Onartediem
05 Marzo 2016   •   Snap Italy

Onartediem : Arte da indossare, Moda da collezionare

«Dalla pittura alla moda, due forme d’arte si incontrano dando vita a delle creazioni uniche»

Arte è una delle parole chiave con cui una qualsiasi persona identificherebbe l’Italia. E la si può trovare espressa in vario modo, dalla pittura, all’architettura, alla scrittura, alla fotografia, alla musica, alla moda, solo per riportare alcuni esempi. Ma nel momento in cui si riescono a materializzare in un solo oggetto due o più di queste molteplici sfaccettature, lì entra in gioco il genio dell’essere umano, la sua sensibilità rispetto alla vita e al Paese nel quale è nato. Ed è questo che ci dimostra l’artista altrettanto multiforme, Daniela Troina, con le creazioni Onartediem. La sua arte, con il passare degli anni è uscita dal buio delle gallerie, per andare a portare luce e colore nella vita delle persone, nel mondo della moda e, infine, in quello, non meno importante, del Made in Italy.

Noi di Snap Italy l’abbiamo incontrata per voi

Partiamo dal nome che ha già di per sé un grande significato, Onartediem, ce lo può spiegare?
Onartediem vuole includere in sé tutte le possibili componenti di questa arte da indossare nel quotidiano, quindi “Arte” da mettere “On” nel “Diem”, e l’idea di avere la parte della parola italiana, la parte inglese e la parte latina, rende in qualche modo internazionale questo concetto. Dietro la parola c’è questa idea di portare l’arte nella vita di tutti i giorni, avendo cura di realizzare una sorta di performance che possa ravvivare la vita della gente. Al centro della mia arte, in generale, c’è la luce, la comunicatività e il poterla esprimere non solo in momenti sporadici ma nella quotidianità, mi sembrava un bel progetto da condividere con il pubblico.

Lei è anche una nota pittrice, da dove l’idea di entrare nel mondo della moda con le sue stesse creazioni ?
C’è una matrice comune in tutto quello che ho fatto nella mia vita e alla base di tutto c’è il concetto di creatività ed innovazione. Quindi sia la parte della mia vita come ingegnere, sia la parte della mia vita come pittrice, sia quella come creatrice di “arte da indossare”, rispecchia il desiderio di esprimere questa realtà, che per certi versi penso sia tutta italiana. Ora questa espressione può avvenire tramite diversi mezzi, all’interno della galleria o all’aperto nella vita di tutti i giorni. E questa moda, che in realtà è arte da indossare, vuol dire proprio portare fuori dalla galleria la pittura e far sì che possano goderne in tanti, sia quelli che la indossano sia quelli che ne usufruiscono vedendola indossata.

La maggior parte dei suoi capi di abbigliamento hanno un riferimento alla natura, ai colori, perché ?
La natura di per sé è fonte di bellezza ed è, quindi, di per sé l’elemento più naturale a cui aspirarsi. Come artista mi sono cimentata in opere di vario genere, dai ritratti alle incisioni all’astratto puro, dove però, c’è sempre un elemento naturale che ti collega con la realtà e da cui nello stesso tempo si inizia a sognare. Quindi partendo dall’elemento naturale, si può iniziare a sognare attraverso i colori, la luce e attraverso un mondo in cui ti riconosci, senza che questo sia vincolante. E il rapporto tra due persone che guardano un quadro avviene proprio in questi termini, cioè nel momento in cui ciascuno riesca a perdersi in esso, esprimendo in questo modo le proprie emozioni, i propri sentimenti, il proprio essere.

Lei è siciliana, terra del mare, degli agrumi, della natura per eccellenza. Ecco, quanta Sicilia c’è nelle sue creazioni ?
C’è il 100% della Sicilia! Perché è vero che ho viaggiato e fatto molte esperienze sia in Italia che all’estero, però è sempre forte in me l’amore per la mia terra. Anche nel mio libro “Una canzone del mare, frutti di Sicilia”, dove racconto un po’ la mia storia e il rapporto con il mare nelle varie città della Sicilia in cui ho vissuto come Palermo, Catania, Trapani, si legge la passione per la mia terra, per il mare, per la luce, per il colore, per tutto quello che esprime prima di tutto nei paesaggi ma poi anche nelle persone che incontri e che la abitano.

Veniamo al concetto di Made in Italy. I suoi capi rispondono pienamente a questo valore?
I miei capi rappresentano la Sicilia e l’Italia, quindi ci rappresentano, attraverso un’idea della bellezza anche un po’ classica, se vogliamo. Il made in Italy ha un suo significato profondo nel momento in cui si riesce ad identificare ogni passaggio del processo creativo, dalla mente che ha ideato il capo alla mano che lo ha prodotto. Tutto questo evidentemente non può essere considerato nel chiuso del borgo o del paese o della città italiana ma è filtrato attraverso esperienze internazionali, che aiutano molto anche nella crescita professionale. Si mutuano perciò esperienze da tutto il mondo per poi ricondurle però ad un processo produttivo del tutto italiano, di alta qualità, dove conta la professionalità e la competenza. Un processo quindi in cui dietro ad ogni passaggio riconosci competenza, volontà di migliorare, volontà di esprimere le proprie capacità, dove le persone sono riconoscibili attraverso dei segni che mancano in un processo del tutto meccanico. Questo è poi il problema che a volte pone la globalizzazione, che ha effetti positivi, ma anche effetti possiamo dire dispersivi, spaesanti, poco caratterizzanti.

A proposito di Italia, molte sue creazioni hanno come tema città italiane come Roma o Venezia; da dove viene questa scelta ?
Dall’amore per il nostro Paese e dalla volontà di valorizzare e comunicare l’Italia; ho dipinto tantissimi scorci, in particolare della città di Roma, e di conseguenza ho pensato di realizzare questo foulard che ne racchiudesse almeno 12 e che adesso è in esposizione nei bookshop di tutti i Musei Capitolini, come Ara Pacis, Macro, Musei Traianei. Ho affiancato anche in questo caso alla realtà un po’ di astratto, associando colori che potrebbero sembrare inusuali a tratti più architettonici. Inoltre è molto importante per me che quando i miei foulard diventano abiti o top non vengano mai tagliati, deve rimanere l’identità del quadro. Questo perché va rispettata la parte artistica, che prevale rispetto a quella tipicamente legata alla moda.

A settembre 2015 ha partecipato al Festival del Cinema di Venezia. Ci parli di questa esperienza.
Sì, prima, ad aprile 2015, ho partecipato alla premiazione del cortometraggio “Tulipani di seta nera”, in quanto mi era stato chiesto di realizzare un’opera che potesse essere utilizzata per premiare alcuni dei vincitori, del concorso “Il sorriso diverso”, cioè una serie di film o cortometraggi sull’interpretazione della diversità. Ho realizzato un foulard con dei tulipani pieni di luce, a cui è seguito anche uno scialle, che ha spopolato su fb! Poi ho partecipato al Festival del Cinema di Venezia. E a breve tornerò a Venezia, perché la boutique dell’Hotel Excelsior, che ospitava l’evento, mi ha chiesto di dare loro dei foulard da vendere. Perciò metteranno in vendita le mie creazione e questa è un’altra gran bella soddisfazione. Ovviamente la distribuzione deve essere sempre abbastanza selezionata, ma è bene che oltre all’e-commerce ci siano prodotti anche in varie boutiques perché solo toccando con mano si può percepire la qualità del mio prodotto.

Progetti per il futuro ?
Qualche anno fa ho realizzato il progetto “Siamo tutti artisti”, ho registrato questo marchio ed ho iniziato a tenere dei corsi per insegnare a disegnare e a dipingere a chi si ritiene negato. Queste persone in 5 lezioni di due ore l’una, riescono alla fine a realizzare dei bei disegni, mettendo insieme tutta una serie di tecniche in parte mutuate dalla mia esperienza di mentore in azienda, in parte legate alle conoscenze sia dell’accademia che di ingegneria. Ora invece mi sono certificata come Operatore di Turismo Esperenziale, il che è in parte legato a quanto appena detto. Cosa accade? Se ad un turista o non, viene in mente di realizzare una propria rappresentazione di Roma e di inserirla nel mio foulard Piazze di Roma, viene qui in atelier, in 6 ore realizza il disegno, lo inserisce nel foulard “piazze di Roma” e si porta a casa il bozzetto finito. Dopodiché, se vuole, può ordinare dal sito il foulard in cui ci sono Piazze di Roma da lui personalizzate. In questo modo spero di offrire ai turisti una possibilità di diventare coautori della mia arte, il che è il massimo della condivisione, con la soddisfazione, per chi lo fa, di aver realizzato una cosa che non pensava di saper fare e, per chi lo propone, di essere riuscito a comunicare non solo a parole ma anche nel risultato finale. Questo progetto si chiama DmExperience.


Chiara Rocca