29 Giugno 2017   •   Argia Renda

Mume, alla scoperta del Museo Regionale di Messina

«Dopo l’anteprima avvenuta a Dicembre, apre il Mume, il Museo  Interdisciplinare di Messina, ovvero il luogo dell’identità ritrovata.»

Il MuMe, Museo Interdisciplinare di Messina (pagina FB), nasce il 26 Novembre 1914 con regio decreto di Vittorio Emanuele, e s’inserisce in un ampio Parco Museale, che per dimensioni e superfici espositive e operative, si configura come uno dei più grandi del Meridione d’Italia.

Ospita circa 750 opere in un arco temporale che va dalla fondazione della città fino alle soglie del XX secolo, e riunisce, oltre la storica collezione civica del Museo Peloritano, le centinaia di reperti architettonici e opere d’arte di chiese ed edifici storici distrutti dal terremoto del 1908 e faticosamente strappati alle macerie.

Una parte di queste opere sono state sempre esposte negli spazi della ex Filanda Mellinghoff, opificio ottocentesco risparmiato dal sisma e destinato per decenni a sede temporanea del museo, dove venivano esposti periodicamente vari pezzi della grande collezione.

Il MuMe si estende, complessivamente, su oltre 17.000 mq, nell’area dell’ex monastero di S. Salvatore dei Greci, attorno al quale è stato concepito e progettato negli anni Ottanta; una provvisoria sistemazione è avvenuta grazie ad Enrico Mauceri, direttore dal 1914 al 1923, che è riuscito ad inaugurare il Museo Nazionale di Messina alla presenza del principe Umberto. In seguito, durante la guerra, il MuMe è stato trasformato in alloggio per le truppe tedesche ed inglesi, subendo numerosi saccheggi e atti vandalici.

Con l’arrivo del nuovo direttore Maria Accascina, e grazie a i finanziamenti della Regione e del Ministero, il MuMe verrà poi restaurato, con la divisione della Filanda in tre settori, dedicate a tele, scultori, arti minori e stampe. Il patrimonio del MuMe, che è costituito per la maggior parte da opere di provenienza estera, si intreccia fortemente con la storia della città, nata sul mare come porto naturale; oggi il museo mette in mostra l’intero suo patrimonio grazie ai recuperi resi possibili dagli interventi di restauro progettati e realizzati con finanziamenti regionali.

Scrive Federico Zeri sul catalogo del MuMe: “il museo è la testimonianza di una lunga vicenda di cultura e arte… attesta la ricchezza del patrimonio artistico di una città, la più continentale della Sicilia…”.

Sabato 17 Giugno ha avuto luogo, in via definitiva, l’apertura al pubblico dei restanti settori espositivi del MuMe – Museo Interdisciplinare Regionale, il tutto avvenuto alla presenza del Ministro degli Esteri Angelino Alfano, del Presidente della Regione Rosario Crocetta e molti altri.

Con diversi capolavori, come quelli di Caravaggio, Antonello da Messina, Montorsoli e Alibrandi, il MuMe ha mostrato la vastità e il prestigio delle sue collezioni, recuperate dalle chiese e dalle piazze dopo il terremoto del 1908.

Carlo Vermiglio, Assessore ai Beni Culturali e all’Identità siciliana, ha detto:

“Abbiamo raggiunto un traguardo importante per Messina, l’apertura del museo nella sua interezza rappresenta la riappropriazione di un luogo cardine per la storia di questa città…, oggi restituiamo a tutti i cittadini e ai visitatori un patrimonio troppo a lungo negato…”

Il Direttore del Mume, Caterina Di Giacomo, ha inoltre sottolineato il valore socio-culturale della struttura:

“Ventisette secoli di storia della città… nessuna intenzione di farne un archivio della memoria, piuttosto un trampolino di lancio di quella Messina Nuova, simbolo della ottimistica proiezione futurista, celebrata con la mostra di avvio della destinazione della storica Filanda, fino allo scorso dicembre sede della permanente, e deputata alla ospitalità di grandi eventi.”

Il MuMe è aperto dal martedì al sabato dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.30); domenica e festivi 9-13 (ultimo ingresso 12.30). Lunedì chiuso. Biglietti: intero 8 €, ridotto 4. Ingresso gratuito la prima domenica del mese. La Biblioteca è consultabile dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.30.

Argia Renda