abiti del papa
06 novembre 2018   •   Anita Atzori

Abiti del Papa, chi confeziona l’armadio più prezioso al mondo

«Vi è mai capitato di chiedervi chi confeziona gli abiti del Papa? Oggi vi sveleremo alcune curiosità sul guardaroba più prezioso al mondo»

Non è nuova la notizia che gli abiti del papa spesse volte siano disegnati e cuciti da maison d’alta moda italiane. Il che non deve stupire considerando il valore e la qualità di quelli che sono i tessuti e le vesti più preziose al mondo. Detto ciò però è importante sottolineare un cambiamento radicale sullo stile del Pontefice, avvenuto proprio nel 2013 con quella che viene chiamata l’elezione del “secondo Papa Buono”. Secondo fonti vicine alla Chiesa, il 266esimo sovrano della città vaticana, sembra essere uno degli uomini più semplici al mondo, tanto da opporsi alla vestizione assistita della talare bianca, nonostante i suoi due camerieri personali: Sandro Mariotti e Piergiorgio Zanetti, ex agente della gendarmeria. Tuttavia sono proprio loro due ad occuparsi della parte pratica di questo guardaroba apparentemente sofisticato e in realtà più semplice di qualsiasi altro outfit da presidente o star holliwooddiana. Gli abiti del papa vengono così preparati da questi due uomini di fiducia, portati in lavanderia e all’occorrenza scelti per i cosiddetti “viaggi intorno al mondo”. C’è poi una stireria all’interno della residenza che prepara meticolosamente la veste facendo attenzione ad ogni sgualcitura. È proprio nel 2013 infatti che la rivista americana Esquire gli dedica la copertina col titolo di Uomo dell’anno, una vittoriosa soddisfazione che forse negli anni prima appariva impensabile considerando la bufera mediatica e sociale scatenata dalle vicende che vedevano coinvolto il precedente Papa Benedetto XVI.

Chi sono i sarti papali

A giudizio di tanti gli abiti del papa sono apparsi subito semplici e nemmeno troppo ricamati, uno stile sobrio che però molti sarti hanno fatto a gara per conquistarlo. Così sorge spontanea una curiosità, ma chi si occupa materialmente degli abiti del papa? Ad avere la meglio sono stati proprio loro, i sarti Gammarelli, un laboratorio artigianale che dal 1978 è entrato ufficialmente nel Vaticano avendo l’onore di vestire Pio VI e tutti i papi che a lui seguirono. Una sartoria fortunatamente ancora a conduzione familiare, dove gli artigiani conservano ancora le tecniche e le maestrie di una volta. Da sei generazioni questa sartoria è un punto di riferimento non solo per la Chiesa più importante al mondo ma in generale per tutte le autorità ecclesiastiche. «Ogni volta che riceviamo la chiamata dal Vaticano, il resto del nostro lavoro si ferma» dice Lorenzo Gammarelli. «Solitamente, per il nuovo Papa s’inizia a lavorare dal giorno del funerale del precedente Pontefice, in tempi strettissimi, dovendo consegnare le vesti nel momento in cui si apre il Conclave per eleggere un nuovo Papa. Nel caso fossero necessari aggiustamenti dell’ultim’ora, spetterà alle suore allungare o accorciare orli» (Fonte Il Mio Papa).

La particolarità che distingue gli abiti dal papa dal resto dei vestiti ecclesiastici è proprio la sua composizione, ovvero la veste talare coi bottoni di seta, la pellegrina sulle spalle, la fascia in vita – che Papa Francesco ha voluto senza stemma papale – e lo zuccotto sul capo. Inoltre durante le occasioni speciali a questo si aggiunge la casula, bianca durante le festività e viola per la Quaresima e l’Avvento, nella quotidianità invece è sempre rossa. Per anni si è avuto un gran parlare dell’assenza di pelliccia di ermellino come rifinitura nelle vesti, che fino a Benedetto XVI era quasi un imposizione, e che dopo la sua uscita dalla Chiesa il nuovo Papa ha deciso di togliere. Si vocifera che gli abiti del papa costino attorno ai 600 €, ma in verità mai nessuno della sartoria ha voluto parlare del suo reale valore, considerando il tutto irriverente e poco rispettoso nei confronti di Sua Santità.

Scarpe e accessori

Altro dettaglio interessante è la scelta di non portare le classiche scarpe rosse, ma di optare invece per delle semplici scarpe nere create dal calzolaio di fiducia Carlos Samaria che conosce da oltre 40 anni, quando ancora era direttore del Collegio dei Gesuiti a San Miguel, nella periferia nord della bellissima Buenos Aires. La sartoria Gammarelli, oltre all’indiscussa professionalità vanta anche la scelta di un prodotto interamente Made in Italy, con tessuti italiani quali lana e seta delle più pregiate qualità. Nonostante ciò sono note anche numerose collaborazioni fuori dalla sartoria ufficiale, un esempio? Le scarpe del calzolaio peruviano Antonio Arellano, già titolare di un negozio di scarpe molto conosciuto nelle vicinanza del Vaticano. Ha confezionato diversi abiti del papa anche Guillermo Mariotto, fashion director della casa di moda Gattinoni, che per l’occasione ha creato una mantella apparentemente cucita con fili di tela di sacco, per ricordare l’umile San francesco – anche se in realtà è bene dire che il capo era tutt’altro che povero. Un particolare interessante è il bastone pastorale che viene utilizzato durante tutte le celebrazioni e che ha origine nell’epoca del Medioevo come simbologia di autorità da parte del Papa. Questo può contenere inciso un crocifisso in metallo e si avvicina stilisticamente a quello dei comuni vescovi. Il bastone dell’attuale papa è stato creato dai detenuti del Consorzio Il Cammino, un laboratorio di falegnameria creato come progetto sociale per l’inserimento dei giovani ragazzi detenuti nel mondo del lavoro.

Attenzione a tutti i dettagli

Ultimo ma non meno importante il suo accessorio più copiato dal mondo dei credenti e non, ovvero la valigetta nera non firmata che il Papa porta con se durante tutti i suoi viaggi e visite ordinarie. Una simil 24 ore che però oltre a due semplici tasche non contiene nient’altro se non lo spazio sufficiente per mettere all’interno un rasoio, un libro, le varie omelie da leggere e la sua agenda privata. Un porta documenti semplice che ha con se dai tempi della sua vita argentina, quando ancora girava da solo in metro e attraversava le baraccopoli dei più poveri per prestare una mano d’aiuto. Nel 2014 la Parrocchia romana San Gregorio Magno alla Magliana gliene ha fatto confezionare una nuova esattamente uguale, in pelle nera semplice e rigorosamente artigianale. Un regola a quanto pare molto gradito, sopratutto per la sua sorpresa all’interno, ovvero centinaia di biglietti di auguri e benedizioni scritti da comuni cittadini e devoti. E se pensate che solo per voi essere in orario è una prerogativa quasi necessaria, in realtà tutto questo è indispensabile anche per il Papa che non può fare a meno del suo orologio Swatch. Uno dei suoi accessori preferiti rigorosamente col cinturino in plastica e nessuna funzione particolare se non quella di segnare l’ora esatta! La precisione svizzera a pochi euro (meno di 50) che a quanto pare non ha ha nessuna intenzione di cambiare, nonostante i ripetuti convincimenti.

Della serie “un Rolex segna la stessa ora di uno Swatch”.

Anita Atzori