rasiglia
09 agosto 2018   •   Carolina Attanasio

Rasiglia, il borgo delle favole e dei miracoli, quelli veri

«A Rasiglia succedono miracoli: uno, in realtà, bello grosso, che da una disgrazia ha portato questo bel borgo umbro alla ribalta delle destinazioni turistiche»

Chi si è inventato il logo del Mulino Bianco probabilmente è stato a Rasiglia (sito del comune), o forse ci è nato. Mentre cerchiamo di sciogliere questo dubbio amletico, riavvolgiamo il nastro: dove sta Rasiglia? Perché ne stiamo parlando? Gli unicorni esistono? A queste e altre mirabolanti domande cercheremo di dare risposta in questo articolo. Per farlo, dobbiamo andare in Umbria, che con questo caldo non è affatto una cattiva idea.

Definito da molti il fenomeno Rasiglia, questo piccolo borgo di poche anime in provincia di Foligno è da un paio di decenni oggetto di una sorta di miracolo, una cosa che capita davvero raramente in Italia. Devastato dal terremoto del 1997, Rasiglia era uno dei tanti paesi dimenticati da Dio destinati al declino, invece niente, di morire proprio non gli è andato. Così la Pro Loco, alcune associazioni locali e la mano di alcuni privati visionari hanno fatto quello che in Italia accade raramente dopo eventi catastrofici come i terremoti: un processo di riqualificazione serio, vero, che ha riportato il paese ai suoi fasti storici e, possibilmente, anche di più. Da lì a poco, il botto: Rasiglia è diventato la mecca di orde di turisti, che spinti da una “tarantolite” acuta hanno invaso letteralmente il borgo, in quantità talmente esagerate da creare problemi di viabilità, tant’è che oggi esiste addirittura un’ordinanza comunale con divieti di accesso e parcheggio in varie aree del paese. Sì, ok, ma che c’è a Rasiglia? Perché è esploso come fenomeno turistico? Ma soprattutto, perché dovreste andarci pure voi?

Perché Rasiglia è unico

Borgo medievale, di cui conserva ancora le caratteristiche, Rasiglia è famoso principalmente per le sue sorgenti, che sgorgano come funghi lungo il corso del centro storico, formando rivoli o laghetti d’acqua di cui è impossibile non innamorarsi. Una cornice incredibile, che è valsa a Rasiglia il titolo di Venezia umbra. La fonte di questa meraviglia si chiama Capovena, la sorgente che alimenta tutti i corsi d’acqua del paese. La trovate ai piedi del palazzo dei Trinci, che furono Signori di Foligno dal 1305 al 1439. I rivoli terminano nella famosa “peschiera”, una vasca che porta l’acqua nel fiume Menotre. A Rasiglia troverete un molino, una gualchiera, i resti della Rocca – che troneggiano sul paese. Mulini e opifici, grazie ai corsi d’acqua, hanno garantito la prosperità del borgo per diverso tempo. Ogni anno qui si svolgono due eventi importanti, il Presepe vivente, del periodo natalizio, e un festival dedicato agli antichi mestieri di tessitura, Penelope a Rasiglia.  Questo posto somiglia davvero più a una favoletta che a un borgo vero e proprio, l’atmosfera è quasi irreale, anche considerate le dimensioni del posto, minuscolo. Qui godrete bene di una cosa: il silenzio.

Perché Rasiglia è l’emblema dei borghi che ce la possono fare

Quante storie abbiamo già sentito su piccoli borghi come Rasiglia, sparsi per l’Italia, completamente inermi di fronte alla sfiga di essere colpiti da eventi catastrofici come terremoti, alluvioni, valanghe, crolli di ogni sorta. Quanti di loro ce la fanno? Di quanti continuate a sentir parlare anche dopo che l’emergenza e il buonismo e i soldi e le iniziative sono terminati? Pochi, troppo pochi. Rasiglia, sorgenti a parte, non è molto diverso da nessuno di questi borghi, è la rappresentazione vivente – dunque – che quando l’aiuto non viene dall’alto si può e si deve rimboccarsi le maniche per salvare la vita dei piccoli gioielli che il mondo ci invidia.

Perché a Rasiglia siete in Umbria

Che principalmente vuol dire due cose: meravigliosi paesaggi e buon cibo. Scusate se è poco. L’Umbria è il gioiello mistico d’Italia, una regione che, vuoi perché legata indissolubilmente all’arte sacra e a personaggi come San Francesco, trasuda religiosità da tutti i pori. Non in senso bigotto, intendiamoci, ma proprio d’animo. Rasiglia non fa eccezione: nel suo essere così favoleggiante, ispira un senso di pace interiore che solo in Umbria potete trovare. La cucina, parliamone: col tartufo qui andate a nozze, potreste ritrovarlo anche a colazione, ma accontentatevi dei tagliolini, degli gnocchi o delle frittate, accompagnati da frarrosti vari, salumi, formaggi, sano vino umbro. Siete vicinissimi a Foligno, tra l’altro, quindi perché non combinare un tour enogastronomico nel vostro viaggio in questo paese delle meraviglie?

Carolina Attanasio