Pietro Grassilli
18 marzo 2018   •   Anita Atzori

Pietro Grassilli: «A 47 anni ho ancora tanti progetti da realizzare»

«Modello, musicista e manager affermato. Scoprite insieme a noi chi è Pietro Grassilli, l’uomo barbuto che conquista la moda italiana.»

Pietro Grassilli (profilo Instagram), modello, manager e musicista affermato. Una personalità molto forte che ha catturato l’attenzione non solo del pubblico social, ma anche dei professionisti della moda. Originario di Monfalcone, all’età di 47 anni vanta già collaborazioni di tutto rispetto in ambito fashion e music. Presenza conturbante, fuori dagli schemi e a tratti pure misteriosa. Segni particolari? Barba lunghissima, capelli selvaggi e stile tutto da scoprire. Oggi Pietro Grassilli si racconta ai microfoni di Snap Italy con un’intervista davvero interessante, fatta di musica, passioni, donne e moda. Un mix eclettico di quello che è il suo mondo e il suo stile di vita, ancora per certi versi inesplorato e tutto da leggere. Testimonial di Solomon’s Beard, noto marchio di prodotti per la barba Made in Italy, membro ufficiale di Beard Villains, e modello indiscusso per numerose campagne pubblicitarie di moda, questo successo non è stato poi così scontato, ma anzi inaspettato e per tale motivo ancora più apprezzato.

Pietro Grassilli, personalità stravagante e ormai molto nota. Tutti sanno chi sei ma pochi sanno da dove vieni.
È vero! Vengo dal Friuli Venezia Giulia, ho 47 anni e dall’età di circa 18 anni sono andato via di casa per vivere nella bellissima Torino. Sono un musicista, un bassista, da Instagram questo non è facile capirlo, ma la verità è che la musica è sempre stata la mia grande passione. Ho studiato al conservatorio, e questo è uno dei motivi per il quale ho vissuto per molto tempo a Torino. Nonostante ciò il mio lavoro principale non è neanche questo, perché sono manager per una compagnia inglese dove mi occupo col mio team di alcuni servizi interni all’azienda. La mia carriera musicale invece è stata un continuo evolversi, dove gli alti e bassi non sono mancati. Ho suonato in giro per l’Italia, all’estero e con grandi gruppi, ma ho anche prodotto dei dischi che mi hanno portato grandi soddisfazioni, come ad esempio il premio Tim Tour nel 2004. Credo che fare il musicista sia sempre stato il mio sogno, e questa vena artistica un po’ mi è stata trasmessa da mia mamma e mia zia che hanno sempre suonato e amato la musica.

Da qualche anno la tua vita è cambiata, ora il lavoro e gli impegni ti hanno portato a Milano. Com’è la realtà milanese?
Sì, vivo a Milano ma fortunatamente in periferia, in una casa immersa tra le campagne. Col passare del tempo ho avuto la necessità di ritagliarmi degli spazi che fossero lontani dal caos della città. Un posto che mi desse la tranquillità e il tempo di pensare a me stesso.

Quello che tutti si chiedono è se la barba l’hai sempre avuta, oppure è stato un cambiamento degli ultimi anni?
La barba l’ho sempre avuta, e ti dirò di più, ho alcune foto risalenti ad una gita di quarta superiore dove sembravo proprio Camillo Benso Conte di Cavour! Ero orrendo, sul traghetto a Budapest, senza baffi ma con la barba lunga e incolta (ride, ndr). Che poi pensa, nonostante io l’avessi davvero da tantissimi anni, quando nel 2014 c’è stato il boom della barba lunga io l’ho tagliata. Successivamente l’ho rifatta crescere e da allora è parte di me. Mi piace curarla, mi ci dedico e per questo motivo ho anche dei contatti nel settore dei barber-shop. Il fatto curioso è che quando ho iniziato a posare per Solomon’s Beard in realtà a loro piacevo con la barba corta, e infatti pubblicizzavo la linea shave. Per certi versi si è sempre collegata la mia barba al mio lavoro nel campo della moda, ma non è così, perché la maggior parte delle mie collaborazioni sono avvenute non per questo tratto, ma per il mio stile molto ricercato e davvero stravagante. I miei outfit penso lo dimostrino, le pellicce, la mia voglia di truccarmi e i miei giubbotti un po’ fuori dalle righe.

Proprio parlando di moda, come è avvenuta la tua scalata nel mondo fashion?
Nel 2012 per scherzo ho fatto una foto su Facebook per Pietro Ferrante, bravissimo orafo dalle mani d’oro. Dopo averla postata, sia io che Pietro ci siamo subito accorti del grande apprezzamento social e da lì pian piano c’è stato questo successo legato al web. In realtà ancora nessuno parlava della mia barba. E anni a dietro feci pure un book fotografico per un’agenzia di moda a Milano, dove il team rimase colpito da questo forte connubio tra moda e musica, poi per concentrarmi al meglio sulla mia carriera musicale decisi di abbandonare le passerelle e dedicarmi solo alla mia passione. Ora da circa 2 anni, grazie al supporto della mia attuale compagna, sotto suo consiglio, ho deciso di riaprire le porte al mondo della moda, e devo dire di esserne davvero fiero. Così sono arrivate le collaborazioni con Minardi, luxury brand di borse e accessori, e tutti gli altri lavori nel campo dell’abbigliamento. Con un noto marchio proprio in questo momento stiamo ideando una linea t-shirt interamente Made in Italy, davvero originale e di qualità, che spero possa conquistare il pubblico. Inoltre amo i brand di lusso di nicchia, quelli di un certo livello, ma comunque con uno stile particolare. Cleofe Finati è uno di questi, un marchio di abiti da cerimonia ricercati e dallo stile tutt’altro che classico.

Com’è lo stile di Pietro Grassilli?
A me piace sfidare la moda, ma non mi piace seguirla. Amo osare e per questo mescolare vari stili assieme, fortunatamente non mi ha mai influenzato il parere degli altri, e per questo non ho mai incontrato difficoltà nell’indossare due scarpe diverse, una giacca fuori moda o dei calzini l’uno diverso dall’altro. Nel mio armadio ogni giorno Pietro Grassilli è una persona differente, oggi samurai, domani vintage e tra due giorni chi lo sa! Poi amo acquistare abbigliamento nei mercati vintage e spendo davvero poco, tranne per le scarpe che ritengo importantissime e per tale motivo mi concedo qualche spesa folle.

A proposito di moda, quali sono i tuoi brand preferiti?
Ok, senza ombra di dubbio Nostra Santissima e Cleofe Finati, anche se sono cresciuto con Diesel.

Ma parliamo anche di tatuaggi, ne hai tantissimi. Quando hai iniziato a tatuarti?
Allora, ho iniziato a tatuarmi nel 1999. Ho sempre avuto la passione per i tatuaggi maori perché credo che ognuno di noi abbiamo un proprio guerriero interno, così riempirmi le braccia, la schiena e le gambe è stato un gioco da ragazzi. Tutti i  miei tatuaggi sono black style, amo il nero e il contrasto che si crea tra pelle e inchiostro scuro.

Ti aspettavi tutto questo successo in così poco tempo?
Sinceramente no, e mi accorgo, sopratutto nel campo moda, che si sta aprendo davvero un varco enorme, a maggior ragione voglio sfruttarlo in tutte le sue potenzialità. Vivo questa crescita professionale con tranquillità ed entusiasmo, anche perché mi accorgo di avere followers non solo in Italia, ma sopratutto all’estero. Quando si crede fortemente in qualcosa, prima o poi i risultati arrivano.

La tua famiglia e i tuoi genitori come hanno preso l’idea di avere un figlio conosciuto in tutta Italia?
Allora, i miei genitori, rispettivamente 83 e 84 anni, sono felicissimi di questo successo! Mio padre addirittura mi segue su Instagram e sono io stesso ad inviargli su What’s App anteprime di shooting e collaborazioni varie. Mia madre mi vede felice, e credo che questo le basti per essere al settimo cielo pure lei. Mi hanno tramandato valori importanti come la famiglia, il rispetto e l’educazione, non potrei ritenermi più fortunato di così.

Pregi e difetti di Pietro Grassilli.
Sono un lupo. Ho una bella anima, o almeno così dicono, ma anche un bel caratteraccio. So ascoltare le persone, o meglio ho imparato a farlo, e vivo con molta serenità la mia solitudine. Ritengo necessario avere degli spazi personali su cui ritagliarsi i propri momenti di riflessione più intimi e privati.

Pensi a 47 anni che ti possa mancare qualcosa nella vita?
Ma probabilmente il fatto di non aver avuto una famiglia tutta mia ha creato in me qualche dubbio, però la verità è che sposarmi o fare figli per me non è mai stata una priorità. Pur avendo un rapporto fantastico coi miei 2 nipoti, per ora non riesco a pensare ad un cambiamento di questo tipo nella mia vita. C’è chi fa il padre a tempo pieno e chi invece a tempo perso, ecco credo che per fare questo mestiere ci serva davvero tanta dedizione e moltissimo amore, forse non è questo il mio tempo.

Quali sono le tue passioni oltre la musica?
Innanzitutto adoro cucinare, mi diletto davvero tanto in cucina. Amo la pizza della mamma, la parmigiana e il risotto ai funghi davvero inimitabile. Ah, poi vado matto per il vino rosso e i whisky torbati! Quando facevo serate e concerti musicali, salire sul palco con un bicchiere di whisky torbato era quasi un rituale insostituibile.

Qual è l’ideale di donna per Pietro Grassilli?
Assolutamente grintosa, indipendente e che sappia risolvere le problematiche in maniera tranquilla e pacata. Inoltre amo la bellezza mediterranea e ho una predilizione per le donne arabe, mi affascinano tantissimo i loro tratti somatici.

Anita Atzori