “La raccolta delle olive”, un’opera di Mario Carattoli dedicata alla tradizione contadina della valle. Visitate la piazza del paese, quella delle “Tre Fontane”. A lato della piazza vedrete queste tre fontane che si trovano sotto tre archi di diversa grandezza. Partendo da li e seguendo le frecce blu troverete altri luoghi di interesse oltre quelli già segnalati.

Vi consigliamo di visitare la chiesa di San Giuseppe, un bell’esempio di stile barocco, ma ancor più bella è la sua posizione! Eretta su un poggio rialzato offre un panorama stupendo sul Mar Ligure e nelle giornate di sole è possibile intravedere anche la Corsica. Un’altra architettura religiosa è la Chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio. La struttura originaria risale al XV secolo ma venne modificata in stile architettonico barocco dall’artista Angelo Battarello nel 1689. Nell’interno si conserva il polittico della Madonna con i santi Pietro e Paolo, con gli scomparti superiori di san Giovanni Battista, della Pietà e di san Mauro, realizzato nel 1523 da Agostino da Casanova e Stefano Adrechi.

Immerse tra gli ulivi si trovano invece Chiesette campestri di San Mauro e della Madonna del Tuvo. Come sempre la natura regala dei percorsi agli sportivi. Da Valloria si possono infatti intraprendere dei percorsi in mountain bike. Seguendo la segnaletica si possono raggiungere il monte Moro o il monte Faudo. Lungo il percorso si possono notare delle costruzioni rotonde in pietra ricoperte da  lastre di ardesia e terra. Queste strutture sono dette “caselle” ed erano i ricoveri dei pastori.

Immagine di copertina: da kurtkeller.ch

Giulia Pepe