Grandi classici del cinema italiano da vedere in estate

grandi classici

30 giugno 2017 • Cinema & TV - Web • Di: • Visto: 245

«Ecco i grandi classici italiani che hanno contribuito a creare una memoria collettiva specchio di epoche e generazioni.»

Grandi classici: forse oggi non sappiamo cosa voglia dire, ma una volta il cinema italiano accordava pubblico e critica, piaceva all’estero ed era capace di parlare allo spettatore in maniera diretta. Che fine ha fatto questa parte intramontabile di cinema, nato dalle idee di registi che non cercavano esclusivamente di compiacere una certa critica alla ricerca del “cinema d’autore”? Noi di Snap Italy proveremo a spiegarvelo, regalandovi quattro titoli da assaporare durante l’estate, da trascorrere tra mare, spiagge e grandi classici.

Riso Amaro

Tra i grandi classici, questa pellicola risale al 1949, il regista Giuseppe De Santis ebbe all’epoca la colpa, secondo parte della critica nostrana, di allestire un film neorealista con troppo melodramma di stampo americano.

Riso Amaro ha il pregio di mostrare la vita delle mondine che faticano duramente nelle risaie della pianura padana per un tozzo di pane, una vita dura da cui s’innesca, inevitabilmente, un desiderio di fuga, alimentato dalla Silvana Meliga interpretata da Silvana Mangano, da cinema, fumetti e riviste effimere.

Il film è un pezzo di storia del cinema italiano e come tale va valutato, senza contare che ebbe anche il merito di lanciare un paio di divi italiani del calibro di Raf Vallone e Vittorio Gassman. Candidato ai Premi Oscar 1951 come miglior soggetto, è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare.

 

Pane, amore e fantasia 

Film del 1953 diretto da Luigi Comencini, racconta la provincia del dopoguerra attraverso una serie di personaggi improntati alla simpatia e alla genuinità, ma con tutti gli ingredienti giusti per coinvolgere gli spettatori, lanciando al contempo una memorabile Gina Lollobrigida, che ritrae un personaggio che rimarrà nell’immaginario di un’intera generazione di spettatori.

Questo, tra i grandi classici, traghetta il neorealismo, ne smussa l’impronta fortemente drammatica che ne caratterizzava la filmografia, donandogli una leggerezza che ritroveremo poi in tanti altri classici a venire e che uniranno l’arte di arrangiarsi con l’ottimismo di cui, all’epoca, gli spettatori reduci dalla devastazione della guerra necessitavano.

La pellicola fa parte di una serie di altri film: Pane, amore e… , Pane, amore e gelosia di Dino Risi e Pane, amore e Andalusia di Javier Seto.

La protagonista, grazie al film, ha vinto il Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista, e il film ha ottenuto la candidatura ai Premi Oscar del 1954 come miglior soggetto e inserito tra i 100 film italiani da salvare.

 

I soliti ignoti

Capostipite dei grandi classici e della cosiddetta commedia all’italiana, il film del 1958 diretto da Mario Monicelli segue la scia di un gioiello di comicità come La banda degli onesti di Camillo Mastrocinque con Totò e Peppino De Filippo. Un cast perfetto che vede tra i tanti Gassman, Mastroianni, Salvatori, Totò e Claudia Cardinale, gag a raffica, I soliti ignoti è senza dubbio un classico senza tempo, da vedere e rivedere, senza mai stancarsi della perfezione della messinscena e dell’alchimia di un cast che lavora in perfetta simbiosi.

La storia parla di un gruppo di ladruncoli e il piano consiste nel raggiungere la stanza del Banco dei pegni dove si trova la cassaforte, dopo essersi introdotti nell’appartamento contiguo, ritenuto disabitato, e quindi abbattendo la parete comunicante.

Per mezzo di un filmato, fatto con una macchina da presa rubata al mercato di Porta Portese, e sottoposto in visione un noto scassinatore a riposo che svolge oramai il ruolo di “consulente”, la banda viene da questi istruita sulle modalità per realizzare il colpo. Il film, entrato a far parte dei 100 film italiani da salvare, è approdato a Hollywood, che ne ha realizzato alcuni remake.

 

Una giornata particolare

Film del 1977, che a Maggio ha compiuto quarant’anni, diretto da il regista Ettore Scola che mette a nudo due solitudini, che senza cercarsi si trovano e, senza volerlo, leniscono il dolore di vite subite da cui sembra non esserci scampo alcuno.

L’alchimia tra Sophia Loren e Marcello Mastroianni raggiunge il suo apice in due interpretazioni partecipate all’ombra di una Roma distratta da un evento storico per l’allora regime fascista, evento catalizzante che permetterà a due anime dolenti di confortarsi, anche se solo per un fugace momento.

Scola crea un’atmosfera sospesa, dilatando con maestria tempi e contrappunti emotivi; il regista e la sua macchina da presa si dimostrano ancora una volta schietti narratori di un quotidiano e di un ordinario la cui straordinarietà ci regala emozionanti scorci di vita vissuta.

Il film è tra i pochi tra i grandi classici ad aver ricevuto due nomination al Premio Oscar per il miglior film straniero e miglior attore protagonista, ha vinto il Golden Globe come migliore film straniero e presentato in concordo al Festival di Cannes.

“Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio.” 
Federico Fellini

Buona estate e buon cinema!

Argia Renda

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