22 Settembre 2016   •   Argia Renda

Castelli e Palazzi storici italiani. Adesso (alcuni) potete comprarli!

«Ville, residenze e Castelli d’epoca. Da oggi 350 tra castelli e palazzi di prestigio spesso abbandonati, sono in vendita. 19 milioni per Palazzo Diedo a Venezia, 31 milioni per Palazzo Bolis Gualdo a Milano: il Wall Street Journal pubblica il catalogo per chi vuol comprare un pezzo d’Italia.»

Si tratta per lo più di edifici dismessi e abbandonati da tempo o che lo saranno con il riordino di tribunali e Province. Investitori e miliardari che vorranno togliersi lo sfizio di possedere un pezzo d’Italia, potranno così scegliere tra diverse caserme a Bologna, precedentemente occupate dal Ministero della Difesa o il Castello Orsini di Soriano nel Cimino in Lazio, costruito da un Papa nel 1270 e successivamente utilizzato come carcere. Per appena 19 milioni di euro poi, si potrà acquistare il Settecentesco Palazzo Diedo che è stato per anni un tribunale penale a Venezia e che è in vendita insieme ad altri 17 immobili. Va meglio a chi cerca casa a Milano, dove si può scegliere tra più di 100 edifici, tra cui il Palazzo Bolis Gualdo, nel quadrilatero della moda, ad “appena” 31 milioni di euro.
Nonostante questo i turisti di tutto il mondo ce li invidiano. Ma quanti palazzi storici conosciamo e abbiamo visitato noi italiani? Proviamo a citarne alcuni.

Palazzo Pitti a Firenze, è stata la residenza del Granducato di Toscana, precedentemente abitata da i Medici, da i Lorena e da i Savoia. Luca Pitti era rivale della famiglia dei Medici e desiderava una residenza più sfarzosa di quella appena eretta per Cosimo il Vecchio. La tradizione vuole che i Pitti si fossero rivolti a Brunelleschi scegliendo il progetto accantonato da i Medici perché giudicato troppo grandioso e suscettibile di invidie; la leggenda narra che Luca Pitti esigesse che le finestre del nuovo palazzo fossero più grandi della porta principale di quello di Cosimo e che il cortile potesse contenere l’intero Palazzo Strozzi. Ad oggi dopo vari restauri, si è arrivati alla realizzazione di un gruppo museale composto da musei e gallerie: la Galleria Palatina conserva capolavori di Raffaello e Tiziano; la Galleria d’arte moderna le opere dei macchiaioli e altri musei specializzati come il Museo degli argenti, dedicato all’arte applicata, la Galleria del costume, il maggiore museo italiano dedicato alla moda, il Museo delle porcellane e il Museo delle carrozze.

Il Palazzo Reale di Palermo, meglio noto come Palazzo dei Normanni è la più antica residenza reale d’ Europa, dimora dei sovrani del Regno di Sicilia e uno dei monumenti più visitati dell’isola. La prima costruzione, è attribuita al periodo della dominazione islamica della Sicilia. I sovrani Normanni ampliarono e trasformarono l’edificio arabo in un centro complesso e polifunzionale che esprimeva tutta la potenza della monarchia, così realizzarono una struttura di edifici. Il complesso era collegato direttamente alla cattedrale tramite una via coperta. Il palazzo è tornato a occupare un ruolo importante nella seconda metà del XVI secolo quando i viceré spagnoli lo elessero a propria residenza e fecero importanti ristrutturazioni e fortificazioni. All’interno del palazzo sorge la Cappella Palatina, una basilica a tre navate dedicata ai santi Pietro e Paolo; costruita per volere di Ruggero II ,venne consacrata il 28 aprile 1140 come Chiesa della famiglia reale. Dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell’umanità dell’Unesco nell’ambito del sito seriale “Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale”.

Nel 1623 è salito al soglio papale, con il nome di Urbano VIII, il cardinale Maffeo Barberini; lui e la sua potente famiglia hanno voluto costruire come sede di rappresentanza, una sede fastosa e degna delle più prestigiose famiglie romane: Palazzo Barberini che ospita parte dell’importante Galleria Nazionale dell’Arte Antica. Nel 1949 è stato acquistato dallo Stato italiano, poi a seguito della scissione politica dell’ala riformista del PSI, nei suoi saloni aveva visto la luce il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani che nel 1951 si chiamerà Partito Socialista Democratico Italiano fondato da Giuseppe Saragat a quel tempo Presidente dell’Assemblea Costituente. A testimonianza dell’evento storico venne affissa una targa commemorativa sulla facciata principale. Solo nel 2006 il palazzo è stato assegnato completamente alla Galleria d’Arte che fino a quel momento poteva esporre solo una parte delle proprie raccolte per mancanza di spazi; la galleria fu fondata nel 1895 per raccogliere opere provenienti da diverse collezioni private e dal Monte di Pietà. Il museo ospita tra le altre, opere di Filippo Lippi, Raffaello, Tiziano, Tintoretto, El Greco, Holbein, Caravaggio, Guido reni, Guercino.

Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja, è un complesso architettonico che si trova a Torino. Si tratta di un connubio di duemila anni di Storia di Torino, da antichissima porta orientale della colonia romana di Julia Augusta Taurinorum a Casaforte difensiva, quindi a Castello vero e proprio, simbolo del potere sabaudo fino almeno al XVI secolo, quando venne preferito l’attuale Palazzo Reale, come sede dei duca di Savoia.Il suo nome è un omaggio: infatti il primo è dedicato alla Madama Cristina detta Madama Reale che è stata la prima ad abitarvi, per poi passare alla famiglia di Filippo I di Savoia e signore di Acaja che da allora ha esercitato un forte potere sulla città facendo diventare di questa casa-forte il centro del suo potere. Nel 1637 il palazzo passa a Carlo Emanuele II di Savoia, Maria Cristina di Borbone-Francia, volendo sottrarsi all’aria pesante della corte, lo elegge come sua residenza. Non appena insediata, commissiona importanti lavori ristrutturali, come la copertura della corte (che ancora oggi si eleva un piano al di sopra del resto della costruzione) e l’ammodernamento degli appartamenti interni. È patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, come parte del sito seriale Residenze Sabaude. Nel palazzo ha sede il Museo civico d’arte antica.

Concludiamo con il Palazzo Rosso o Palazzo Rodolfo e Francesco Maria Brignole a Genova, costruito tra il 1671 e il 1677 per volontà dei fratelli Brignole, famiglia che rimase la per molto tempo. Nobile dimora ornata da affreschi dei maggiori pittori del Seicento; la duchessa di Galliera, oltre al palazzo, nel 1874 ha donato al Comune di Genova la splendida quadreria che, unitamente agli arredi, formava il nucleo storico delle collezioni del museo. Il 13 luglio del 2006 nella lista dei 42 palazzi iscritti ai Rolli di Genova, riconosciuti in tale data Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Ospita la prima sezione dei Musei di Strada Nuova, che comprendono anche palazzo Bianco e palazzo Doria-Tursi, dedicata principalmente alle collezioni d’arte dei Brignole-Sale, in parte ospitate in sale che conservano l’arredo e la decorazione originale.

Argia Renda