Il traditore
08 Ottobre 2019   •   Argia Renda

Il traditore: tutto sul film di Bellocchio candidato all’Oscar

«Il traditore è il nuovo film candidato italiano al Premio Oscar di Marco Bellocchio, con Pierfrancesco Favino che veste i panni del pentito Tommaso Buscetta»

Con la regia di Marco Bellocchio esce al cinema nel 2019 Il traditore, pellicola che vede protagonista Pierfrancesco Favino, e che racconta la vita del membro di Cosa Nostra, divenuto poi collaboratore di giustizia, Tommaso Buscetta. Il film è stato presentato in anteprima mondiale in concorso alla settantaduesima edizione del Festival Di Cannes. Nel 2019 vince due Globo d’Oro: per il miglior film e per la miglior musica, composta da Nicola Piovani. Vinti anche un Nastro d’Argento per il miglior film, oltre al Premio Flaiano assegnato a Francesco Piccolo per la miglior sceneggiatura.

Il traditore

La candidatura all’Oscar

Il traditore è stato scelto da una commissione dell’ANICA, ovvero l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali, che nel complesso è composta da giornalisti, produttori, distributori e addetti ai lavori. Per avere la certezza che il film italiano sarà tra i prescelti bisognerà comunque aspettare il 13 gennaio, quando alcuni membri dell’Academy sceglieranno la lista delle cinque nomination finali. La cerimonia finale di premiazione, poi, sarà il 9 febbraio a Los Angeles.

Il traditore: la trama

All’inizio degli anni ’80 la Sicilia è capitale mondiale del traffico di droga; durante una festa a casa di Stefano Bontade tra boss di entrambi gli schieramenti, Tommaso Buscetta, un boss affiliato alla mala di Palermo, avverte il pericolo di una faida imminente e decide di emigrare in Brasile per seguire al sicuro tutti i suoi affari. Da quel momento parte una guerra tra famiglie: i due figli di Buscetta e suo fratello, rimasti in Sicilia, vengono fatti sparire, mentre lo stesso Buscetta, ormai in America Latina, si sente braccato dalla polizia brasiliana, che lo identifica e lo cattura, sottoponendolo a numerose torture fisiche e psicologiche. Rimasto ormai senza potere e senza denaro, Buscetta viene salvato e rimpatriato in Italia, con il giudice Giovanni Falcone che gli offre di collaborare con la giustizia. Una proposta allettante, ma che per il codice d’onore mafioso equivale ad un alto tradimento, punibile con la morte.

In una serie di interrogatori, Buscetta rivela al giudice nomi, organizzazione e rituali di Cosa Nostra, diventando così il primo collaboratore di giustizia della storia, benché abbia sempre rifiutato di definirsi un pentito. Grazie alle deposizioni di Buscetta e Contorno la polizia riesce ad eseguire centinaia di blitz ed arresti che destabilizzano Cosa Nostra. Di fatto è grazie a queste deposizioni che partiranno le indagini confluite nel maxiprocesso nell’aula-bunker di Palermo (anno 1986), processo nel quale Buscetta è testimone chiave. Successivamente Buscetta vive i suoi ultimi anni sotto copertura negli Stati Uniti, dove muore nel 2000, circondato dall’affetto dei figli avuti dalla sua ultima moglie.

Argia Renda

Photo Credits: Pagina Facebook Pierfrancesco Favino