Monica Vitti
08 Novembre 2016   •   Snap Italy

Monica Vitti, 5 film imperdibili della grande diva italiana

«Lo scorso 3 novembre ha spento 85 candeline Monica Vitti, la grande attrice romana che con la sua bellezza e la sua bravura ha segnato la storia del cinema italiano. Festeggiamola analizzando 5 film fondamentali della sua straordinaria carriera»

Era il 1954 e Monica Vitti, vero nome Maria Luisa Ceciarelli, faceva il suo esordio cinematografico in una commedia di Edoardo Anton, Ridere! Ridere! Ridere!. La voce roca e lo sguardo penetrante, la bellezza particolare ed intensa, ma soprattutto il talento istrionico ed eclettico hanno reso Monica Vitti una delle grandi interpreti del cinema italiano. Lontana dal grande schermo e dalla vita pubblica da più di quindici anni a causa di una grava malattia degenerativa, la Vitti è considerata una diva lontana dagli stereotipi: di una bellezza non usuale e prorompente come le colleghe Sophia Loren e Gina Lollobrigida (lei stessa si definiva «un po’ bruttina»). Monica Vitti incarna il fascino capace di far ridere e riflettere: fu scoperta da Michelangelo Antonioni che la rese celebre per i ruoli drammatici di donne tormentate e nevrotiche, ma fu poi Mario Monicelli a consacrarla definitivamente al grande pubblico intuendone la grande autoironia ed il talento comico.

Soprannominata “il quinto colonnello della commedia all’italiana”, nella sua lunga carriera costellata di premi, l’attrice romana ha affiancato grandi attori comici come Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Alberto Sordi, ed i ruoli da lei interpretati in questi film la resero di fatto l’unica donna mattatrice della commedia. Monica Vitti ha lavorato inoltre con i più grandi registi del nostro cinema, dai già citati Antonioni e Monicelli, fino a Ettore Scola, Dino Risi e Carlo Di Palma, per poi passare lei stessa dietro la macchina da presa nel 1990, con la pellicola Scandalo segreto, da lei scritto, diretto ed interpretato (un film che vedrà anche la sua ultima apparizione) col quale vinse anche il David di Donatello.

Monica Vitti ha dato vita a più di 50 personaggi, ed è difficile selezionarne solo alcuni, ma nella sua lunghissima filmografia, ecco secondo noi 5 film imperdibili da vedere e rivedere.

  • L’avventura di Michelangelo Antonioni (1960)

Durante una gita in barca alle isole Eolie, Anna, una giovane donna con problemi di depressione, scompare nel nulla. Il suo compagno Sandro e la sua amica Claudia si mettono sulle sue tracce, iniziando un viaggio alla ricerca anche di se stessi. Primo film della cosidetta “tetralogia dell’incomunicabilità”, proseguita poi con La notte e L’eclisse, L’avventura è il film che segnerà l’inizio del sodalizio artistico (ma anche sentimentale) tra la Vitti ed Antonioni, col quale girerà capolavori entrati nella storia del cinema italiano e internazionale. Il personaggio della tormentata Claudia, insieme a quello della seduttrice Valentina de La notte e la misteriosa Vittoria de L’eclisse, saranno i ruoli che renderanno Monica Vitti interprete privilegiata dello smarrimento umano e dell’alienazione moderna del cinema antoniano.

  • Deserto rosso di Michelangelo Antonioni (1964)

«Mi fanno male i capelli» è la celebre battuta che la Vitti pronuncia in questo film, ancora una volta musa del regista emiliano. Primo film di Antonioni a colori, Deserto rosso si colloca a cavallo tra la trilogia dell’incomunicabilità e i suoi successivi lavori, ed il regista sceglie ancora una volta Monica Vitti per dare voce e corpo a Giuliana, moglie nevrotica di un industriale, che cerca inutilmente la soluzione dei suoi problemi nell’adulterio, finendo col vagare senza una meta. Anche in questo film, come in molti del regista, non esiste una trama vera e propria, ma piuttosto le situazioni, i personaggi, le ambientazioni. Un film sull’anima e sulla solitudine con una meravigliosa interpretazione della Vitti.

  • La ragazza con la pistola di Mario Monicelli (1968)

Monica Vitti in un’intervista disse che «scoprire di far ridere è come scoprire di essere figlia del re». Sarà infatti proprio la sua verve comica a renderla immortale e il film fondamentale per questa svolta fu appunto La ragazza con la pistola di Mario Monicelli. Fino a quel momento volto del cinema d’autore, nel 1968 Monicelli intuisce il talento parodistico dell’attrice e le affida il ruolo della siciliana Assunta Patanè, che per difendere il proprio onore si arma di pistola ed insegue fino in Inghilterra l’uomo che l’ha prima sedotta e poi abbandonata. Il film è stato un importante spartiacque nella carriera di Monica, perchè tirò fuori le sue capacità comiche che nessuno fino a quel momento aveva intuito, rendendola la regina della commedia all’italiana.

  • Amore mio aiutami di Alberto Sordi (1969)

Diretto ed interpretato dallo stesso Sordi, Amore mio aiutami è un ritratto comico e spietato di una tipica coppia borghese romana alle prese con problemi matrimoniali, tradimenti e gelosie. È il primo film della coppia Sordi-Vitti ed è anche il film che consacra definitivamente il talento comico dell’attrice. Celebre ed indimenticabile è la lunga sequenza degli schiaffoni dati da Sordi alla Vitti sulla spiaggia di Sabaudia. Erano altri tempi e si poteva ancora ridere di scene così.

  • Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) di Ettore Scola (1970)

Dopo Amore mio aiutami con Ettore Scola ritorna il tema della gelosia e delle corna: Monica Vitti interpreta la fioraia Adelaide, che conosce il muratore Oreste, interpretato da Marcello Mastroianni, e se ne innamora. Ma di lei si invaghisce anche il giovane pizzaiolo Nello, col volto di Giancarlo Giannini, e tutto finirà in una grottesca tragedia. Dramma della gelosia è rimasto scolpito nell’immaginario popolare per le interpretazioni di questo trio delle meraviglie, ed è sia una pietra miliare della commedia all’italiana che un tentativo di riallacciarsi al neorealismo per raccontare gli emarginati della società del benessere degli anni Settanta. Una pellicola memorabile da vedere e rivedere.

Buon compleanno ad un’attrice dai mille volti e dalle mille sfaccettature, un’icona intramontabile del cinema italiano.

Serafina Pallante