Mino Reitano
21 Febbraio 2019   •   Argia Renda

Mino Reitano, dieci anni senza il cantautore calabrese

«Sono passati dieci anni dalla morte di Mino Reitano, il musicista emigrante che si faceva maltrattare dalla tv.»

Mino Reitano, all’anagrafe Beniamino, nasce a Fiumara, piccolo paese vicino Reggio Calabria. Da sempre considerato un’icona della musica nazional-popolare italiana, anche grazie ai tempi presenti all’interno delle sue canzoni.

«Ho un angelo speciale: sono cresciuto senza conoscere mia madre, però lei dal Cielo, ha vegliato su di me.»
Mino Reitano

La sua carriera inizia nel 1965 con la sua partecipazione al Festival di Castrocaro, cantando senza vincere, ma piazzandosi in finale; l’anno successivo è la volta della sua prima apparizione al Festival di Sanremo con Non prego per me, canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti. Da quel momento, la sua carriera è un continuo crescendo: scrive canzoni di grandi successo, tra cui la musica di Una ragione di più portata al successo da Ornella Vanoni, scritta con Franco Califano, considerata un evergreen della musica leggera italiana.

Partecipa a sei edizione consecutive di Un disco per l’estate e ottiene buoni piazzamenti al Cantagiro e al Festivalbar, senza dimenticare i tanti riconoscimenti vinti nel corso della carriera, come nel caso del Disco d’Oro. Una curiosità: durante l’edizione 2009 del Festival di Sanremo Paolo Bonolis ricorda Mino Reitano, facendo cantare a Ornella Vanoni il brano scritto dal cantautore calabrese e assegnando la Palma d’Oro nelle mani della moglie Patrizia.

Gli ultimi anni

Tra le tante canzoni, ricordiamo Meglio una sera piangere da solo, Innamorati, Italia, Vorrei, Ma ti sei chiesto mai, La mia Canzone. Quel che è certo è che dieci anni fa, salutavamo per sempre Mino Reitano, che ottenne il suo riscatto solo dopo la morte. La tv, infatti, lo maltrattava, e nel 2002 a Sanremo venne umiliato per i suoi denti nuovi. Uomo dall’animo candido e dalla dolcezza infinita, la moglie in diretta su Rai Uno a Domenica In, ospite di Mara Venier, ha tracciato un ricordo commosso del marito, che negli ultimi anni di vita, ha sofferto molto per la sua malattia.

«L’ultimo periodo è stato un calvario, abbiamo cercato di tenergli nascosto tutto ma era una persona intelligente. Credo che il suo più grande dolore sia stato quello di andarsene sapendo che lasciava noi»
Patrizia Reitano

Il suo ultimo concerto è stato nel 2006 a Pescara, mentre la sua ultima esibizione tv è stata l’anno successivo su Rai 2; Mino Reitano muore nel 2009, stroncato da un cancro all’intestino. Ultima curiosità: Nel 1980 pubblica due 45 giri con altre canzoni per bambini, In tre (con sul retro una sua versione di La sveglia birichina) e un intero album (Le più belle canzoni per bambini), cantando classici come Lettera a Pinocchio, Bibbidi bobbidi bu e I sogni son desideri.

L’amore per il calcio

Compone inoltre per la squadra dell’Inter, nel 1980, l’inno Alè Inter. La musica originariamente era stata composta da Reitano come parte della colonna sonora del film Lady Football, interpretato dallo stesso Reitano, e successivamente adattata come inno dei nerazzurri.

Argia Renda