Alberto Gianquinto
18 Agosto 2017   •   Argia Renda

Alberto Gianquinto, la mostra del maestro del colorismo

«Alberto Gianquinto e i suoi quarant’anni di pittura, sono stati festeggiati con una splendida mostra a Marsala.»

Alberto Gianquinto nasce a Venezia nel 1929. Inizia l’attività nei primi anni Cinquanta nell’ambito della Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia, conseguendo il Primo Premio per la Pittura nel 1954 e nel 1958.

Sue mostre personali vengono allestite a Venezia, Milano, Roma, Treviso, Trieste, Modena, Parma, Vicenza, Firenze, Matera, Brescia, Pescara, Bologna, Alessandria, Pordenone, Torino, Tolentino, Catania, Verona, Castelfranco Veneto (Teatro Accademico), Conegliano (Palazzo Sarcinelli), Carpi (Museo di Palazzo Pio), Palermo, Venezia (Museo Correr).
Partecipa a importanti rassegne internazionali d’arte e in particolare alla Quadriennale di Roma nel 1959, 1965, 1969 e 1987, e alla Biennale di Venezia nel 1956, 1962 (con un gruppo di opere) e nel 1978 con una sala personale. Molte delle sue opere fanno oggi parte di importanti collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Gianquinto muore a Jesolo (Venezia) nel 2003.

Il tre Luglio, è stata inaugurata nel convento del Carmine di Marsala, la mostra Alberto Gianquinto. Nello Studio. Opere 1960-2002, antologica dedicata all’artista veneto ma di ascendenze siciliane: la famiglia, infatti, era orgogliosamente originaria di Paceco. La mostra è visitabile fino al prossimo 15 ottobre.

Alla cerimonia inaugurale, in cui era presente anche il sindaco Alberto Di Girolamo, sono intervenuti Pietro Giorgio Salvo, presidente del Cda dell’Ente Mostra Pinacoteca di Marsala, il curatore Sergio Troisi, la moglie dell’artista, scomparso nel 2003 Luciana, e il figlio Nino Gianquinto.

Non era affatto scontato che Gianquinto tornasse nella “sua” Sicilia, terra che è stata l’alfabeto della sua arte e di quella costante inquietudine che ha accompagnato per cinquant’anni la sua pittura. Grazie per questa intuizione che ha letteralmente trasportato a Marsala lo studio di Gianquinto con una raffinatissima selezione di opere che Troisi ha impaginato secondo il criterio tematico”.
Nino Gianquinto

In mostra quarant’anni della produzione del maestro veneto: dalle nature morte dei primi anni Sessanta, alle bagnanti degli anni Ottanta, che raccolgono la lezione di Cézanne, Matisse e Picasso. Infine le figure monumentali che rivisitano le iconografie della maternità e degli antichi miti greci.

Il curatore Sergio Troisi:

“Alieno da schieramenti e tendenze, con l’eccezione della adesione alla breve esperienza del gruppo Il Pro e il Contro nei primi anni Sessanta, Gianquinto è stato artefice di una pittura in cui la componente lirica e l’adesione alle cose quotidiane si manifesta congiuntamente alla memoria della grande arte del passato e alla partecipazione al proprio tempo storico”.
Sergio Troisi

Alberto Gianquinto occupa una posizione singolare nell’arte italiana del secondo Novecento, l’esposizione presenta 40 opere, molte delle quali di grandi dimensioni, in un percorso articolato per nuclei che, continuamente indagati nello spazio luminoso del suo studio, rivisitano gran parte della sua produzione. Dalle nature morte dei primi anni Sessanta alle grandi composizioni del decennio successivo, in cui oggetti e spazio assumono un forte valore di emblema.

Dai bagnanti che dagli anni Ottanta riallacciano la sua pittura alle grandi lezione di Cézanne, Matisse e Picasso ai passaggi familiari di Asolo, sino alle figure monumentali, che rivisitano le iconografie della maternità o degli antichi miti greci.

Una pittura insieme intima e visionaria, in cui il colore, persino i suoi sontuosi e celebrati neri, svolge un compito centrale, diventando architettura del quadro: con una stesura sapientemente variata e quasi musicale negli accordi cromatici e nel segno, ora rapida e abbreviata, ora più larga e distesa, in cui tonalismo tipico della pittura veneziana si intreccia alla tradizione della grande pittura moderna francese.
Alla mostra è dedicato un catalogo (Edizioni Tecnica Mista).

Orari di visite al Convento del Carmine: dal martedì alla domenica: 10-13 e 19-21. Chiusi tutti i lunedì, compreso Ferragosto. Biglietti: intero 3 euro. Gratis: studenti, disabili e over 65.

Argia Renda