16 Novembre 2016   •   Verdiana Cavezzan

Tecno moda: quando la tecnologia è fashion!

«La tecno moda si fa portavoce della tendenza digitale del momento, la tecnologia si mixa alla moda creando degli outfit davvero spaziali.»

Chi di voi ha mai sentito parlare della tecno moda? È una tendenza che è stata lanciata sulle passerelle più importanti e in particolare a New York. La moda e la tecnologia sono un connubio perfetto che prima o poi dovevamo aspettarci vista la presenza quotidiana della tecnologia nelle nostre vite. Questa unione vede un fashion system sempre più glam e all’avanguardia in quanto la tecnologia nel 2016, può essere indossata (WEARABLE TECHNOLOGY)!

Abbigliamento e accessori incorporano tecnologie avanzate e gli stilisti creano sempre più passerelle e outfit con un approccio totalmente futurista. Abiti che si trasformano da soli, smart watch che ora diventano veri e propri gioielli, specchi che ti permettono di cambiare abiti virtualmente, t-shirt 2.0, droni e tessuti intelligenti che incorporano dei veri e propri database; questa sta diventando la nuova moda del futuro che giustamente va di pari passo con l’innovazione.

La tecno moda non rappresenta altro che il riflesso dell’evoluzione tecnologica nel campo della moda, dove artigianalità e hi-tech si uniscono trasformando un settore tra i più potenti al mondo in uno stile autentico e futurista. Naturalmente non dobbiamo  pensare che questo nuovo modo di fare moda porti ad una rivoluzione netta nel settore del fashion , ma che queste siano solo delle creazioni di alcune collezioni che vengono create oltre a quelle tradizionali dove l’artigianalità e la sartorialità hanno il monopolio assoluto.

La tecno moda quest’estate è stata protagonista dell’annuale mostra sulla moda del costume al met museum  “Fashion in an age of technology” dove si è raccontata l’evoluzione degli abiti dall’invenzione della macchina da cucire alle stampanti 3d e di come la tecnologia ormai sia parte integrante del pret a porter per la realizzazione di abiti decorati con piume, materiali industriali e all’avanguardia.

Ma anche se grazie alla grande rivoluzione tecnologica degli ultimi anni assistiamo più chiaramente ad un maggior numero di outfit spaziali , non dimentichiamoci che la tecno moda fece il suo esordio già nel lontano 1999 quando Alexander Mc Queen, durante una sfilata, mostrò in passerella dei robot che coloravano l’abito bianco di una modella, oppure nel 2014, quando la sfilata di Fendi fù trasmessa in live streaming attraverso dei droni che viaggiavano sulla passerella durante il fashion show. Altri esempi simili dono quelli dell’italiano Marco De Vincenzo  il quale  può darci un valido esempio di come la sartorialità si unisca perfettamente alla tecnologia, infatti le sue pellicce sono create con fettuccie di seta degradè tagliate a laser.

Se si dà un’occhiata più approfondita al mondo della moda potremo notare le tante particolarità della tecno moda. Non solo i grandi marchi affiancano l’evoluzione  della tecno moda ma anche alcune start up che uniscono moda e tecnologia. Il progetto “project plastic milano”, nato dalla collaborazione tra West  Naples di Federico Calvaruso, Nicola Guiducci e Rosangela “Pink” Rossi, ha dato vita ad una collezione di t-shirt e felpe 2.0 con stampe diverse ma tutte realizzate con la fibra nexus, una fibra ad alta emissione di energia che protegge chi la indossa  dai repentini sbalzi di temperatura. Questa fibra inoltre produce una naturale emissione infrarossa ed emette un’energia che migliora l’idratazione cellulare e la circolazione sanguigna.

Un’altra start up capace  di unire moda e tecnologia è quella nata nel 2015 dalla collaborazione tra Alessandro Colella e Daniele Salassa che ha dato vita alla borsa 2.0. Questo accessorio ha tutte le caratteristiche di una borsa di lusso con ottimi tessuti Made in Italy ma al suo interno nasconde un dispositivo in grado di immagazzinare una grande quantità di file visualizzabili su dispositivi Apple e Android attraverso un’applicazione.

Un brand che nasce proprio con un approccio futurista è quello di Cutecircuit, simbolo della tecno moda e della cosiddetta “Weareable technology”. Fondata nel 2004 dall’americano Ryan Genz e dall’italiana Francesca Rosella, un connubio perfetto che ha dato vita a questo marchio internazionale, fatto di luci e fashion technology. Abiti futuristi, luccicanti e con quel tocco glam che rende l’outfit moderno e unico nel suo genere. Francesca dice:«Immaginiamo di avere una gonna bianca o un vestito nero che sembra normalissimo poi accendi il cellulare e attraverso un app che si chiama Cute puoi decidere di cambiare il colore dell’abito». Un’altra creazione loro è l’Hug t-shirt che permette alle persone che la indossano di abbracciarsi a distanza, una maglietta emotiva che unisce le persone lontane fra loro, oppure il Galaxy dress, il più grande display mai indossato al mondo. Un brand tutto da scoprire e che guarda sicuramente al futuro.

Ma una caratteristica che si nota sempre di più sulle passerelle è che anche la scenografia delle sfilate ha cambiato direzione, infatti vengono utilizzati moltissimi effetti speciali creati con il computer e con sistemi a led che creano bellissimi  giochi di luce. Oltre ai social che comunque sono diventati fondamentali per la diffusione di questa nuova tendenza  soprattutto attraverso i live streaming delle sfilate, un ruolo fondamentale è dato dagli ologrammi e dalla realtà virtuale, che hanno fatto cambiare il modo di percezione della moda con l’utilizzo di strumenti tecnologici. Come ad esempio Dior che ha realizzato i Dior-eyes permettendo di esplorare il dietro le quinte delle sfilate, oppure la proiezione olografica 4d di Ralph Lauren che nel 2015 ha mostrato la collezione con modelle che sfilavano virtualmente su una fontana d’acqua fino ai Memomi mirror technology, specchi che permettono di provare gli abiti virtualmente  esposti durante la fashion week a Manhattan. Chissà che la prossima “mossa” in questo mondo non sia di un tecno-designer italiano…

Verdiana Cavezzan