06 Maggio 2016   •   Snap Italy

“In acqua. H2O molecole di creatività” la mostra a Roma

«E’ la fonte primordiale di vita, è l’elemento da cui tutto comincia, è l’ acqua, e Stefano Dominella insieme a Bonizza Giordani Aragno la omaggiano come sanno fare meglio, portando in mostra l’alta moda che parla di lei, e oggi, vi racconto l’evento da insider.»

L’acqua, l’elemento primordiale da cui tutto nasce, spesso bistrattato, inquinato, oltraggiato dall’uomo, è un tema che mai come oggi, tra impegno sociale e moda etica, è così attuale in tanti settori e viene omaggiato con una sensazionale mostra, alla quale ho avuto il piacere di poter partecipare e osservare dall’interno tutto il suo meccanismo.

Ho collaborato per giorni interi a stretto contatto con Stefano Dominella e Bonizza Giordani Aragno (che sono poi i curatori), con Guillermo Mariotto, lo staff di Gattinoni Couture e alcuni degli artisti stessi, contribuendo ad allestire gli storici spazi. Ho visto la passione prendere forma, la cura del dettaglio e lo sbrogliare gli ostacoli con un savoir faire eccezionale. Ho visto l’amore e l’impegno che ogni designer ha messo nella sua creazione per far sì che la tanto maturata idea di Dominella prendesse vita il 3 maggio alle ore 19 con l’inaugurazione dell’installazione “In acqua. H2O molecole di creatività” nella Sala Ottagona del complesso delle Terme di Diocleziano a Roma, tramite l’esposizione di oltre novanta, tra abiti e originali opere artistiche, con l’obiettivo comune di omaggiare l’acqua. Considerato che quest’anno le è stata dedicata una giornata mondiale, dietro c’è anche l’intento di voler richiamare l’attenzione del pubblico, che potrà visitare la mostra con tanto di ingresso gratuito fino al 12 giugno 2016, facendolo riflettere su una questione che riguarda tutti in maniera leggera e divertente: l’acqua come forme di vita sotto il punto di vista dell’ispirazione artistica.

In stile “sold-out”, tra addetti ai lavori e invitati, sono stati in tanti ad aver visto in anteprima esclusiva le installazioni dove tra l’altro ha fatto il suo ingresso a sorpresa anche la costumista Premio Oscar, Milena Canonero che scambiando opinioni e aneddoti con curatori e designer, scopriva il percorso dove tutto ci parla di acqua.

Già dall’ingresso si viene subito immersi nell’atmosfera con la “Pioggia di vetro” che scende dalla calotta dell’Ex Planetarium, grazie alle gocce sospese di Ilaria Sadun. light box con le fotografie di Paolo Belletti  abbracciano tutta la struttura catturano le sfumature delle più belle fontane barocche di Roma, insieme alle eleganti movenze subacquee di una donna che diventa metafora di vita. Poi c’è lei, sovrastante quasi altezzosa, “La Regina” di plastica dell’artista Enrica Borghi, che accoglie sotto il suo imponente regno alcuni degli abiti d’alta moda che proprio dall’acqua sono stati concepiti come la Venere in taffetà di seta di Giorgio Armani, i pesci ricamati su velluto di Valentino, le ruches che simulano una nuvola di Gianfranco Ferré, la sirena paiettata di Enrico Coveri, il vortice in lurex di Krizia, lo chiffon anni Settanta di Gucci e i giri di paillettes cucite su una rete nude look che simulano il lancio di un sasso nello stagno ad opera di Romeo Gigli.

Proseguendo trovano spazio i “Water Guest” come la suadente razza marina plissettata di Issey Miyake o il body trompe l’oeil di Maison Martin Margela che oltretutto affiancano gli abiti “Heritage” con le firme di Fernanda Gattinoni, Jole Veneziani e Irene Galitzine, solo per citarne alcuni. Si tratta di creazioni che come in un pacifico scontro generazionale, si contrappongono alle estrose e innovative realizzazioni dei designer emergenti, come per esempio quella in bamboo di Tiziano Guardini, il tulle bidonet di Italo Marseglia, i micro-boules di Alessandro Consiglio che imprigiona in questi sacchetti per il ghiaccio una marea di gocce d’acqua, o ancora, la fluttuante seta stampata a mano con applicazioni in PVC di Santo Costanzo, fino ad arrivare alla parte più moderna che ci parla di prêt-à-porter con le sperimentazioni tecnologiche sui tessuti di K-WAY e Stone Island.
A rendere il tutto ancora più suggestivo ci pensa la fontana scrosciante, nonché installazione in resina, di Federico Paris. Ci sono poi le divise ufficiali, in gentile concessione della Marina Militare Italiana, con tanto di tuta da sub e palombaro che dialogano alla perfezione con i completi stile marinè di ken Scott, dai quali sono stati ispirati.

Non mancano neanche gli accessori dalle più diverse forme, materiali e dimensioni. Si va dalle borse come quella tempestata di conchiglie di Tramontano alle pinne dal dettaglio coccodrillo, estremamente glamour, adornate di ricami preziosi dell’artista Petra Reinhardt, passando poi per i gioielli a forma di rubinetto di Gianni De Benedittis sino alle scarpe di Ferragamo tra cui “Sandalo Invisibile” per il quale nel 1947, insieme a Chez Dior, vinse il prestigioso Neiman Marcus Award, l’Oscar della moda.

Decisamente emotiva, dura, oscura, a tratti bastarda, come può essere la forza dell’acqua ribelle ma anche carica di speranze è “Fuocoammare”, l’abito scultura realizzato da Guillermo Mariotto per Gattinoni che si arrampica su un manichino muto, facendosi interprete, tramite la stoffa e i colori, della discussa tratta migratoria e di tutte quelle persone che affrontano il lungo viaggio nel mare tempestoso alla ricerca di una pacifica speranza poeticamente simboleggiata dal salvagente arancione che l’inanimata struttura custodisce tra le mani.

Per scoprire tutte le altre installazioni, i designer, ma anche solo per toccare con mano e curiosare come i due curatori abbiano pensato di omaggiare l’acqua con la moda, lasciandosi contaminare dal mondo del cinema e del teatro con pezzi di Burberry, Piero Tosi e Pier’Alli, oppure per dare solo un’occhiata allo stravagante abito indossato da Virna Lisi, creato per lei da Giorgio Correggiari negli anni Settanta… Non vi resta che andare in Via Romita 8, dal martedì alla domenica dalle ore 11 alle 19.

Alessandro Iacolucci