Talent
26 Maggio 2016   •   Snap Italy

Perché Amici è il miglior talent d’Italia

«Sergio Sylvestre ha vinto la quindicesima edizione: ecco l’ennesimo sogno che si realizza ad Amici»

Sono passati 15 anni da quando per la prima volta Maria De Filippi pronunciò la parola “CARTE”.
Chi segue questo programma sa bene che quella parola significa solo una cosa: da lì a poco verrà decretato il vincitore di Amici. Parte in sottofondo We are the champions dei Queen e da lì a poco il sogno di un ragazzo o di una ragazza diventerà realtà.
Già, perché Amici non è altro che questo: la realizzazione di un sogno. Quelle carte segnano la fine di un percorso che in realtà non è altro che l’inizio di un qualcosa di ancor più grande e meraviglioso: l’avvio di una carriera. Ne sanno qualcosa Alessandra, Emma, Virginio, i Dear Jack, Briga, Moreno, Stash, Marco, Deborah, Annalisa, Valerio, Antonino, Pierdavide, Karima e tanti altri. E adesso lo sa anche Sergio, che ieri era raffigurato proprio dietro quella carta tanto agognata.

Nomi di ragazzi normalissimi, con un sogno nel cassetto, così come lo hanno tanti altri coetanei. E quella che per molti è una becera trasmissione televisiva è diventata, per questi ragazzi, la possibilità concreta di realizzare i propri desideri. L’unica, forse, in Italia, a permettere il sogno della musica. Cari detrattori, non ce ne vogliate, ma è sotto gli occhi di tutti il fatto che i talent, sì… questi tanto odiati talent, siano ormai l’unico mezzo capace di lanciare carriere – più o meno lunghe, più o meno discutibili, sia chiaro – nel mondo della dormiente discografia italiana. Carriere che diventano dischi che a loro volta diventano introiti in un mercato semi morto. E tra i talent (non ce ne voglia X-Factor, che ha pure lanciato pezzi da 90, come Marco Mengoni e Noemi) Amici è sicuramente quello che più di tutti ha avuto la capacità di offrire una possibilità concreta ai ragazzi che vi partecipano. Innanzitutto perché Amici non è solo canto, ma ormai un trampolino di lancio anche per ballerini che arrivano, dopo il talent, a calcare palchi internazionali (vedi Giuseppe Gioffrè o Elena D’Amario). Un grande contributo, nelle ultime edizioni, è stato sicuramente dato dal talento smisurato di Giuliano Peparini, di cui ogni italiano amante dell’arte e delle cose belle dovrebbe essere orgoglioso.

Ad Amici si sta a stretto contatto con professionisti di questo calibro, perché più che una trasmissione è una prestigiosissima scuola, visti i 9 mesi di lezioni gratuite di canto e danza messi a disposizione agli allievi. Una trasmissione libera dai vincoli delle case discografiche, che permette un’ampia scelta e più opportunità ai ragazzi. Una trasmissione che è prima di ogni cosa un’esperienza umana ed emotiva unica nel suo genere, e per questo è impossibile non elogiare Maria De Filippi, capace di tirare fuori il meglio dai suoi personaggi e metterli di fronte alle loro potenzialità e alle loro fragilità. È la tv delle emozioni, dell’immedesimazione di milioni di telespettatori in dei ragazzi che ogni giorno lottano per raggiungere i loro sogni, superando ostacoli e godendo delle loro conquiste. Ed ogni spettatore, piccolo o grande che sia, si commuove di fronte alle fragilità del Sergio o dell’Elodie di turno, gioisce per i loro successi, si sente anch’esso parte nella costruzione di quel sogno, sostenendo il proprio beniamino con l’acquisto del disco pubblicato una volta uscito dalla scuola. È una macchina da guerra perfetta, dove ogni tassello è sapientemente riposto nel punto giusto per funzionare al meglio, per permettere che quel coinvolgimento a 360 gradi e quelle emozioni diventino dischi venduti e biglietti strappati di fronte ai palazzetti.
Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica, ma una volta tanto proviamo ad andare oltre la sterile polemica, andiamo oltre i pregiudizi. Perché chi critica non accusa soltanto milioni di persone che guardando il programma, mancando loro di rispetto, ma in primis punta il dito contro dei ragazzi che hanno scelto una via alternativa, l’unica via oramai, per una e un’unica cosa: realizzare il proprio sogno.

Giuseppe Barone