Diodato
31 gennaio 2018   •   Redazione

Diodato e Roy Paci: “Adesso” è arrivato il momento di conquistare Sanremo

«Con Adesso, Diodato e Roy Paci sono tra i 20 big in gara scelti da Claudio Baglioni per il Festival di Sanremo. Come arriverà la coppia a Sanremo? Scopriamolo nell’intervista per Snap Italy»

Non è la prima volta che Diodato (pagina FB) calca il palco dell’Ariston. Nel 2014 ha partecipato al festival nella categoria “Nuove proposte con il brano Babilonia, conquistando il secondo posto e i complimenti della giuria di qualità, presieduta Nell’occasione dal regista Paolo Virzì, che a proposito ha dichiarato: «In mezzo a loro c’è un genio, Diodato [….] Io gli avrei dato tutto, gli avrei messo in braccio Laetitia Casta».

Diodato e Roy Paci
Al contrario esordio in gara al festival per Roy Paci (pagina FB), che ha impreziosito il brano con un ricco arrangiamento di fiati. I due artisti non saranno soli: sul palco insieme a loro due tamburi e tre ottoni ormai diventati delle rarità, in un maestoso ensemble. Diodato getta i suoi semi nell’ormai lontano aprile 2013 con l’album E forse sono pazzo. Nel febbraio 2014 partecipa al 64esimo Festival di Sanremo (qui i concorrenti dell’edizione 2018) nella categoria “Nuove proposte” con la canzone Babilonia. Mina, successivamente, dichiarerà proprio sul mensile Vanity Fair che questo è uno dei migliori pezzi di tutto il festival.



Nel marzo del 2014 Diodato viene chiamato dalla trasmissione televisiva di Rai 3 presentata da Fabio Fazio “Che Tempo che Fa”  in qualità di ospite fisso. Nel 2016 firma in seguito un contratto discografico con la sua attuale etichetta Carosello Records e nel 2017 pubblica l’album Cosa siamo diventati. Nell’estate 2017 è stato opening act del concerto di Max Gazzè, Carmen Consoli e Daniele Silvestri per Collisioni Festival.

A novembre è tornato decisamente un uomo nuovo con l’uscita del suo nuovo singolo, Cretino che sei, brano che senz’altro simboleggia una svolta stilistica dell’artista. Il brano è stato presentato in anteprima alla Milano Music Week.



Che altro aggiungere, invece, su Roy Paci? Nato ad Augusta (Siracusa) e classe 1969, è in ordine sparso cantante, trombettista e compositore. Comincia a suonare il pianoforte quasi “ancora in fasce”, battezzandosi poi alla tromba all’età di dieci anni. Ha al suo attivo la partecipazione in più di 400 dischi come musicista, arrangiatore e produttore e una carriera costellata di collaborazioni di svariata natura, tra cui spiccano quelle con Vinicio Capossela, Ivano Fossati, Daniele Silvestri, Manu Chao e Mike Patton. Fra le ultime uscite discografiche è del 17 gennaio 2017 Fight for Freedom: Tribute to Muhammad Ali (Etnagigante), prodotta in collaborazione con Remo Anzovino. L’album è colonna sonora originale del film Da Clay ad Alì, la metamorfosi, di Emanuela Audisio pubblicato in occasione del 75° anniversario dalla nascita di Muhammad Ali.  A fine settembre dello stesso anno, anticipato da due singoli, Tira (con testo scritto da Daniele Silvestri) e Revolution, viene alla luce Valelapena (Etnagigante/Artist First), sesto album firmato Roy Paci & Aretuska.


1. A quattro anni di distanza dalla kermesse sanremese Diodato torna sul palco con Adesso. Cosa ti incuriosisce maggiormente di questo tuo ritorno e quanta “babilonia” c’è  in questo brano? 
Sono curioso di vedere come mi comporterò, che sensazioni proverò. Il palco dell’Ariston è sempre molto particolare, unico e porta spesso a delle azioni e reazioni incontrollabili. Anche questo brano, come Babilonia, parte da una considerazione e da un’analisi interiore ma, rispetto al primo, è basato più su una consapevolezza, su una volontà, su un’azione.
2. Come dichiarato in precedenti interviste, salire sul palco del Festival di Sanremo insieme ad Antonio (Diodato), per Roy Paci significherà consolidare un’amicizia, un sodalizio nato tra strumenti musicali ed in giro nel mondo. Cosa hai provato quando Diodato ha pensato a te per questo nuovo progetto? 

Sì, è senza dubbio il consolidamento di un’amicizia nata grazie alla musica, che ci ha regalato non solo molte soddisfazioni sotto il punto di vista professionale, ma momenti di vita che rimarranno indelebili: la collaborazione con Diodato è nata in occasione di un Sanremo che difficilmente dimenticheremo. Sono stato ovviamente felice quando mi ha chiamato per lavorare al brano, è stata la conferma di un’unione e di una fratellanza, e non è scontato che si continui a collaborare insieme, le strade della musica sono davvero infinite, incontrarsi di nuovo significa davvero volerlo fare, non è solo una coincidenza.
Diodato e Roy Paci

3. Roy, hai mai pensato di gareggiare da solo? 
Ci sono poche cose che nella vita escludo a priori, figuriamoci se posso escludere la partecipazione a Sanremo da solista. Ci ho pensato, certo, a gareggiare da solo, ma credo che le cose arrivino a un momento dato e non a caso, la mia partecipazione da solo ci sarà quando una serie di fattori si combineranno a dovere e al momento non è ancora successo.
4. C’è qualcosa che vi preoccupa nel partecipare insieme a Sanremo 2018? cosa vi piace al contrario di più?
DIODATO: Sinceramente no, anzi, sono consapevole che con Roy Pacin sarà ancora più facile affrontare quel palco col piglio giusto.
ROY: Non credo di avere preoccupazioni sulla partecipazione “congiunta” al Festival, siamo una coppia rodata sotto questo punto di vista. Quello che mi è piaciuto di piú è senza dubbio lavorare all’orchestrazione del brano e sentir suonare le singole parti dai grandissimi maestri dell’orchestra di Sanremo.
5. Adesso è il brano che vi farà anche conoscere a chi ancora non ha avuto l’occasione di farlo. Cosa racconta questo pezzo e, sopraqttutto, cosa rappresenta per voi?
D: È un brano che ho scritto in un periodo in cui molte domande affollavano la mia testa e infatti molte di esse sono finite al suo interno. È una sorta di dialogo con me stesso che parte da una constatazione, ovvero la difficoltà che avevo di vivermi il momento, perché sempre proiettato altrove, in un altro tempo o luogo, o perché spaventato, distratto dal bombardamento continuo a cui siamo spesso sottoposti e che sembra far spesso leva su paure e timori inconsci. Non è una canzone contro i social o contro la tecnologia, come qualcuno sembra aver capito. Per me rappresenta una sorta di mantra che ripeto a me stesso per provare a non commettere nuovamente gli stessi errori.
R: Quando ho iniziato a lavorare all’orchestrazione di questo brano è stato subito lampante che non si trattava della classica canzone italiana. Non c’è una ricca farcitura di accordi, è un brano che definirei “mantrico”, che gira magari su pochi accordi e nonostante questo trasuda libertà. Ogni canzone per me rappresenta senza dubbio una sfida, e con queste premesse Adesso rientra alla perfezione nella mia personalissima “tradizione di significato’ dei brani ai quali lavoro.
6. “Che campo a fare se non ho più neanche il coraggio di rischiare” è uno dei pensieri che Diodato canta nel suo ultimo singolo Cretino che sei. Sanremo è un po’ come il primo amore, non si scorda mai e credo valga per entrambi: che consigli dareste l’uno all’altro (un botta e risposta da veri amici!). 
D: Roy, divertiamoci!
R: Diodato ha già calcato in maniera egregia quel palco, l’unica cosa che mi sento di consigliare è di arrivarci come se stessimo andando a un concerto rock!
Diodato e Roy Paci

7. Roy cos’è per te la Revolution oltre che il titolo del tuo ultimo pezzo insieme agli Aretuska? 
Una fase nuova, non necessariamente migliore o peggiore, ma un nuovo stadio di vita. Rivoluzione per me in questo momento significa  alleggerirsi dalle zavorre del passato e proiettarsi in avanti, ognuno con il proprio bagaglio, che contenga però l’essenziale. Il brano, che è stato scritto da Moreno Turi ha un significato diverso, che parte comunque dalle nostre vite e dalle piccole cose, dai piccoli gesti che possono davvero portare dei cambiamenti incisivi.

Ecco il video di “Adesso” in gara al 68° Festival di Sanremo


Silvia Pompi