pitti uomo
05 Giugno 2017   •   Snap Italy

Pitti Uomo presenta il Museo Effimero della Moda

«In occasione dell’apertura di Pitti Uomo, il 13 Giugno verrà inaugurato il Museo Effimero della Moda, un nuovo ed emozionante percorso attraverso le vesti che hanno segnato la nostra storia».

Se chiudo gli occhi me lo ritrovo davanti: all’uscita dell’accademia di moda palazzo Pitti si erge imponente avanti a me. Attraverso la strada e percorro quella salita dove tutti gli studenti si fermano per fare un break. Entro e vado dritta al museo della Moda e del Costume, c’è Pitti Uomo (sito ufficiale) fra poco ed io non posso perdermi l’evento che si terrà dentro palazzina della Meridiana.

Dunque, qualche nozione tecnica per non trovarci impreparati: il museo della Moda e del Costume è una delle gallerie alloggiate dentro palazzo Pitti a Firenze, in particolare nella palazzina della Meridiana, un padiglione a sud del palazzo al quale si accede anche dal famosissimo giardino di Boboli.

È uno dei più importanti musei della moda del mondo ed è di grandissima rilevanza storica, proprio perché “ospita” gli abiti che hanno segnato il nostro passato storico: dai vestiari funebri del granduca Cosimo I de’ Medici ad una selezione della collezione Riva di circa tremila bottoni, passando per il guardaroba della signora Venere Musarra.

Il Museo Effimero della Moda, che vivrà solo per breve tempo – dal 13 Giugno al 22 Ottobre -, è un progetto di Fondazione Pitti Immagine Discovery, in occasione del Pitti Immagine Uomo 92 ed in collaborazione con Gallerie degli Uffizi e Palais Galliera. Ideato e curato da Olivier Saillard in collaborazione con Caterina Chiarelli (in-house curator), promosso dal CFMI (Centro di Firenze per la Moda Italiana) e da Pitti Immagine, con il contributo straordinario del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Agenzia Ice, il patrocinio di Ministero della Cultura e il Comune di Firenze.

Saranno in mostra quasi 200 tra abiti e accessori, distribuiti in 18 sale diverse: i pezzi che sono stati selezionati vanno dalla metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri. Alcuni sono abiti che vengono mostrati per la prima volta, mai usciti dalle scatole per la conservazione, altri esposti per l’ultima volta, prima di tornare negli archivi perché troppo fragili e delicati. Ciascuno esibito su manichini di legno e di cera, adagiati su poltrone e sedie, o sospesi in morbide sculture.

Le creazioni di cui parliamo sono vesti create da sartorie e atelier di moda più grandi al mondo. Molteplici i pezzi in mostra, realizzati e fabbricati nella nostra penisola: Mariano Fortuny Venezia, con le sue tele di cotone decorate con colori antichi; Sartoria Rosa Genoni, con i suoi abiti di grande pregio ispirati all’arte pittorica italiana Rinascimentale; Sartoria di Emilio Federico Schubert, stile eccentrico e considerato come colui che ha rivoluzionato il ruolo del sarto; Roberto Capucci, creatore della linea a scatola, vera rivoluzione dal punto di vista tecnico e stilistico che ricevette l’Oscar della Moda; Elsa Schiaparelli, ideatrice del rosa shocking, del vestito aragosta insieme a Dalì ed autrice di costumi di diversi film cinematografici; Maison romana d’alta moda Carosa di donna Giovanna, principessa ed eccezionale talent scout; Gianfranco Ferrè, detto l’architetto della moda e creatore della camicia bianca in tutte le sue forme; Biki, colei che trasformò la Callas e che rimase “a credito” di D’Annunzio; Jole Veneziani, una delle fondatrici dell’Alta Moda Italiana.

L’esposizione non si ferma al passato ma come nella nostra esistenza, ieri ed oggi diventano un tutt’uno. Gli abiti storici si ricongiungono al presente, vantando una selezione di capi di straordinaria bellezza delle ultime collezioni di Gucci, Fendi, Armani, Valentino, Prada e Dolce & Gabbana.

Dev’essere meraviglioso in questo caso il lavoro di restauratore, perché hai la possibilità di toccare con mano la storia, la nostra storia, quella per cui siamo qui a parlarne, quella per cui gli addetti ai lavori perdono la vista, le giornate e le nottate. Ma io non faccio quel lavoro, io racconto solo ciò che vedo, e di sicuro, quest’occasione più unica che rara, che apre i battenti con Pitti Uomo, non posso farmela scappare.

Samuela Nisi