03 Febbraio 2017   •   Redazione

Festival della Canzone Italiana: la rivincita dei (quasi) ultimi

«Ultimi (o quasi) a Sanremo fino al grande successo di pubblico. Da Vasco Rossi e Lucio Battisti a Carmen Consoli e gli Afterhours, ecco alcune storie di riscatto musicale dopo il Festival della canzone italiana.»

Non è detto che il primo in classifica del Festival della Canzone Italiana sia anche vincitore delle scelte a lungo termine del pubblico. Spesso nella storia del Festival,  la regola è stata differente e molti artisti arrivati in fondo alla classifica generale o addirittura eliminati dalla kermesse, hanno avuto, poi, la loro rivincita entrando nella storia della musica italiana nel post-Sanremo.

Così il famoso detto evangelico “beati gli ultimi perché saranno i primi” è stato per molti musicisti un motto concreto dimostrato dal boom di vendite sul mercato discografico e dalle infinite rotazioni radiofoniche dei loro brani. In fondo, fin dalla prima edizione, il Festival della Canzone Italiana è un trampolino di lancio, il palco giusto da cui diffondere e far conoscere la propria musica, una vetrina irresistibile per molti artisti italiani. Quindi, oltre le classifiche, l’importante è raggiungere l’obiettivo e, trasportando questa morale nella metafora della vita, siamo in molti a rincuorarci.

Ecco, allora, i casi più significativi e storici dei brani arrivati “ultimi”, o quasi, a Sanremo che in seguito hanno auto un successo incredibile.

Vasco Rossi- Vita Spericolata

Correva l’anno 1983 e un giovane Vasco Rossi presentava al Festival della Canzone Italiana la sua “Vita Spericolata“. Una canzone entrata nella storia della musica italiana e, senza dubbio, uno dei casi più eclatanti di classifica al contrario. Il pezzo si piazzò penultimo per l’edizione di quell’anno ma, ad oggi, è uno dei brani italiani più conosciuti ed amati.

Zucchero- Donne

Per il Festival della Canzone Italiana 1985, Zucchero portò sul palco dell’Ariston il brano “Donne“. Ad oggi, è uno dei suoi maggiori successi, tra i più cantati e suonati del suo repertorio, ma quell’anno non convinse la critica, piazzandosi al penultimo posto. È stato il pubblico del post-Sanremo a consacrare quest’inno alla magia dell’universo femminile.

Adriano Celentano- Il Ragazzo della via Gluk

Scarso successo anche per “Il ragazzo della via Gluk” di Celentano, presentata sul palco dell’Ariston per il Festival della Canzone Italiana del 1966. La canzone venne scartata dopo la prima serata del Festival ma, con i suoi 51 anni di esistenza, è diventata uno dei brani più rappresentativi e noti del repertorio del molleggiato, in cui emergono ricordi biografici relativi alla sua infanzia e un bisogno ardente di natura contro il grigiore del cemento.

Subsonica- Tutti i miei sbagli

Sono già passati 17 anni da quando i Subsonica presentarono sul palco dell’Ariston il loro famosissimo brano “Tutti i miei sbagli“. Il gruppo torinese si piazzò undicesimo per quell’edizione del Festival ma, dopo il mediocre posizionamento nella classifica sanrenese, il brano ebbe un successo incredibile grazie anche ai passaggi radiofonici ed in seguito all’inserimento nella riedizione dello storico album dei Subsonica “Microchip emozionale“.

Negramaro- Mentre tutto scorre

Con il brano “Mentre tutto scorre“, il gruppo salentino ha partecipato al 55esimo Festival di Sanremo per la categoria giovani. I Negramaro non vennero ammessi alla fase finale e per molti fu un’incredibile e ingiustificabile esclusione. Il brano, però, ha sorvolato questa classifica e le scelte sanremesi diventando il pezzo che tutti conosciamo e che ha consacrato il successo stesso del gruppo. Un bel finale, e soprattutto un meritato lieto fine.

Lucio Battisti- Un’avventura

Era la 19esima edizione del Festival di Sanremo, era il 1969. Lucio Battisti presentò per la kermesse il brano “Un’avventura“, scritto da Mogol. La canzone ebbe uno scarso risultato, infatti, si piazzò solo al nono posto. Strano per una delle canzoni italiane più famose. Chi non si è mai ritrovato con gli amici a suonarla e cantarla? Il successo era inevitabile.

Carmen Consoli – Confusa e felice

“Confusa e felice” è il brano con il quale Carmen Consoli partecipò al Festival della Canzone  italiana del 1997. La cantante che aveva partecipato l’anno prima tra le nuove proposte, aveva l’occasione di essere in gara per la categoria dei “Big“. In realtà, venne scartata già la prima sera ma questo brano è uno dei più significativi  della cantantessa e quello che, tra i suoi, ha ottenuto il maggior successo commerciale.

Aftehours- Il paese reale

Un gruppo così indipendente nel contesto nazional-popolare di Sanremo (e per rimanere nel linguaggio musicale) sembrerebbe stonare ma, come ha dichiarato lo stesso Agnelli in merito alla partecipazione degli Afterhours:  “Crediamo nel valore della nostra canzone ma crediamo anche che la nostra presenza a Sanremo possa essere una bella occasione di visibilità, confronto e conoscenza anche per tutta una scena, senza la velleità di rappresentare tutto quello che succede ma nella speranza di riuscire a proporne almeno una piccola parte che crediamo comunque significativa. Il brano fu escluso dalla gara alla prima fase di eliminazione di quel Festival del 2009, aggiudicandosi però il Premio alla Critica Mia Martini. Il seguito nacque un  progetto musicale condiviso con altri 18 gruppi della scena alternativa italiana. Eventi, tour e un album-raccolta di bravi inediti degli artisti coinvolti. Fu un grande successo.

Daniele Silvestri- Salirò

Pippo Baudo l’aveva presentata come “una canzone che invita alla speranza, a raggiungere i grandi risultati con la forza della volontà“. Era il Festival di Sanremo 2002 ma “Salirò” di Daniele Silvestri si classificò 14esimo nella classifica dei “Big“. Vinse, però, il premio della Critica “Mia Martini” e il successo dopo il festival fu incredibile; si aggiudicò ben quattro premi all’Italian Music Awards per il miglior singolo, il miglior videoclip, il miglior arrangiamento (ad opera di Demo Morselli) e la miglior composizione musicale. Nella serata finale del Festival (questa nel video) Silvestri fu accompagnato dal ballo ironico dell’attore e amico Fabio Ferri.

Elisa Toma