28 Marzo 2017   •   Argia Renda

Le cinque curiosità sul Colosseo che (forse) non conosci

«Le curiosità sul Colosseo non smettono di essere il simbolo della lunga storia di Roma, nemmeno oggi che viene raccontato in una grande mostra.»

Per presentare le curiosità sul Colosseo, vale la pena prima sapere che originariamente conosciuto con il nome di Anfiteatro Flavio, è il più grande anfiteatro del mondo, in grado di contenere un numero imponente di spettatori. Inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e nel 2007 entrato anche tra le Nuove Sette Meraviglie del mondo, per costruirlo sono stati necessari poco più di 5 anni: dal 75 all’80 d.C. Solo per la parete esterna sono stati utilizzati più 100 mila metri cubi di travertino.

Anticamente era usato per gli spettacoli di gladiatori e altre manifestazioni pubbliche (spettacoli di caccia, rievocazioni di battaglie famose, e drammi basati sulla mitologia classica). Non più in uso dopo il VI secolo, l’enorme struttura venne variamente riutilizzata nei secoli, anche come cava di materiale.

Il nome del Colosseo
Tra le prime curiosità sul Colosseo, la prima cosa da trattare riguarda sicuramente il nome Colosseo e da quando e perché si è iniziato a usarlo al posto di Anfiteatro Flavio. L’origine non è certa, a molti piace l’idea che l’appellativo “Colosseo” discenda dal “colosso” di Nerone, enorme statua, secondo altri di Eliogabalo in sembianze del dio sole alta 30 m, che sorgeva accanto all’anfiteatro. Altri pensano, semplicemente, che il nome sottolinei la mole colossale stessa del circo ed un’altra teoria lo fa risalire al luogo dove sorge l’anfiteatro, in antico “Collis Isei” da un tempio di Iside che era sul Monte Oppio e dava il nome alla contrada, detta appunto “Iseo”. Ma c’è anche una leggenda nera secondo cui anticamente era un tempio pagano, dove si adorava il demonio. E alla fine di ogni cerimonia i sacerdoti chiedevano agli adepti: “Colis Eum?” (“Adori lui?”).

Le quinte del Colosseo
La seconda delle curiosità sul colosseo è che la struttura continuava sotto l’arena ancora per 6 metri circa, le quinte del teatro erano proprio là sotto. Sembra che dall’arena potessero venire fuori scenografie spettacolari ed anche effetti speciali.
Sotto lo strato di sabbia e il tavolato si trovavano due piani sotterranei, dove si procedeva attraverso corridoi e scale, c’erano stanze, gabbie di leoni, le armi usate nei combattimenti e così via. C’erano anche dei piani inclinati grazie ai quali si poteva far salire sull’arena ogni tipo di scenografia. Anche i gladiatori potevano salire sull’arena tramite degli speciali montacarichi. Tutti i congegni che erano posti sotto l’arena consentivano di creare degli spettacoli eccezionali con uscite, entrate, sparizioni, effetti speciali da far venire i brividi.

Le esecuzioni del Colosseo
Volete conoscere una tra le curiosità sul Colosseo più macabra? Allora sappiate che dopo gli spettacoli, verso mezzogiorno i condannati venivano tirati fuori dalle celle e divisi in due gruppi: da una parte i cittadini romani e dall’altra gli schiavi e quelli che non erano cittadini romani. Queste esecuzioni pubbliche così cruente al Colosseo, erano per le autorità romane, un modo per sottolineare il potere e la rigida struttura sociale di Roma.

La pena doveva essere d’esempio e per questo doveva essere pubblica, severa ed umiliante. I cittadini dovevano morire per mezzo della spada ed il colpo poteva semplicemente essere inflitto da un carnefice oppure si potevano far combattere due condannati, uno armato e l’altro no. Il condannato armato uccideva l’altro e sapeva che a lui spettava la stessa fine perché il “gioco” si ripeteva per tutti i condannati. Alla fine delle esecuzioni entrava nell’arena un personaggio travestito che doveva rappresentare Caronte, accompagnato da Mercurio, che con la punta arroventata della sua lancia si assicurava che tutti i condannati fossero davvero morti. Caronte, poi, si impossessava dei defunti colpendoli con il suo martello.

Colosseo usato come una giungla e come una piscina…
Strano ma vero, tra le curiosità sul Colosseo ci sono anche queste. Pare che da alcuni secoli gli esperti di botanica studino la flora cresciuta spontaneamente all’interno del Colosseo. Più di 350 specie diverse di piante hanno messo radici tra le rovine, alcune delle quali di origine esotica e la cui crescita sarebbe favorita dal microclima dell’anfiteatro. Inoltre, al suo interno, per un periodo si tennero anche le naumachie, rappresentazioni di battaglie navali in acqua che però non ebbero lo stesso successo dei giochi coi gladiatori. L’acqua scorreva attraverso una serie di pozzi interni e tubazioni al di sotto delle tribune. Per riempire tutta l’arena erano necessarie circa 7 ore.

La terribile fama del Colosseo
Al tempo dei gladiatori, il Colosseo si guadagnò una fama sinistra, fino a essere ritenuto una delle 7 porte dell’inferno, come sappiamo vi morirono decine di migliaia di persone. Si dice che nell’anfiteatro si tenessero riti propiziatori, utilizzando lo stesso sangue dei morti nell’arena. Nel medioevo, poi, bande di briganti lo usavano per seppellire le vittime. E nel 500 fu preso di mira da maghi e stregoni che pare apprezzassero le erbe dai poteri magici che crescevano tra le sue rovine.

Esaurite le cinque curiosità sul Colosseo, non possiamo non ricordare che l’anfiteatro è stato il set di molti film come: “Vacanze Romane” , “Spartacus” diretto da Stanley Kubrick, “Quo Vadis?”di Guazzoni, ma tra questi non è presente il film che ne ha celebrato la fama in tutto il mondo: “il Gladiatore”, interpretato da Russel Crowe diretto da Ridley Scott, pare infatti che la produzione chiese al comune di Roma di poter utilizzare il Colosseo come location, ma ottenne un rifiuto poiché l’anfiteatro era in fase di restauro, costringendo il regista a girare alcune scene nell’anfiteatro romano di El Jem in Tunisia e a ricostruirne uno a Malta, dove è stato realizzato in 19 settimane e solo in parte, mentre il grosso è stato ricreato al computer.

Per concludere vogliamo ricordare che Il Colosseo si racconta per la prima volta in una grande mostra, chiamata Colosseo. Un’icona, che ripercorre la storia dell’anfiteatro attraverso immagini, oggetti e tanto cinema.
Dalla narrazione del periodo più noto, quando terminano ufficialmente i giochi gladiatori, alla poco nota attività commerciale, residenziale e religiosa che lo caratterizzò nel Medioevo, fino al fascino che esercitò su grandi architetti e pittori del Rinascimento.

Dal suo imporsi nel Settecento come meta privilegiata del Gran Tour di poeti, scrittori e vedutisti a luogo dell’immaginazione romantica. Con l’avvento del fascismo, il Colosseo divenne nuovamente, come in antico, proscenio ideologico del potere.

Nel dopoguerra poi comincia a costruirsi un nuovo mito del Colosseo: l’Anfiteatro Flavio entra prepotentemente al cinema con i film peplum e nei capolavori del Neorealismo italiano, mentre la pop art romana lo consacra al ruolo di icona, che continuerà a rivestire fino ai giorni nostri.

Argia Renda