Regenesi
15 Giugno 2016   •   Raffaella Celentano

Regenesi: moda etica e design sostenibile, tutto Made In Italy

«Trasformiamo rifiuti in bellezza perché non c’è antitesi fra funzionalità, eco – compatibilità e bellezza. Pensiamo che dalla società dei consumi e dallo spreco possa nascere qualcosa di bello ed utile.» Regenesi

È possibile trasformare i rifiuti in bellezza? Partendo da materiali di scarto, si possono realizzare prodotti dal design elegante? Assolutamente si! Parola di Regenesi, brand nato nel 2009 in Emilia Romagna, che realizza oggetti di design e accessori di moda di alta qualità, usando solo materiali sostenibili, riciclati e riciclabili.

La produzione del marchio è volta a realizzare prodotti che siano – per prima cosa – belli e appetibili, e che inoltre rispettino l’ambiente. Superando l’antitesi tra etica ed estetica, ed entrando in una nuova ottica che unisce il bello con la sostenibilità, il brand utilizza materiali riciclati che presentano le stesse caratteristiche dei materiali vergini, ma che in più sono ecosostenibili.

Così, partendo da materiali di scarto come lattine, gomma, plastica, o ancora rigenerando vecchi pellami, prendono forma borse, accessori e oggetti d’arredamento dallo stile moderno ed elegante. Ogni singolo prodotto è pensato da designer di fama mondiale, come Matali Crasset, Marco Ferreri, Giulio Iacchetti, Setsu e Shinobu Ito, Denis Santachiara e la Regenesi’s design Factory, e poi realizzato in Italia da artigiani italiani, che hanno saputo coniugare la loro esperienza con le tendenze e le richieste del mondo contemporaneo. Così nascono i prodotti Regenesi: belli, etici e innovativi.

L’ultima novità del brand, ad esempio, si chiama File Bag, una linea di borse realizzate con pelle rigenerata. La particolarità della collezione sta nel fatto che la bag si adatta a qualsiasi stile. Disegnata dalla stilista Annalisa Caricatola borsa può essere continuamente “modificata”: basta cambiare la cover e la tracolla, e il gioco è fatto! Un’idea vincente, in cui l’alta qualità e la sostenibilità tipiche di Regenesi incontrano la funzionalità e la versatilità.

Snap Italy ha intervistato per voi la fondatrice del brand, Maria Silvia Pazzi.

Qual è la storia dietro il brand Regenesi?

Regenesi ha un posizionamento molto chiaro, e soprattutto molto diverso da altri brand “ecosostenibili”. Per noi la sostenibilità è una mission aziendale, e il brand nasce proprio con l’idea di portare avanti progetti legati al riciclo. Più che di sostenibilità, a noi piace parlare di etica, proprio perché è un modo di lavorare e di essere, che coinvolge l’intera filiera produttiva. Altro elemento di unicità di Regenesi è il fatto che noi vediamo la sostenibilità come un elemento in più. I nostri sono articoli di alta gamma completamente Made In Italy, quindi già di alto livello, e in più sono sostenibili. Per noi è fondamentale unire l’etica con l’estetica, per non cadere nel solito cliché del “sostenibile ma bruttino“.

Con quali materiali lavorate maggiormente?

I nostri materiali devono essere rispettosi per l’ambiente e – ovviamente – di alta qualità. Il materiale utilizzato condiziona molto la produzione. All’inizio abbiamo scelto materiali con una migliore lavorabilità, spesso “rubandoli” ad altri settori. Oggi a farla da padrone è la pelle rigenerata, che ci permette di essere trasversali, sia nella moda che nel design. Abbiamo imparato a conoscerla sempre meglio, per lavorarla con più consapevolezza. Seguono, poi, i classici materiali post-consumo, come plastica e alluminio, che presentano un appeal molto forte.

Come ha reagito la clientela italiana e straniera alla nascita del brand?

Quando abbiamo fondato l’azienda nel 2009, l’interesse del pubblico italiano verso la sostenibilità era quasi inesistente. Per questo motivo Regenesi si è impegnata a educare e informare la propria clientela. Oggi si può parlare di interesse, ma non di reale consapevolezza della clientela nostrana, quindi il nostro lavoro continua! Per quanto riguarda la clientela internazionale, invece, il successo è stato più immediato perché Regenesi si è presentata come realtà Made In Italy e sostenibile, due aspetti che hanno letteralmente conquistato il pubblico straniero, molto più sensibile (sia al tema dell’italianità che alla sostenibilità).

Qual è stata, invece, la reazione dei produttori del brand?

Anche il modello organizzativo di Regenesi è innovativo. La nostra è un’azienda a rete: abbiamo un nucleo strategico centrale, accompagnato poi da una rete di realtà esterne. Questo ci permette di essere molto agili, lavorando con materiali e prodotti molto diversi tra loro, e di creare una rete eterogenea, priva di vincoli e costi fissi, ma comunque gestita con grande complicità. Devo dire che tutti si sono avvicinati al nostro progetto con grande entusiasmo e curiosità, in primis i nostri designer, che hanno compreso da subito che Regenesi rappresentava il futuro! Il nostro segreto è nel voler sempre sperimentare cose nuove, senza fermarsi mai.

Qual è il punto di forza dei prodotti Regenesi?

I prodotti Regenesi risultano accattivanti perché sono belli e di qualità. Poi, quando il pubblico capisce che dietro l’estetica si cela una bella storia di sostenibilità, il gioco è fatto! È un passaggio sottile, ma fondamentale per noi.

Raffaella Celentano