città fantasma
23 Agosto 2018   •   Giulia Pepe

Città fantasma: alla scoperta di luoghi perduti… o quasi

«Le città fantasma sono luoghi ormai disabitati o quasi. Molti di essi sono meta di turisti curiosi, set scelti da registi di fama internazionale e tappe di itinerari turistici»

Città fantasma italiane: sono dei luoghi completamente o parzialmente abbandonati per cause naturali, come terremoti o alluvioni, o per cause sociali come emigrazioni per la ricerca del lavoro. Le città fantasma sono un’ottima scelta se volete trascorrere le vostre ferie in qualche località un po’ desueta ma non per questo meno affascinante. A settembre, quando tornerete a lavoro, fidatevi, avrete molto da raccontare! Seguiteci nel nostro viaggio tra alcune delle città fantasma più interessanti.

Palcoda

La prima città fantasma in cui vi portiamo oggi è Palcoda, una località del comune di Tramonti di Sotto, in provincia di Pordenone. Si trova tra le montagne friulane, la sua presenza è attestata già dal XV secolo ed era frequentato per lo più da pastori. Nel corso dei tre secoli successivi divenne un vero e proprio paese come dimostra la Cattedrale di San Giacomo e il suo campanile (1780) che è tutt’ora visibile. Palcoda visse il suo primo periodo di crisi demografica durante la Prima Guerra Mondiale. Durante il secondo conflitto mondiale il borgo ritornò ad essere popolato, in quanto la sua posizione tra le montagne friulane era ideale come nascondiglio per i partigiani. Infine, nel 1950 venne definitivamente abbandonata a causa della sua posizione scomoda.

Monterano

Monterano è una città fantasma di origini antichissime alle porte di Roma. Venne abbandonata ormai molto tempo fa, è stata abitata fino al 1799. La causa dello spopolamento è dovuta per lo più all’esaurimento delle miniere di zolfo che erano il cuore dell’economia locale. Nonostante il degrado e l’abbandono a Monterano si possono trovare ancora oggi luoghi interessanti e allo stesso tempo suggestivi. Il borgo si presenta un po’ come un libro di storia che attraverso le sue architetture ripercorre le varie epoche. Chi ama le antichità non potrà quindi perdersi la visita delle costruzioni di epoca etrusca come i sepolcreti, trasformati successivamente in cantine, e dell’antico acquedotto romano che si trova nella zona est della città.

Da visitare è anche il Palazzo Ducale. La struttura è antichissima e presenta murature e arredi risalenti all’età carolingia ai quali vennero aggiunte altre costruzioni nel corso dei secoli. Verso la fine del ’600 il principe Altieri decise di trasformare il castello rinascimentale in una dimora signorile, il progetto venne affidato al grande artista Gian Lorenzo Bernini. All’artista si devono anche la Fontana del Leone e il loggiato a sei arcate della facciata principale.

La chiesa e il convento di San Bonaventura sono un’altra opera del Bernini realizzata tra il 1677 ed il 1679 per volere della famiglia Altieri. Le rovine della chiesa sono ben visibili ancora oggi, essa disponeva di una navata unica con due cappelle laterali. Ai lati della facciata si innalzavano due campanili, mentre nel retro della chiesa si apriva un bellissimo chiostro. Nel piazzale antistante la costruzione è conservata ancora la fontana.

Anche se disabitata, Monterano ha visto comunque un notevole flusso di persone, non si tratta soltanto di turisti arrivati per celebrare le sue belle antichità, ma anche di personaggi molto celebri. Monterano infatti è stato il set di alcuni film di grande successo, tra cui Guardie e ladri, Ben- Hur e Il marchese del Grillo.

Civita di Bagnoregio

Civita è una frazione di Bagnoregio, in provincia di Viterbo che negli ultimi anni ha avuto un grande successo turistico. È tornata qualche anno fa alla ribalta “La città che muore’, infatti ad oggi conta soltanto 16 abitanti, ma il turismo rende attualmente Civita più viva che mai! Suggestiva è la sua posizione, arrocata su una collina, per raggiungerla si deve attraversare a piedi un lungo ponte sospeso sulla valle dei calanchi per poi accedere al borgo attraverso la porta di Santa Maria. Allo stesso tempo è interessante la sua storia: venne fondata 2500 anni fa dagli Etruschi, ma gli edifici dimostrano come questo borgo sia stato fiorente nel corso dei secoli riportando costruzioni non solo etrusche ma anche romane, medioevali e rinascimentali. Tra i siti più interessanti vi segnaliamo il Bucaione, un profondo tunnel che collega direttamente il paese alla Valle dei Calanchi, la Chiesa di San Donato nella piazza principale, ancora Palazzo Alemanni, che ospita il Museo Geologico e delle Frane, il Palazzo Vescovile, un mulino del XVI secolo, e resti della casa natale di San Bonaventura che era originario di qui. Imperdibile è il Belvedere, affacciato direttamente sullo strapiombo dei calanchi da dove si può ammirare una meravigliosa vista su tutta la valle.

Anche Civita è stata scelta come set cinematografico di numerosi film tra cui I due colonnelli (1962), lo sceneggiato televisivo Pinocchio di Alberto Sironi, Questione di karma (2017), regia di Edoardo Falcone e Puoi baciare lo sposo (2018), di Alessandro Genovesi.

Craco

Forse una delle città fantasma più famose, tra poco vi spieghiamo il perché. Craco si trova in provincia di Matera. Come le altre città fantasma che abbiamo visto vanta origini antichissime. Venne abbandonata nel 1963 a causa di una frana che costrinse i cittadini al trasferimento. Oggi Craco è completamente disabitata, tuttavia le sue caratteristiche altamente suggestive attraggono molti turisti. Per questo è stato ideato un itinerario guidato sicuro per i visitatori che vogliono percorrere i vicoli e le piazze alla scoperta di quello che Craco è ed è stato. Le case in pietra bianca, i ruderi, l’atmosfera particolare e il campanile normanno non hanno attratto solo i turisti ma anche registi internazionali che hanno contribuito sicuramente alla fama del luogo. Craco stato teatro di molte pellicole intaliane ed internazionale, tra cui La passione di Cristo di Mel Gibson, Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi e la commedia di Rocco Papaleo Basilicata coast to coast.

Valle Piola

Nella provincia di Teramo, in Abruzzo si trova Valle Piola. Sorge tra i Monti della Laga ad oltre 1000 metri d’altitudine. Questa sua posizione scomoda è stata sinonimo non solo di svantaggi, ma anche di vantaggi. Tra questi c’è ad esempio un grado di indipendenza superiore rispetto agli altri borghi abruzzesi, come dimostra fino a tempi abbastanza recenti la conservazione di un particolare dialetto longobardo incomprensibile ai popoli vicini. Il borgo ha una conformazione ad anfiteatro ed è costituito da nove edifici, una chiesa e un edificio utilizzato dai pastori. Una tipicità di Valle Piola è il Gafio, un balcone in legno ricoperto da una tettoia. Ne potete ammirare due: il primo si trova nel nucleo delle Case Menghine (una ricca famiglia che abitava qui) e l’altro al centro del borgo. I Gafii, così come il dialetto, sono la testimonianza del periodo longobardo. Lo spopolamento di Valle Piola è iniziato negli anni ’50, quando gli abitanti del luogo preferirono la vita di città a quella di montagna. Il borgo è completamente disabitato dal 1977. Le particolarità di Valle Piola l’hanno resa sfondo di medio e cortometraggi, come Partita immortale di Donato Pasquale e Una storia da lupi di Cristiano Donzelli.

Giulia Pepe