Milo Manara
31 Maggio 2017   •   Anita Atzori

Milo Manara: «Vi presento i miei fumetti»

«Nello splendido quartiere Testaccio, all’interno del Museo Macro, il più grande festival dedicato al fumetto. Milo Manara apre così le porte delle sue vignette alla Capitale»

È stato un week-end intenso quello del Museo MACRO di Testaccio. Un week-end ricco di storie, avventure e colpi di scena, raccontati, però, a fumetti; un modo particolare per vivere l’arte e le sue varie sfaccettature con ironia e senso di appartenenza. Dal 26 al 28 maggio gli spazi della Pelanda hanno ospitato un festival, quello del fumetto, che proprio quest’anno vede la sua terza edizione viaggiare a gonfie vele. L’ARF! per allietare questa iniziativa ricca e curiosa dà così  il benvenuto a uno dei padri del fumetto: Milo Manara. Cinque grandi mostre esclusive tra cui MACROMANARA – Tutto ricominciò con un’estate romana (dal 26 maggio al 9 luglio 2017) per ripercorrere La Capitale dentro le vignette.

I fumetti di Manara: tutto sul Maestro dell’Eros

Durante la conferenza stampa tenuta all’interno degli spazi espositivi del Macro, Stefano Piccoli (Direttore artistico ARF-Festival), Claudio Curcio (curatore della mostra e Presidente del Comicon) e Alessandro Leon danno il benvenuto al maestro Milo Manara per introdurlo in un discorso più che ufficiale, familiare. La presentazione di un lavoro che vede coinvolte 97 tavole originali e il suo rapporto con Roma e il mondo del cinema. La mostra – suddivisa in due sezioni – offre una ricca proposta antologica con tutte le grandi opere degli anni ’70, ’80 e ’90 tra cui le tavole di Giuseppe Bergman e Tutto ricominciò con un’estate indiana che lo vide lavorare in coppia con l’amico Hugo Pratt. Non solo la parte più primitiva, ma anche quella più contemporanea con il cinema di Federico Fellini, i Borgia e Caravaggio. Un maestro famoso non solo in Italia, ma anche all’estero, lo testimoniano le numerose opere esposte a Bruxelles nel Museo del Fumetto, una delle poche strutture interamente dedicate a quest’arte e alla sua evoluzione globale. L’incontro di Milo Manara e dei suoi fumetti coi giornalisti è avvenuto in tono molto scherzoso e gioviale, un excursus narrativo tra vecchie amicizie, collaborazioni importanti e aneddoti simpatici della sua vita privata. È proprio quando si tocca il tema Eros e la fase erotico-poliziesca del suo debutto (Collana Genius e Jolanda de Almaviva) che viene subito da chiedergli se la definizione “maestro dell’eros” gli sia particolarmente stretta o se invece pensa sia adeguata visto il suo esordio.

Il fatto di essere etichettato come maestro dell’eros mi fa piacere, anche se negli anni ho fatto di tutto e non solo vignette erotiche. Ma non mi sta stretta come definizione, anzi io stesso ho fatto di tutto per meritarmela!
Milo Manara

Tra le tante opere citate vengono a galla anche quelle per Brigitte Bardot, 25 acquerelli ritraggono l’attrice francese negli ultimi vent’anni in tutto il suo splendore. Da qui anche l’idea di realizzare dei bozzetti per una statua iconica della diva, il cui obiettivo è quello di installarla a Saint Tropez nel settembre 2017. Un progetto particolarmente interessante, che vede ancora una volta il mondo dell’arte protagonista a 360° gradi.

Ci parli della sua collaborazione con l’attrice Brigitte Bardot, com’è nata?

I ritratti a Bardot li feci in vista dell’evento organizzato per la sua associazione animalista. Non volendo farsi fotografare o mettere in vendita i suoi autografi decise di farsi disegnare da me con l’obiettivo di mettere in asta le opere e aiutare gli animali grazie al ricavato. Gesto umile e saggio.

Alla fine di questa conversazione si affronta anche un tema caldo per la cultura italiana, ovvero la lettura e la disinformazione per quanto riguarda il mondo del fumetto. Si analizzano alcune problematiche che vedono coinvolte questo campo artistico e la sua poca notorietà nella penisola, a differenza invece degli altri stati europei dove questa corrente, non solo viene elogiata, ma anche fatta conoscere con iniziative a livello internazionale. Il Maestro Milo Manara, in merito a tale vicenda, pensa che la risposta più plausibile sia solo una:

L’Italia è all’ultimo posto in Europa per la lettura, dunque se il fumetto non ottiene lo stesso successo sicuramente è anche per questo. Bisogna leggere, documentare, informarsi. Solo così è possibile crescere.

Non solo aneddoti riguardo il suo rapporto con Fellini, ma anche piccoli episodi che ritraggono Milo Manara in tutto il suo percorso lavorativo come uno spirito creativo sempre in fermento. Una mano miracolosa che ha saputo trasformare epoche storiche e personaggi in cult di tendenza. Il fumetto rielaborato in chiave espressiva e decisamente personale, perchè poi per farsi strada in questo mondo così tortuoso l’elemento fondamentale è sicuramente il talento. Noi di Snap Italy con Milo Manara non abbiamo visto solo talento, ma anche un amore smisurato per la Capitale e la sua storia.

Anita Atzori