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07 Giugno 2016   •   Snap Italy

Giardini italiani: nuovi colori tutti da scoprire

«Decantati da poeti e scrittori, i giardini italiani sono tra i più belli al mondo per la varietà della vegetazione presente e perché spesso si intrecciano ad architetture che sono vere opere d’arte.»

Ci passeggiavano re, regine e principesse. Tra le loro aiuole hanno lavorato architetti e giardinieri di grande fama che hanno fatto la storia. Tra i loro viali si sono decisi matrimoni e sorti di guerre, collaborazioni economiche e artistiche. Sono arrivati a noi per raccontare uno dei periodi storici più fiorenti della nostra nazione. Meta perfetta per un weekend e luogo ideale per passeggiare e ammirare le bellezze italiane, oggi vi raccontiamo i giardini più belli d’Italia

Tra i primi troviamo in Lombardia, la Reggia di Villa Arconati, villa che è anche un museo a cielo aperto, Galeazzo Arconati, era infatti un celebre collezionista. Il giardino è un tripudio di costruzioni barocche e ospita per la maggior parte alberi e arbusti autoctoni, come il castagno e il faggio. La famiglia infatti sembra non gradisse la moda del tempo, ovvero quella di coltivare specie esotiche. Un valore aggiunto del giardino, che ha mantenuto nei secoli quelli che erano i boschi e le selve naturali delle campagne milanesi. La sua architettura è un omaggio al teatro e all’acqua,grazie alle fontane presenti nei suoi viali; pare che il sistema che le regola sia stato realizzato da Arconati seguendo gli studi di Leonardo da Vinci.

Proseguiamo sulle rive del lago di Como, con Villa Carlotta, che ospita un giardino con una scenografia settecentesca: terrazze, fontane, aiuole geometriche, balaustre, alte siepi, tunnel di agrumi e antichi roseti. Famosissima la fioritura delle azzalee, evento che richiama turisti e appassionati da tutto il mondo. Complici le condizioni climatiche della zona, ad aprile e maggio si può infatti godere di uno degli spettacoli con i colori più intensi di tutto l’anno.

Da vedere almeno una volta nella vita è il Giardino Hanbury, in Liguria, a pochi passi dal confine con la Francia. Prende il nome dal suo fondatore Thomas Hanbury che, insieme al fratello Daniel, ha trasformato questi rilievi da uliveti e vigneti a giardino botanico, con l’aiuto di agronomi, botanici, naturalisti e medici del tempo è nato un giardino che non ha eguali in nessuna parte del mondo.

In Toscana invece ci sono i Giardini Bardini, quattro ettari di bosco, giardino e orto che li rendono un belvedere unico sulla città di Firenze. Ricchissimi di storia, sono rifioriti poco tempo fa dopo cinque anni di restauro. Conosciuti fin dal 1300, si hanno le prime testimonianze scritte nel Quattrocento. Costruiti a ridosso delle mura medievali della città, si trovano tra la riva sinistra dell’Arno e la collina Montecuccoli. Notevole il prato delle azalee, che ospita felci, viburni, camelie e una collezione di agrumi.

Giardini della Landriana, nel Lazio, sono di epoca recente, ma che nulla hanno da invidiare ai più antichi sparsi nella penisola. Realizzati negli anni Sessanta del secolo scorso, si tratta di dieci ettari di parco a 40 chilometri dalla capitale, che sorgono in un’area un tempo martoriata dallo sbarco di Anzio: la marchesa Lavinia Taverna riceve una bustina di semi da un’amica poco dopo aver acquistato il terreno ad un’asta. Il risultato fu talmente sorprendente che spinse la proprietaria a cimentarsi nell’opera di ricostruzione di questo parco a pochi passi dal mare. Oggi si possono ammirare, suddivisi in 30 stanze, rose, essenze e piante medicinali, ulivi e molte altre specie mediterranee.

In Sicilia si trova l’Orto botanico di Catania, antico giardino botanico curato oggi dal Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania. Al suo interno, insieme all’orto generale, si trova l’orto siculo, oasi che rappresenta la flora dell’isola mediterranea. Si va dai grandi alberi, come il pino marittimo e il leccio, fino a specie come Zelkova sicula e Celtis aetnensis, endemiche dell’isola.

Per concludere in Calabria e precisamente a Reggio Calabria, è stata realizzata nel 1850 dalla Società Economica e Comizio Agrario, la Villa Comunale, nata come Orto Botanico. Iniziando la passeggiata all’interno dei giardini, tra le piante esotiche si possono ammirare i busti di eminenti personalità reggine come quello del patriota Antonio Plutino e quello di Rocco Zerbi. L’area rappresenta uno dei polmoni verdi della città, ma si trovano inoltre la Stele del Partigiano, il Monumento in onore dei caduti per servizi istituzionali e numerose colonne greche sparse nelle aiuole. L’inaugurazione del giardino botanico risale al 1907, quando Vittorio Emanuele III, per l’occasione, scoprì il busto del padre Umberto.

Argia Renda