cosa vedere a treviso
13 settembre 2018   •   Carolina Attanasio

Cosa vedere a Treviso, ventiquattrore tra canali e risotti 

«A mezz’ora da Venezia c’è una città a misura d’uomo, ciclabile, bevibile, godibile. Cosa vedere a Treviso, ve lo diciamo noi»

Partiamo con onestà: prima di sciorinarvi cosa vedere a Treviso, vi dico candidamente ci sono capitata solo a causa dell’ Home Festival (per chi non lo conoscesse, uno dei festival musicali più validi in Italia al momento). Ogni volta che vado verso il nord-est Italia, lo ammetto, ho sempre l’impressione che le cose funzionino un pelo meglio man mano che mi avvicino: il treno è puntuale, i posti si raggiungono facilmente, gli spostamenti sono ciclosostenibili, gli spritz sono eccezionali. Cose non così scontate quando arrivi dal caos della grande città e sei abituato a vivere sui tempi biblici dettati da milioni di persone che si muovono in maniera scoordinata a tutte le ore.

Cosa vedere a Treviso

A Treviso ci arrivo a ora di pranzo, di giovedì, e la fame fotonica mi porta dritta da Toni del Spin e il colpo è sicuro: questa trattoria, nascosta appena dietro i portici della via principale, è una goduria nella sua semplicità. Tovaglie a quadri, almanacchi in dialetto e vecchie foto in bianco e nero alle pareti, qui vi basta polenta e baccalà, risotto e vino locale per sentirvi felici.

Per il resto, scegliete voi: a piedi o in bicicletta, in entrambi i casi esplorare la città è di una facilità disarmante. Cosa vedere a Treviso è storia semplice, lo intuite già scivolando nei corsi, al riparo dal sole negli stretti portici, che spesso e volentieri nascondono piccoli localini e quei negozi così precisi dove le signore trevigiane amano fare shopping. Il silenzio è scandito dal fruscìo dell’acqua che scorre per i numerosi canali nel centro storico, che non rendono Treviso Venezia, vero, ma qui poco importa: imitare la Serenissima è impensabile, e da queste parti neanche ci tengono. Il massimo del ronzìo è provocato dai ciclisti che scorrono via rapidi a tutte le ore, bei ragazzi fasciati nelle loro barbe hipster o signore e ragazzine dallo stile sobrio e curato, che corrono via verso il prossimo aperitivo.

Calmaggiore, la strada principale, vi porta ovviamente verso il centro città, dettato da Piazza dei Signori, certamente la prima tra le cose da vedere a Treviso. Il palazzo dei Trecento, in mattoni rossi, era il luogo delle assemblee comunali composte – indovinate – da 300 membri. Si lega lateralmente al palazzo del Podestà e alla torre del Comune, che con i suoi quasi 50 metri sovrasta  , severa ma giusta, i tetti del centro. Seguendo altre viuzze strette tra i portici, se alzate la testa ogni tanto vedrete quel che resta degli affreschi che decoravano le facciate delle piccole palazzine, oggi sbiaditi tra i fiori che penzolano da qualche finestra. La Pescheria, l’isolotto su cui ancora si svolge il mercato del pesce, la riconoscete dalle ruote dei mulini e dai bei palazzetti in mattoni che si specchiano vanitosi nelle acque circostanti.

Se percorrete il perimetro della città, sarà difficile che possiate ignorare le possenti mura difensive, costruite nel 500 per proteggersi dagli attacchi di Venezia, anche tramite un sistema idraulico in grado di allagare i terreni circostanti in caso di pericolo. Il Duomo, dalla facciata austera, colpisce per due cose: la semplicità dell’interno e – di contro – la meraviglia dell’Annunciazione Malchiostro, opera di Tiziano. Vale la pena entrare anche solo per questo. La chiesa di S. Nicolò, seconda per importanza, è prima per personalità: 12 colonne cilindriche su cui spiccano bellissimi affreschi, avvolti nel tipico mattonato rosso che contraddistingue molti edifici del nord-est Italia. La fontana delle Tette si chiama così per il motivo che ben immaginate: una delle cose da vedere a Treviso è questa bella donna nuda che butta acqua dal suo seno, in tempo di festeggiamenti osava anche regalarvi del vino.

Treviso, per restare giovani, è il regno assoluto dello spritz: potete vederlo troneggiare, nel suo color arancio inconfondibile, a ogni ora del giorno e della sera ai tavolini dei bar, nascosti anche loro tra i portici o in qualche piccola, deliziosa piazzetta. I ragazzi ci arrivano in bici, che ammucchiano allegramente in ogni angolo, lo consumano con calma prima di salutarsi educatamente e scivolare via dietro l’angolo. Al primo sguardo, diresti che Treviso è anche troppo carina, ordinatina, perfettina, gli aggettivi vezzeggiativi si sprecano nella mente. La verità è che è semplicemente un posto dove le cose funzionano, dove la sobrietà è all’ordine del giorno, vero, ma non è di questo che abbiamo bisogno ogni tanto, per far pace con i nostri pensieri?

Carolina Attanasio